9496.5 ORE IN TUT

secondo la mia carta d’identità sono nato 26 anni fa;

dunque, premettendo che  io non voglio passare per il solito intellettuale eclettico dal forte sprito autocritico ( anche se diciamocelo, è questo mio charme carismatico da grande pensatore che mi ha reso celebre ed amato dalla gente del mio tempo),  premettendo che il numero 26 è veramente un numero anonimo, cioè boh non ha canonicità letterarie/religiose/matematiche a me note, non è un numero primo, non è legato a date, arti o cheddiavolonessòìo di interessante per cui valga la pena parlarne… ( per cui legittimamente qualcuno potrebbe chiedere “ allora che cazzo stai scrivendo a fare?”) e premettendo infine che sto scrivendo quanto ha preceduto e quanto segue anzichè studiare ( per cui ho appena risposto alle legittime delegittimazioni dell’ “allora che cazzo stai scrivendo a fare?” mio scrivere), PROCRASTINO CATEGORICAMENTE LA MIA ENTRATà NELL’ETà ADULTA! penso che chiunque mi conosca, converrebbe con me che  non è possibile che io abbia già un età per cui legalmente potrei convogliare a nozze ( tranquilli non c’è nemmeno il preludio dell’ombra di un possibile rischio nella legge dei grandi numeri che succeda, devo altresì dire che questo è un punto vincente che va attribuito al genere femminile!) o addirittura essere responsabile per un’altro individuo in qualsiasi altro modo…(vi ricordo che io sono quello di “mamma ho perso la patente”).

eppure, tecnicamente, sono più vicino ai trenta  di quanto sia distante dai diciassette(?) ( età per altro di cui non esistono prove della mia presenza.. a parte la prova Invalsi, ma tanto avevo copiato anche il nome dal foglio di Laura!)

Io credo che la mia età anagrafica rispecchi più le ambizioni politiche della mia famiglia che un vero e proprio stato di maturazione individuale; ho iniziato a supporlo quando mi hanno raccontato come son nato: i miei genitori volevano farmi passare per femminuccia,  l’esame anatomico avrebbe lasciato  gli spazi sufficienti per dubbi coerenti, ma dopo il parto, invece del primo pianto, ho fatto il primo ruttone.. alla fine l’ostetrica la sberla l’ha data a mio padre ( Cui ha fatto seguito quella di mia madre.. mio padre tutt’ora non sa perchè, mia madre sì), porto inoltre, a suffragio dell’argomento “TENDENZIOSE ED E INFIDE  intenzioni dei miei genitori” il fatto che abbiano agito per farmi diventare dislessico, insegnandomi solo a scrivere e non a leggere;  a me non ha mai pesato molto questa scelta educativa… alla fine ogni tanto devo chiedere ad altri “ scusa, ma secondo te che cazzo ho scritto?”  o fare figuracce quando facendo la spesa, chiedo al  banco pane leggendo dalla lista “ 3 metri  di poliuretano rettificato”, ma volete  mettere con le grasse risate che mi son fatto ogni volta che l’enel mi ha mandato la bolletta?   Una volta mi hanno persino telefonato per chiedermi la lettura del contatore… hahahaha… avevo le lacrime agli occhi mentre l’operatore finiva il rosario dei suini e cominciava con quello dei canidi! In cambio i miei genitori son riusciti a superari certi inconvenienti per il nostra cartello di lama dall’america latina, motivo grazie al quale sono noto nell’emisfero australe con il nome di “el bandana”.  Inoltre ho anche la prova empirica, ultimamente questa cosa del crescere mi aveva dato un po’alla testa, ho iniziato a fare cose tipo lavorare, prendere decisioni, comprare il tappetino per la doccia e altre azioni futili che servono a riempire il vuoto di un età che rende ovvia ogni cosa e stupido ogni sogno. Non serve dire che i risultati siano stati a dir poco imbarazzanti, non voglio essere frainteso, crescere mi piace ed è un sacco mi diverte,  ogni tanto mi rende anche felice perchè statisticamente arrivano le botte di culo… però non ne do fuori! Quando parlo non so mai se sono residente o domiciliato, mi faccio la camera lunedì e mercoledì non so se ho dormito nel letto o nel mucchio della roba pulita ( il venerdì potrebbe essere quello della roba sporca), continuo a non capire quale sia la differenza tra molise e basilicata e soprattutto quando sento parlare di responsabilità penso inevitabilmente a Peter Parker!!  Non ce la faccio a prendere seriamente la vita degli adulti, boh.. non ne vale la pena…

