TUTTO è PERDUTO

(da leggere col tono epico di Delios, di 300)

sono le sette e un quarto di giovedì mattina, arranco verso lo spogliatoio dopo una notte insonne, passata a vegliare le anime che il reparto ha affidato a me. Il sonno pesa sulle mie spalle, la stanchezza ghermisce le mie caviglie, camminocome un redduce di guerra , che ha lasciato sul campo di battaglia più di quanto non possa trovare nella sua casa, una volta tornato.

Il grigio dell’alba delinea il mio destino: un sole che,troppo pigro per levarsi, si attarda a riposare qualche altro minuto, nascosto e coperto dalle nuvole. Stanco. Ma ora sento il richiamo del mio giaciglio, sempre più pressante, come il fragore della battaglia, un cozzare di lame e scudi che rimbombano sulle mie membra sfinite.

Non ricordo il percorso, non ricordo come sono giunto allo spogliatoio, sono troppo stanco. Desidero solo dormire dopo un turno in corsia, ho riposato solo 5 ore nelle ultime 48; il desiderio di arrendermi, di accasciarmi nel primo angolo protetto dal vento è forte. Ma non mi arrendo, sono spinto dal caldo delle coperte che tra 15 minuti mi abbracceranno, sono chiamato dall’auricolare del mio lettore mp3, le note delle mie canzone preferite daranno avvio al processo di sintesi di nuova serotonina, una nuova spinta per raggiungere casa, è un po’come il fattore rigenerante di wolverine. In questi avere un lettore mp3, è come poter attingere al kayoken.

Un’ultima risorsa per sconfiggere l’avversario, quasi un tiro fortuna da D&D; giusto quello che basta per coprire quei 15 minuti che servono per arrivare a casa e poter finalmente dormire, solo un quarto d’ora, non un secondo di più, ne uno di meno. Il tempo per impedire al corpo di collassare su stesso, è come fare un viaggio spaziale: hai una navetta che si ricarica con l’energia del sole,  una distanza precisa cui arrivare per ricaricarla, mezzo millimetro più avanti e prendi parte al processo di fusione nucleare dell’elio, mezzo millimetro più indietro e vagherai in eterno nello spazio cosmico senza sapere quando finirà. Nella vita le soluzioni hanno sempre pro e contro, non esiste la soluzione semplice, devi sempre oscillare tra salvezza e perdizione. E in questo caso la differenza la fa il tuo lettore mp3.

Così mi tolgo la divisa, sono stanco, le mie braccia si sollevano senza forza: un automa che avanza per inerzia spinto solo dal desiderio di non crollare in questo misero spogliatoio, ( che ha pure i termosifoni freddi), mi vesto; oggi sono troppo stanco per fumare la cicca esistenziale, mi allaccio lo smanicato,slego la catena dalla bici, mi metto le cuffie, accendo l’mp3, le note di “burnin alive” mi ricaricano!

La grinta ritorna, il vigore da ancora tono a i miei muscoli, il cuore ricomincia a battere, emozioni represse dalla stanchezza tornano a bombardare i miei neuroni: è DI NUOVO VITA. Adesso posso ricominciare, adesso posso ripartire, un uragano inarrestabile, la tigre all’ultimo balzo, una palla di fuoco, una stella cadente, una conchiglia al limite, fatto di fuoco e fatto di acciaio, sono la spinta e il limite! O almeno lo credo.

AD UN TRATTO UN BEEP..

l’intuizione è arrivata più rapida della constatazione, in circa 0,238 nanosescondi il mondo è crollato, su di me: il lettore ha la batteria scarica.

