SHE PUNK: atto IV

quello che lo faceva sentire peggio era sentire che la Ragazza pareva leggerlo dentro, nel bene o nel male, aveva paura di guardarla negli occhi, perchè sapeva che avrebbe letto i suoi dubbi e la sua insicurezza, non che l’espressione che assumeva guardandola ( quella di un paguro che scorreggia e prova a negare che le bollicine escano dalla sua conchiglia) aiutasse molto, però c’è una certa differenza tra sentirsi ritenuti un idiota ed esser scoperti come tali. Era l’unica persona che riusciva a fargli mettere in dubbio, la sua identità di KidPunk e questo lo turbava. C’è anche stato un periodo in cui erano in buoni rapporti, una sera ci parlo per capire cosa pensasse di lui perchè tutte le risposte precedenti gli erano sempre parse ambigue, va anche detto che il Ragazzo non era famoso per la sua capacità intuitiva… -.-” ( io ci ho anche provato a spiegarglielo, ma sarebbe più facile insegnare il concetto di sgambetto ad un serpente), comunque al solito, pub salutandola lei gli rise dietro, e qui la spinta di orgoglio, lo portò a rispondere a tono “oh, ma che cazzo hai ridere?” devo dire anche che KidPunk non era famoso neanche per la sua diplomazia… per la prima volta lei non sapeva che cosa dire, sentendo di aver la situazione in mano (così dice lui, secondo me si era solo arrabbiato e aveva perso il controllo) stavolta continuò “ perchè cazzo fai sempre così con me? Anzi lascia stare e vaffanculo!”, e raggiunse i suoi amici a tracannare birra; lei rimase spiazzata per qualche secondo, non si aspettava una reazione del genere, non sapendo cosa fare e per di più indecisa se trovarsi a che fare effettivamente con l’idiota che pensava o essersi sbagliata, forse si sentiva anche un po’ in colpa… i giorni che passarono, passarono come sempre di 24 h, ma al di la di questo, succedeva anche che fatalità i due continuavano ad incontrarsi per caso, al pub come sempre, ma una volta anche in coda alla cassa del market, in stazione due volte, solo che stavolta lui era deciso a non volerla vedere, e lei non sapeva cosa fare, nel senso che ignorarlo a sua volta sarebbe stato l’ideale, ma non voleva neanche farsi passare per stronza. Una volta aveva anche provato a salutarlo, ma lui la sfanculò con la grazia che gli era nota va detto che KidPunk non era famoso neanche per la sua cavalleria; fino a che una sera, lei decise di andare a chiarire la cosa.

Perciò una sera, al solito pub della solita città, La ragazza prese da parte KidPunk : senti.. vorrei chiarire un paio di cose conte – un po’ imbarazzata, ma con la convinzione di fare la cosa giusta- se mi dai la possibilità, vorrei non dico scusarmi ma spiegarmi.. mi ascolti?

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2 pensieri su “SHE PUNK: atto IV

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