UNIVERSITA’ I

UNIVERSITA’

 

è un luogo mistico, in cui ogni legge della natura perde di significato, soprattutto la legge del buon senso. Per carità, magari è la mia facoltà che sembra una gabbia di pazzi in cui sono stati però rinchiusi dentro quelli sani ( ancora per poco comunque.. già vedo gente che chiede che ora sia alle macchinette del caffè, e quando glie lo si fa notare, rispondono con una risata tipo il moscone che vede i testicoli del cavallo).

Non so come funzionino le cose nelle altre facoltà, ma per esempio da noi il wifi è così lento che il logo di mozilla da noi non è la volpe di fuoco, ma il bradipo di merda. Ad ogni modo anche se il wireless fosse normo dotato, non cambierebbe nulla perchè tanto è sempre spento. Alcune leggende narrano che ci fosse un tempo un grande cavo ethernet e che questo collegasse tutti i portatili del polo ad un’unica grande connessione internet e che tutti vivessero felici ed informatici! Sempre secondo la leggenda un giorno il grande sciamano della docenza avrebbe pensato che il web non fosse uno strumento di gioia e conoscenza, ma un subdolo e sofisticato sistema di eludere le responsabilità degli studenti e la loro attenzione alle sue parole! Perciò questi avrebbe deciso di far sparire il grande cavo, raccontando che degli esperti avrebbero regalato a tutti la connessione libera da cavi e filetti; ma dall’alto del suo acume egli avrebbe incaricato di tale onere gli ingegneri della telecom! Si dice che ogni leggende abbia un fondo di verità.. io l’unica cosa che ho capito è che abbiamo toccato il fondo della disorganizzazione e internet di fatto non c’è -.-.

Ma la mia università sa offrire anche del mistero, un po’alla telefilm tipo Fringe, attualmente io e i miei compari di sventura stiamo indagando un fatto del soprannaturale: i cessi della facoltà alle 8,25 del mattino!

Sostanzialmente i fatti a noi noti stanno così: in genere arriviamo tutti alle 8,15 del mattino, il quarto d’ora precedente alla lezione, quello in cui ognuno vive il suo rituale per ingraziarsi la giornata universitaria*; a cinque minuti dalla lezione la maggior parte di noi si arreca al bagno, per espletare le proprie funzioni fisiologiche ( par strano.. ma le hanno anche gli studenti universitari), per riempirsi le bottiglie dell’ acqua ( non apro la polemica sulle vessazioni economiche delle macchinette dell’uni perchè se mi parte un altro embolo è la volta che ci resto >.<) etc.. il mistero arriva qui! Si basa su 4 criteri, verificati e dimostrati empiricamente:

1 l’università apre alle sette e trenta e chiude alle diciannove

2 ci sono tre bagni

3 c’è un solo addetto alla pulizia

4 alle 8,20 qualcuno sta pulendo contemporaneamente tutti i cessi fino alle 9!

 

ora, sebbene ammetta di avere le capacità cognitive del bradipo di internet a quell’ora, se avete letto con attenzione i criteri converrete con me che tutto ciò non è possibile nella fisica tradizionale!!! perchè se ci fossero tre addetti alle pulizie andremmo contro al criterio 3; inoltre un’altra cosa che non mi spiego è perchè proprio a quell’ora! Perchè se la risposta fosse “è l’unico orario possibile per lavare i bagni” andremmo contro il criterio 1; ovviamente, trovandoci in una facoltà universitaria italiana è assolutamente necessario pulire contemporanente tutti e tre i cessi… voglio dire perchè lasciare che una cosa resti semplice e funzionale? ( a questo punto voi potreste chiedermi del secondo mistero, quello legato a che cosa fa lo studente universitario quando non può espletare le proprie funzioni fisiologiche in bagno.. ma alcuni misteri è meglio che restino tali, perchè sono delle storie che verranno archiviate nella cartella dei cess-files)

 

end of part one

 

 

 

 

*ho ritenuto fare un inciso su quali sono i rituali più antropologicamente interessanti degli studenti. Partiamo dal principio: lo studente universtario, appartenente al genere homo della specie sapiens demens ( la prova vivente che Darwin, nella teoria dell’evoluzione delle specie non ha capito un cazzo!), si sveglia la mattina sempre prima di quanto desideri, va a dormire più tardi di quanto non debba e soprattutto dorme meno di quanto abbia bisogno; passa la sua vita nella forma di studente ( prima di passare la metamorfosi a disoccupato) a lavorare per pagarsi la laurea che lo farà lavorare, si trova nella condizione di essere un numero di matricola, che attende numeri sufficienti per andare a far parte di una società di numeri insignificanti ( in pratica è una calcolatrice, ma siccome durante lo studio si esaurisce, alla fine è come l’euroconvertitore di berlusconi che può dividere per 0 ).