All’inizio sono confuso, perchè ieri era carico e trillante.. ora oscillo privo di qualsiasi sicurezza come un collezionista di francobolli che si trova in un ring contro Mike Tyson : non sa perchè si trova li, non sa se uscirà vivo… ma sa che ne prenderà tante… fisso il mio lettore per quasi 8 minuti prima di arrendermi all’evidenza… l’immagine di chi mi osserva è quella di un povero imbecille che guarda stralunato il palmo della sua mano, un fesso che non ha niente e nessuno al mondo.. qualcuno ride, qualcun altro finge di non notare il mio disagio e prova un incredibile interesse per le mattonelle in terra cotta.. lascio cadere la bici, (sullo stinco per essere precisi, ma tanto adesso ho perso sensazioni ed emozioni, sconvolto dal terrore). Mille dubbi mi attraversano la mente, come arrivo a casa? Cosa ci faccio qua? Ce la farò? Perchè il regionale 8405 per verona porta nuova partirà da binario 4 anziché dal binario 2?*

poi improvvisamente appare un ragazzo, credo che sia in corso con me, non ne sono sicuro e in questo momento non è una priorità saperlo, vede la mia condizione e mi guarda negli occhi: sono due occhi pazzeschi… quelli di chi ha già vissuto tutto, due occhi hanno già visto il male e ne conoscono le conseguenze.

Mi si avvicina e chiede “ hai l’mp3 scarico?”

sì” rispondo quasi in lacrime. Mi appoggia una mano sulla spalla, e mi da un’occhiata di quelle giuste.. quelle di chi riesce a leggerti dentro, di chi è già passato sul tuo dolore, non dice niente, mi stringe il deltoide, mi guarda ancora e se ne va… lo guardo camminare mentre si leva il cappuccio sopra la testa.

Forse è stata la disperazione, forse il mio istinto vitale, quello che ti impedisce di arrenderti semplicemente, però da quel contatto umano, da quella pacca sulla spalla è partito qualcosa.. come un uno strano tepore, che dal braccio si è mosso verso il centro del mio corpo, un minimo di energia che è bastata a riaccendere il KidPunk.

Con uno sforzo disumano rialzo la bici, con uno ancora più grande tiro giù un’eresia da “santa inquisizione spagnola” per il dolore allo stinco, cavalco la sella e do un pedalata… come per miracolo parto, inizio a pedalare verso il mio giaciglio, una pedalata dietro l’altra.. normalmente non ci faccio caso quando ho le cuffie.. “è strano” penso, “ quando ascolto musica non mi rendo conto di aver un corpo fisico, semplicemente vado dove devo andare.. mentre la mia mente si perde dietro alle parole di qualche cantante col quale non potrò mai parlare delle sue canzoni..”

ormai son partito, l’inerzia vince la stanchezza (aiutata dall’uscita del parcheggio dell’ospedale che è in discesa…ok.. però vi pare poco???) faccio il primo km, quasi inebriato da questa forza che non sapevo di avere, per un attimo penso

è fatta!”