Potrei continuare elencando molti altri indizi a prova della mia piena gioventù, dal disordine nella mia camera  e nella mia vita, attraversa la mia innata attrazione verso seni esageratamente grossi, costeggiando la mia indole pigra e secante l’accidia, svoltare dietro all’angolo della mia superficialità per intasarmi nel traffico della mia impulsività! Ancora nei tornanti del dubbio, per scollinare nella vetta dell’entusiasmo  prima di iniziare la discesa della distrazione e perdermi infine nella rotonda della fantasia.. ma  se c’è una cosa che davvero mi ricorda quanto devo crescere è il senno di poi ( altrimenti noto come  lalungalistadellesceltesbagliateechestupidehofatto): finchè continuo a sbagliare, finchè continuo a dover imparare a fare le cose, ci sarà sempre novità, ci sarà sempre un prima volta e vaffanculo meglio stupido che annoiato, potrò anche essere in ritardo rispetto alle vite di molti, ma se sono abbastanza indietro da poter mandare in vacca ogni scelta che ho preso e ricominciare daccapo vuol dire che sono ancora libero abbastanza per avere ancora tutto il tempo che voglio! Mentre gli adulti formalizzano con solennità ogni scelta per cui temono di non aver tempo cui porre un eventuale rimedio, rivestono di responsabilità quella che è un’inesorabile rassegnazione ad un tempo cui rinunciano in cambio di comodità. No meglio una vita di stenti in cui ogni cosa è possibile che fermarsi dove si sta bene col terrore che qualcosa cambi e mandi tutto a puttane e questo mi rende più fico di qualsiasi vetusto portatore di magliette della salute!  siate prudenti ed accorti nella vostra rassegnazione io ho ancora tempo.

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QUELLI CHE SI PRENDONO A LETTO

È successo di nuovo, mi son preso letto di un’ora.. naturalmente a questo fatto hanno seguito una valanga di merda del capo squadra al telefono, lettera di richiamo dall’ ufficio ( con la quale son pure stato messo in castigo) ma soprattutto un  “ bravo, mona!” da parte di Desiree, la bambola  saccente che ogni tanto si manifesta più viva del dovuto a casa mia. Un aggiornamento dell cellulare, una sveglia del cellulare, una  sveglia alle 5.00 e una sveglia che non ci fu. Questa è la metafora della mia vita.

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È umiliante quando combini tutte queste cazzate, come perdere una banconota da 50 € durante un concerto, iniziare un film e dimenticarsi di andare a pagare la bolletta , sbagliare la data dell’esame a ll’uni perchè non apro la mail da giorni ! E ovviamente c’è sempre qualche bel saputellino che sa cosa avresti dovuto fare per evitarlo, di solito ha fottutamente ragione.. e quello è umiliante… quando ti dicono come va la vita, perchè è evidente che tu non hai capito un cazzo, che non sai ancora stare al mondo. Poi c’ è il tono di saccenza di chi sa come va la vita, quasi aspettasse il babbeo di turno  ( di solito io) per mostrargli come invece lui abbia capito tutto e sia perfettamente timoniere delle proprie venture;                                  ghigna tronfio, tu hai ragione e lo sai.. ghigna oh savio, il ragazzino non può difendersi.

 

cesare, offendi la mia carogna! hai attaccato la mia gente, mi hai inseguito sino ad Alesia dove mi hai preso per fame, mi hai esibito come un trofeo e mi hai vigliaccamente strangolato in una  squallida cella dove in catene non mi potevo difendere. E anche se io ho perso, tu avrai sempre paura di me!

Sì della vita non ho ancora capito un’emerita bega, non sono mai stato un vincente o uno che cade sempre in piedi.. anzi di solito atterro col gomito sopra lo scroto, dopo aver grattugiato lo zigomo nel cemento; sempre fuori luogo e in ritardo sul tempo, una sinusoide che oscilla tra totale disastro e disagio inopportuno.                                                         Sono ancora salvo.                                                                                                                                             Sono ancora libero di non prendere niente come irrimediabile, ho ancora tempo da gustarmi mentre imparo a giocare alle regole degli adulti, è per questo che non gli  piace come gioco. Non me ne frega un cazzo di come volete che vadano le cose per il resto della vostra vita, solo perchè l’avete già programmata e stabilita da un ordine superiore che voi stessi vi siete costruiti per non dover più affrontare le difficoltà del crescere! Voi pensate di sapere, ma siete solo delle mosche nate in una cantina convinte di controllare il mondo solo perchè non avete avuto il coraggio di volare fuori dalla finestra. Io so di non sapere un cazzo, non per falsa modestia e nemmeno perchè questa lavata di culo mi permetta di non sentire la coscienza oppressa da tutto ciò che non avrò mai la briga di voler scoprire, così da poter non ammettere di essermi accontentato del poco che mi basta per una vita facile e ordinaria.