Tra tutte le strane usanze che ha questo popolo, la più eclatante è quella del rituale del mattino: un antropologo ( ma anche un entomologo) trova la sua più grande sfida nel regolamentare quello che succede in una facoltà, nella mezz’ora che precede la lezione.

Un buon cinquanta % cerca affannosamente di riattivare le proprie onde cerebrali tramite il ricorso del filtro magico: il caffè! Di solito di fronte alle macchinette si presentano le le scene più violente e cruente di questa società, la maggior parte del sangue si cosparge quando uno studens attacca un altro del branco perchè sono dieci minuti che parla di idiozie di fronte alla macchinetta, con il caffè che ormai si è raffreddato al punto, che il primo studente si ordina il secondo, facendo così scattare il raptus omicida di quello che attende. Un’altra scena tipica è la supplica clavittae: uno studente offre favori, denaro e a volte anche se stesso per potersi servire della chiavetta delle macchinette allo scopo di non dilapidare il proprio denaro per i tredici- quattordici caffè che assumerà nelle sei ore di lezione che l’attendono; tra tutte queste forse la più bassa forma di degrado è quella autolesionista dello studens che si vede derubato del proprio denaro da parte dei distributori, e allora con quanta energia gli concede la sua spoglia mortale infligge dure violenze al metallo rigido del malvagio marchingegno, inutile dire che poi se ne scappa, sconfitto, a leccarsi le ferite ( in senso letterale!) in qualche angolo solitario, dove può piangere senza essere giudicato debole dagli altri membri del branco.

Un’altra grossa fetta della specie è quella dei fumatori, tra questi spicca il lo pseudo-salubris : è quello che etnicamente non si considera un fumatore e quindi non si compra le sigarette perchè non fuma… ma abile del suo animo truffatore ( il cui primo fraudato è egli stesso), convince qualche ignara vittima che lui fuma ogni tanto se qualcuno glie lo offre, una vera piaga della società! Un altro tipo di fumatore degno di nota è il tabagista solitario, quello che arriva in genere con le cuffie alle orecchie, saluta tutti con un impercettibile segno del capo, si accende una sigaretta e si siede da qualche parte con uno sguardo che comunica “ misonoaccesolaprimasigarettadellagiornata,provaadisturbarmietisbranolosternofinoalcuore” è una tecnica efficace grazie alla quale non ci sono quasi mai vittime. Tra tutti il più simpatico e divertente è il ruffiano, quello che non ha mai contemporaneamente sigarette o accendino, tende quini ad ingraziarsi le vittime interessandosi alla loro vita personale come una mamma affettuosa, o ammiccando come una donna in un film di Humphrey Bogart, sebbene sia da tutti considerato una razza inutile, è comunque ben accetto, data la sua indole bonacciona e sorridente.

Tra gli altri sottotipi di studens, ci sono l’androide: che arriva, saluta formalmente chiunque, entra direttamente in facoltà, si siede al banco estrae i propri quaderni e si siede composto in attesa di prendere gli appunti della lezione ( questo tipo di comportamento è ritenuto da molti esperti il primo segno di schizofrenia omicida); è da citare assolutamente il festaiolo che arriva sempre stragasato dal festone che ha fatto la sera o dalla sbronza che ha ancora intorno, è quello che arriva canticchiando con un sorriso smagliante che incute rabbia e fastidio a chiunque altro, almeno fino all’ora dell’ottavo caffè; esiste inoltre il piccioncino: è quello che arriva e passa tutta la mezz’ora precedente la lezione ( e a dir la verità tutta la sua giornata) incollato al cellulare scrivendo al proprio partner; un altro dei più interessanti può essere considerato lo zombie: arriva con gli ancora aperti ma il cervello ancora in fase N-REM e sa soltanto mugugnare imprecazioni su quanto sonno abbia e su quanto sarebbe voluto restarsene a letto, in genere non ha sentimenti al massimo delle sensazioni che esprime sbadigliando, ingurgitando caffè o cercando qualcuno disposto ad affrontare discorsi poco impegnativi per mantenere la fase N-REM il più a lungo possibile. Concludo, per ora, dicendo che tra gli altri tipi di studenti, più o meno degni di nota, devo citare necessariamente il più misterioso e strano tra tutti gli studenti: il fauno; le sue abitudini mattutine restano tutt’ora sconosciute, di lui si sa poco e quel poco che si sa è tutt’ora in discussione, nel capitolo due verrà raccontato tutto quello che si conosce o s’ipotizza in merito a questo curioso essere.

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