ma ciappelo in corsa! ( espressione sarcastica delle mie zone per dire, ma figurati se è vero!) arrivo al semaforo, è rosso. Non posso tentare oggi, ho riflessi di un criceto ubriaco che che prova a ballare la macarena su una base techno-house. Devo fermarmi, ma la mia coordinazione è ancora a letto, senza caffè non si alza prima delle 9 e un quarto.. ho già litigato col sindacalista, ed è andata male inutile discutere…  quindi ricorro alla mia intelligenza: provo ad alzarmi in piedi sulla bici per creare più attrito con l’aria.. non funziona, anzi quasi finisco addosso al camioncino che raccoglie i rifiuti urbani… il semaforo è sempre più vicino, mi schianterò contro un’ opel astra di un operario che va al lavoro.. lo sento già.. immagino già il lancinante dolore del mio naso mentre si rompe il setto.. agli ultimi 50 cm, improvvisamente una fulminazione: probabilmente un ictus da stress, ma il mio cervello ricollega la mano al freno e mi fermo in tempo, tipo 2,7 secondi prima che un camion scania attraversi l’incrocio, **mentre mi riprendo dal triplice infarto, scatta il verde: il dramma… devo ripartire… ho la forza di omino dei lego ( tra l’altro neanche di un lego vero, una sottomarca del cazzo, che ha i fori per incastrare i piedi diversi da quelli dei mattoncini -.-), mi do un spinta sento ogni fibra muscolare tendersi, come se stesse per spezzarsi, sento la fatica di mille persone che provano a sollevare il mondo, ma riescono solo a fare una dozzina di flessioni.. e ce la faccio. O meglio avanzo di trenta centimetri. Prima di cadere imbarazzantemente in mezzo all’incrocio… ovviamente i clacson iniziano a suonare, le bestemmie si alzano da ogni ove, quasi ci fosse un Mosconi ex machina, che sovraintende la toccata e fuga in porco maggiore di Bach, qualcuno mi ride dietro, un’anziana signora dal marciapiede mi urla “ ricarica il lettore di notte, scantabauchi!!” ( sì, cioè… avrà avuto tipo 84 anni -.-” ), la rabbia e la frustrazione, mi danno una piccola quantità di energia per ripartire ( in realtà penso fosse di più la vergogna.. ma risultava meno epico). A testa bassa, evitando lo sguardo di qualsiasi cosa possa esprimere un giudizio attraverso l’incrocio e pedalo fino a casa, troppo imbarazzato per pensare.

In qualche modo, mi trascino per le due rampe di scale che arrivano alla porta dell’appartamento di mia nonna, infilo la chiave nella serratura.. non gira: mia nonna ha bloccato il chiavistello.. si è dimenticata che smontavo la notte dal reparto… suono il campanello, niente.. busso, niente… di fronte a questo mi arrendo, non ho soldi nel cellulare per chiamare, semplicemente mi abbandono al corrimano delle scale e inizio a piangere… o dormire… so solo che mi sono appena svegliato nel mio letto, non ricordo come ci sono arrivato, ho ricostruito che probabilmente mia nonna mi ha sentito piangere, e mi ha aperto la porta…poi a metà tra la disperazione folle e il dormiveglia ho camminato a gatttoni fino al mio letto dove sono crollato esausto.

Ho riflettuto abbastanza su questo avvenimento, la prima conclusione che ho tratto è che comunque ce l’ho fatta, si ho rischiato di farmi investire, mi ha riso dietro metà vicenza.. però sono arrivato a casa, questo vuol dire che non ho necessità di avere un lettore mp3 per sfidare il mondo e la vita.. posso farcela comunque! Poi un’altra cosa, il ragazzo della pacca sulla spalla… più ci penso, meno ricordo i suoi tratti, e sono quasi sicuro che non sia uno studente come me, non so dire se sia trattato di un angelo mandato per salvarmi o di “un’allucinazione da post turno di notte”.. so solo che probabilmente mi ha slavato la vita, e mi ha dimostrato quanto possano essere forti le sensazioni umane. Ho imparato che nascondersi dietro due cuffie, è facile.. si vive meglio, con meno problemi, ma si è meno coscienti di se stessi, e se non si conosce il prezzo delle conquiste quotidiane, ne perdiamo effettivamente parte del valore che hanno!

Ad ogni modo vaffanculo! Il mio lettore ora è in carica e spero che sta esperienza di merda non mi capiti mai più!

*non è ancora stato dimostrato scientificamente, però un recente studio “sui disagi da notizie sconvolgenti che ti prendono quando sei così stanco che nella tua vita per la prima volta provi rispetto e ammirazione per il bradipo”, hanno evidenziato che il 42% dei soggetti studiati, manifesta poteri psichici, come la telepatia, la capacità di librarsi nell’aria o di prevedere i risultati del superenalotto del giorno precedente.. e simili..)

. ** va anche detto che sì, i soggetti dello studio manifestano poteri paranormali, ma nessuno ha mai specificato che siano poteri corretti o sostanzialmente utili..

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