LA REBELDIA DELLA DOMENICA SERA E LA SINDROME DA STUDENTE UNIVERSITARIO:

fino a prima di iniziare l’università, quand’ero un giovane di belle speranze, mi piaceva uscire con gli amici anche di domenica e spesso tirar tardi, in barba al lunedì mattina, sarà che una volta avevo il fisico*, ora che però sono nel mondo malato della responsabilità ciò non mi è possibile…

non è che facessi chissà cosa, però un concertino di la, una partita a poker dall’altra parte e cosìvvia era facile superare l’una di notte, nonostante poi si dovesse andare a scuola, un paio di volte ( nelle grandi occasioni XD) ho sperimentato la necessita di fare after e tirare sino a lunedì pomeriggio senza chiudere occhio… era una sensazione stupenda! Il gaso di sentirsi un highlander, il raccontare agli altri tutte la cazzate successe durante la notte, era un modo per sentirsi ribelli! E anche belli XD

Ma prima o poi tutte le cose devono cambiare, come la biancheria.. e all’inizio, non te ne accorgi, ti senti ancora un giovane ribelle, ci provi, tiri tardi comunque, anche se il giorno dopo hai mille ore di lezione di fisiopatologia, mentre il pomeriggio hai il laboratorio sul prelievo ematico, e intanto devi preparare il parziale di istologia, però non lo capisci fino al giorno in cui, facendoti la barba, controllando di aver fatto un bel lavoro BAM! Te ne accorgi.. e li capisci di essere fottuto. Occhi incavati dalla stanchezza, occhi rossi da vampiro ( anche se è strano perchè essendo senza soldi l’ultima tromba te la sei fumata sei mesi fa..), ha la faccia smunta e di un insana carnagione grigiastra che pari uno zombie di metal slug 2. te la sei presa, la sindrome da studente universitario: prima parte il delirium mailaris: improvvisamente senti l’ansia di non aver controllato tutti gli avvisi in bacheca sul sito dell’uni, dopodichè sopraggiunge l’impellente necessità di scrivere una dozzina di mail a docenti che non hai mai visto, che non te l’hanno chiesto, cui non glie ne frega na beata cippa, ma che soprattutto non risponderanno mai prima di una settimana; indipercui inizia il disordine alimentare: anche se conosci i principi dell’igiene alimentare, non sei in grado di rispettarla, iniziando a nutrirti prevalentemente di caffè, paninetti schifosi e porcatine delle macchinette ( sovrapprezzate all’impossbile!). A tutto ciò segue una forma di reazione autoimmune alla vita, che ti prospetta l’impossibilità di riuscire a fare tutto quello che facevi prima e che rende il letto il tuo migliore, amico.. nelle forme più gravi si manifestano una palese demenza che si manifesta con sproloqui di argomenti a caso, nel qual momento si entri in discorsi inerenti al mondo accademico, seguiti poi da silenzi imbarazzanti e attacchi di blasfemia.

Tu pensi intanto di sopravvivere, che prima o poi ne uscirai o la domerai, ma la verità è che un giorno ti troverai a viaggiare di domenica sera, a dicembre, con -1 grado di temperatura, per raggiungere l’appartamento. E se una volta uscivi a fare aperitivi che iniziavano con lo spritz delle sei e terminavano con il bicchiere della staffa dell’una, ora alle 21,00 vai a letto con la borsa dell’acqua calda, le ginocchia prive di sensibilità e desiderando solo di addormentarsi il prima possibile perchè cominci il lunedì mattina!

 

 

 

 

* chiariamo, io probabilmente il fisico ce l’avrei ancora, ma la vita da adulto prosciuga tutto, in parte per l’aumento dell’impegno fisico e intellettuale ( anche se su questo, si potrebbero alzare molte obiezioni..), in parte perchè la sindrome da studente universitario prevede tra i vari sintomi, malumore, spossatezza e incapacità di ottenere il tempo sufficiente per un sonno adeguato, e poi soprattutto perchè svuota la mente coi suoi sogni e le sue speranze, per sostituirla con una qualche patologia sociolabile.

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