Sono ancora salvo perchè è da una vita che continuo a sbagliare, ammetterlo e ricominciare a crescere.. e mi terrorizza l’idea di non aver più niente da sbagliare, perchè vorrebbe dire che sono fermo a quello che ho già.. e io non voglio fermarmi in nessun paesaggio, voglio vedere tutto il mondo perchè so che non ho molto tempo, quindi tanto vale usarlo tutto per qualcosa che sia  sempre nuovo. Quindi scusatemi se non so stare nella vostra cantina, io ho un mondo che mi aspetta, perchè sono solo un ragazzino che non deve rientrare nelle regole della vostra vita, ma invece può vedere quelle di tutti per magari scoprire che nessuna faccia per lui.. chi lo sa? magari il mondo non fa per me, sarebbe ironico scoprirlo l’ultimo giorno, sarebbe la battuta più grande di sempre.

voi persone precise, che ordinate il mondo che conoscete in tanti schemi dettagliati, con infinite regole volte alla legittimazione di un’esistenza sicura e stabilita nei limiti della facilità, avete rinunciato allo schema universale, a quello che mette insieme tutto e che possa cambiare tutto rendendo possibile ogni cosa… perchè è difficile, probabilmente impossibile! Voi non sbagliate mai, perchè avete smesso di crescere. Vi siete arresi. È un vostro diritto, senza infamia nè lode. Ma non fa per me, preferisco passare una vita ad aver torto, illuso che sia possibile ogni cosa, sognando universi che nemmeno devono essere reali, piuttosto che arrendermi all’ idea che la vita sia solo raggiungere una situazione soddisfacente di cui è meglio prendere tutto quello che riesco, difendendola sino all’ infamia.  Come Cesare vi siete accontentati, tornando a Roma farvi belli agli occhi della plebe, avete ucciso l’anima di un ribelle e l’avete soffocato nel silenzio e nell’ ignominia, perchè sapete che Vercingetorige non si sarebbe fermato per farsi acclamare. Si siete tornati a roma e vi siete intitolati Augusti, ma sapete che il barbaro guerriero avrebbe voluto di più. Avete costituito un impero grande, ma vi siete fermati perchè vi pareva abbastanza.. ma oltre il mare del Nord c’erano nuove terre, e ce n’erano altre oltre il deserto dell’Egitto e oltre il Mar Rosso… potevate scoprire il mondo intero invece vi siete solo fatti accontentati del poco che avete arraffato. Era un piano perfetto, finche non avete trovato il gallo della rivolta, l’uomo che ha sfidato Roma solo perchè pensava che fosse possibile.. e vi ha terrorizzati,  vi ha costretti a chiudervi dentro le mura.

E questa consapevolezza ora vi fa sprezzare chi non perde tempo nell’essere perfetto, perchè invidiate questo coraggio e questa libertà, cui voi avete rinunciato in cambio del quiescente e comodo status di adulti. A voi la gloria ed il potere se vi fa felici, io voglio il mondo.

Noi che ci prendiamo a letto dal lavoro dopo le serate balorde, noi che accavalliamo migliaia di impegni riuscendo ad essere imprecisi in oguno, noi che sogniamo ad occhi aperti dimentichi delle routine quotidiane, noi che la nostra vita è un delirio disorganizzato perchè non smettiamo di cambiare e perchè comunque non saremmo organizzati a nostra volta, noi dalle mille storie inconcludenti che ci lasciano sensi di colpa e frustrazione, pronti ad innamorarsi al primo sorriso di una sconosciuta che non avevamo mai visto prima, noi che la vita è una battaglia continua fatta di scelte impossibili e dall’ esito esasperante, noi che due ore sono troppe nello stesso posto, e non sono abbastanza per veder cosa c’è in giro, noi che non abbiamo la più pallida idea di dove andremo a finire, sicuri solo di voler partire per quel viaggio, noi che non abbiamo smesso di sognare solo perchè c’era da stare dietro agli altri, noi che rendiamo il mondo un luogo improbabile, probabilmente non capiremo mai cosa sia la vita ma almeno non ne abbiamo paura e la viviamo più degli altri.

