DE INGESTIONIS CONVIVIO:

 

Esiste una forza che lega tutte le forme di vita in unico ed indistricabile abbraccio all’esistenza. La sua natura non è narrata tra le gesta di eroi intramontabili né è professata dalle parole di uomini sapienti, ma è bensì affermata dall’umana e intima concezione della giustizia quotidiana! Quella che manca!

Essa è l’Ingestione, madre nutrice di tutti i rapporti umani, l’unico vero peccato originale, forse l’unica prova certa del fatto che siamo vivi e capaci di prendere scelte autonome, di solito quelle sbagliate.

Se guardiamo alla storia, essa si beffeggia di noi esibendo ammiccante tutte le bizze e gli inganni che la grande forza è riuscita a sortire, nella breve e ridicola ( se contestualizzata nella dimensione dell’ esistenza dell’universo e delle forze naturali) parentesi dell’umana presenza in questo mondo che arroghiamo come nostra proprietà: l’archeologia ci insegna che la scrittura sia nata in Mesopotamia presso le prime comunità sumere, ma si è dovuto attendere l’arrivo dei fenici e il loro alfabeto perchè fosse inventata la lettura, sino ad allora tutti si erano chiesti “ ma che cazzo hanno scritto i sumeri?”; passando per i greci incontriamo Pandora, che ogni volta si imbarazzava quando le chiedevano “ ma… e la speranza scusa?” ;  la seguì il povero Abramo che, invitato a sacrificare il figlio Isacco, scalò una montagna, soffrendo il caldo, la sete, la fatica e le continue domande del suo pargolo “ quanto manca?”, per arrivare sul più bello e sentirsi dire da Dio “ no, senti bra… ho cambiato idea.. lascia stare e tornate pure a casa”.E ancora, i primi conquistadores che hanno sterminato tutti gli indiani, ma non sapevano fossero americani e tornando indietro dicevano a tutti “ oh… nessuno ci ha detto niente.. mica lo facevamo sennò”; pensate a Garibaldi! Che conquistò e consegnò l’Italia al Re, ma si era dimenticato di san Marino… E ancora a tutti quegli uomini che hanno dato la vita per lanciare l’uomo alla scoperta dello spazio… sarebbe bastato solo fare ordine…

L’Ingestione esiste e permea la nostra realtà in ogni sua singola scelta.. quale fila al casello sarà la più rapida? Quanti documenti mancheranno per presentare la dichiarazione dei redditi? Ma se il divieto di sosta è valido solo nei giorni feriali, di sabato si può parcheggiare? Essa condiziona tutte le nostre relazioni, con menzogne, sotterfugi verità celate ed affermazioni frettolose. Ce lo racconta Planck, che dopo una celebre sequela di bestemmie ed imprecazioni di fronte al problema del corpo nero, mandò in vacca la fisica per darsi alla biologia, in cui ebbe più successo individuando per la prima una volta i minuscoli organismi che chiamo col suo nome, il plancton; si dovrà attendere quasi mezzo secolo per arrivare alle leggi quantistiche, un po è colpa di Einstein, che a causa della relatività arrivava sempre tardi alle riunioni, un po’ fu colpa di Eisenberg che continuava a perdere perchè non riusciva a determinare i dadi che Dio continuava a tirare, sebbene stessero giocando a dama, (tralascerò la polemica sull’ateismo moderno che non crede a dio perchè è un baro, argomento abbastanza vasto da richiedere un discorso a sé stante e magari l’opinione dell’avvocato del diavolo), ma la verità è che son stati anche bravi a prenderla bene! Solo in questi ultimi anni la scienza sta iniziando a dover accettare che vi siano cose che non sono ascrivibili in un’equazione matematica, ma che semplicemente siano destinate ad essere dimostrate soltanto da scurrilità e madonne volanti.

Ora che cosa farne di tutte queste considerazioni in merito all’Ingestione? Quali conclusioni si possono trarre e come si tramutano nel pratico del nostro quotidiano? Sono tante domande davvero, e le risposte sembrano evasive come quelle che si danno a chi chiede chi ha mangiato l’ultimo pezzo di pizza: temo che per ora non vi siano risposte, soprattutto perchè l’Ingestione non si aspetta di dare spiegazioni, nè tanto meno pone domande che ci erudiscano ad una nuova coscienza dello stato naturale delle cose; essa sembra piuttosto limitarsi ad osservare quante più cose può capire l’uomo, imparando dagli  errori che continua ripetere, in pratica è come una fidanzata.

E’ proprio su pratica e teoria che mi sembra più opportuno terminare queste riflessioni  con un’ affermazione di Albert Einstein, la cui sconclusionatezza ma soprattutto lucidità lo qualificano come il miglior araldo delle incertezze dell’umana prole:

LA TEORIA è QUANDO SI SA TUTTO E NIENTE FUNZIONA. LA PRATICA è QUANDO FUNZIONA TUTTO E NESSUNO SA PERCHè: QUANDO LE ABBIAMO MESSE ASSIEME NON HA FUNZIONATO NIENTE E NON SAPPIAMO PERCHè”.

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