 

 

I 5 MINUTI DELLA VERGOGNA E L’OTTAVO SACRAMENTO

ore 5.30, suona la sveglia.. strappato dal piacere ossequioso del sonno, guardo la finestra e vedo che fuori è buio, un buio umido e denso che aspetta solo di appicicartisi addosso quando uscirai di casa.  Tra un’ora inizio a lavorare… mi serve un attimo per capire dove sono le gambe e dove si trova la testa,  guardo l’orologio: sono le 5.32, sbatto gli occhi perchè le palpebre non cadano inesorabili di fronte ad una pupilla già stanca; riguardo l’ora, sono le 6.21, tra nove minuti inizio a lavorare… un suino capace di miracoli saluta la Città e un nuovo giorno.

Ancora una volta sono stato tentato e vinto dall’ edonico sprazzo dei “5 minuti della vergogna”. L’esistenza di un’altra dimensione, adiacente a quella della vita quotidiana, è stata nascosta agli occhi del mondo ancora dall’ incidente di Roswell, New Mexico 1952; sebbene a tutte le nazioni del pianeta fosse stato riferito del ritrovamento di un veivolo alieno, il governo degli stati uniti stava invece insabbiando la verità, cioè che esiste un mondo diverso da quello che abbiamo misurato e calcolato con la nostra scienza e la nostra matematica, ma temendo ad un soverchiamento dei canoni gerarchici che essi stessi si sono costruiti servedo questo segreto, decisero di celare la verità che lega uno scaricatore di merci, un echidna e un carico di chetamina partito da  roswell,  con destinazione a Santafè!

Ciò di cui parlo, si tratta di un’anomalia temporale, legata ad una non ben indentificata capacità del nostro cervello, capace di piegare il tempo, ma non i vestiti del bucato, e di far scorrere in 5 minuti anche diverse ore senza! Senza alterare il continuum spazio temporale, per giunta! Il nome fu inventato da Enrico Fermi una fresca mattina di marzo, dovendo spiegare ai ragazzi di Via Panisperma perchè si fosse presentato in laboratorio alle 10.47, anzichè alle 8.00 come tutti gli altri. Il fisico raccontò di essersi svegliato come sempre alle 7.00, ma vedendo entrare in camera un maschio di echidna adulto che ululalava in preda alla stagione degli amori, decise di concedersi 5 minuti di sonno in più, svegliandosi però alle 10.26.  Non sapendo spiegare cosa fosse successo per quelle tre ore e imbarazzandosi alle domande su cosa fosse un echidna e cosa fosse successo all’animale in calore, lo scienziato decise di ripetere l’esperimento in una camera controllata assieme ai suoi collaboratori; il celebre professore si addormentò mettendo la sveglia per le 19.00 di quella stessa sera. I risultati furono sconvolgenti:

il professor Fermi svegliatosi e vedendo questa volta un caimano preso dalla stagione degli amori, decise di concedersi altri 5 minuti di sonno; si svegliò alle 21.56, quando alla porta suonò il ragazzo delle pizze che aveva portato la cena per il team; per quasi tre ore nessuno si era accorto che il professore fosse a letto ancora addormentato! mentre tutti si chiedevano dove fosse, chi per un motivo o chi per l’altro, nessuno aveva pensato di chiamarlo al cellulare. Neanche del caimano non si seppe più nulla.

Non sapremo mai cosa sia successo a Roswell o dove sia l’echidna del professor Fermi, ma il tempo è giunto e i cavalieri dell’ottavo sacramento sono stati mandati  sulla terra per rompere ogni mistificazione: si tratta di un ordine militare antico come il mistero della vita, la Bibbia e la Chiesa ne hanno falsato la storia, per obbedire al potere dell’ordine e della normalità, in modo da renderci tutti gli obbedienti soldatini che si alzano quando qualcunpo glie lo comanda! Tutto iniziò nella Genesi, quando il Signore, stanco di veder Adamo non fare una beata minchia tutto il giorno, decise di portarlo a pesca.

  • mi raccomando adamo, domani al sorgere del sole ci troviamo qui che ti insegno come si fa una lenza, non fare tardi che devo sistemare un echidna un po’ eusberante nel pomeriggio!

Il giorno dopo, quasi un’ora prima che il sole sorgesse, adamo si sveglio vedendo accanto a sè un echidna che sbatteva le vibrisse sorridendo maliziosamente; tra sè e sè pensò di potersi concedere ancora qualche minuto prima di alzarsi dal letto… Adamo si sveglio alle 11.27 in preda al panico; corse al luogo dell’appuntamento dove trovò Dio incazzato come una jena che ascoltò la storia dell’echidna per poi montare su tutte le furie! L’Altissimo prese la sua creazione tra le mani e glie ne diede tante, ma così tante che le montagne si costruirono e le costruzioni si montarono. Poi lo depose a terra e costruì la prima donna da una costola del prima uomo. Infine dio disse ad Adamo “Adamo questa è la donna, verrà con te sulla terra per ricordarti che ti dovrai alzare presto e che avrai un’ora oltre la quale non puoi dormire più, e ogni giorno obbedirai ossequioso al tempo che passa, troppo impegnato a non perderlo da non poterlo comandare” . E così, il giorno dopo, Adamo si svegliò sulla terra rincoglionito dal sonno  e fu in ritardo. Il primo uomo salutò il primo lunedì della storia celebrando la gloria dell’ottavo sacramento con tutta la grazia di cui i suini son capaci.

E ancora oggi, milioni di persone, in tutto il mondo, rendono omaggio questo grande ribelle compiendo l’ottavo sacramento! Tutte le mattine evocano improbabili divinità ovine o bovine! Osano sbirciare nei “5 minuti della vergogna”, solo per assaporare per pochi istanti la beatitudine di un mondo di sogni dove tutto può succedere di nuovo e tutto può essere bello. Uomini che preferiscono inseguire i loro sogni fino all’ultimo istante, anzichè chinarsi servili difronte al simbolo della sottomissione quotidiana, la sveglia. Solo per desiderare di essere liberi e non dipendenti, sotto una sirena di inizio turno, dietro le porte di un negozio prima dell’apertura, di fronte ad una cattedra, in mezzo al caos di sedie che si spostano e studenti che si salutano. In noi non si manifesta uno spirito di pigrizia che come egoisti ci acceca innanzi al dovere, ma noi per alzarci dal letto e vivere la giornata, abbiamo bisogno di qualcosa di più una manciata di ore da far retribuire per poter pagare altri attimi di tempo! Siamo dei sognatori, ci serve qualcosa per sognare anche ad occhi aperti, metti che torna l’echidna!

 

RAGE BY THE RISING WINTER

Normalmente sono una persona pacata e riflessiva, generalmente tendo ad evitare la discussione scegliendo la via dell’argomentazione buonsensistica e a nervi freddi.

Ma, in quel momento dell’anno dove l’oscurità avanza sino alla soglia della quotidianità, in quel momento in cui la luce diviene flebile spiraglio di un colore oppresso ormai dal grigiore della stagione fredda che sbraita alle porte, in quel momento, cresce in me il demone del disagio di vivere… È una bestia parassita che si nutre degli scazzi della tua vita e li accumula da qualche parte tra l’appendice, la valvola ileo-cecale e i dotti biliari. Una volta raggiunto il volume sufficiente, preme sulle anse intestinali spingendo migliaia di boli saturi di rancore e mannnaggiattèeachitihamessoalmondo! E così, profuso di rabbia e indispettimento totale, purifico la mia anima nella via del nervosismo a cazzo! Un atto rituale in osservanza al volere dell’ingestione! non ci sono nè torto nè ragione, solo odio, disprezzo, rosicature e grugniti; quando la mia anima sarà  una putrida cloaca di meschina misantropia e vigliacca lagnosità, avverrà la commutazione del disagio in equilIbrio spirituale! Quello stato di beata spensieratezza che mi contraddistingue per la maggior parte del mio tempo e guai agli strafottutti coglioni che s’azzardano a dire che sono una persona tesa e litigiosa che gli spacco quella faccia di merda a lavandinate sui denti!

Penso succeda a tutti di trovarsi in quello stato esasperato in cui l’altrui presenza costituisce una severa minaccia al quieto vivere, per il solo di fatto di esistere e di avere una storia di cui non te ne frega una beata minchia!  perchè diciamocelo, che se vai in giro lamentandoti che è arrivato il freddo e tu, bravo minchione, te ne vai in giro coi pantaloni arrotolati e le caviglie all’ aria, beh sei proprio stupido  ed è giusto che tu soffra! E in più non dovresti dare il permesso alla tua faccia da culo di continuare a scoreggiare stronzate! Può sembrare un pensiero un po’ alterato, ma vi assicuro che sono proprio convinto che siamo circondati dagli imbecilli! Come quell’eterogeneo gruppo di cretini che denuncia i comportamenti bigotti del nuovo buffone alla casa bianca  sui social network, e intanto è lo stesso coglione bigotto che posta #escile su ogni video porno che si scarica sul cellulare ! che se incontra un vuccumprà nero per strada va, dall’latra parte e finge di guardare i messaggi al cellulare… infine è  anche capace di andare in chiesa con la mamma la domenica mattina, ancora ubriaco dalla sera passata a bere visto che in disco non se l’è cagato nessuna!

. .ma andate a infilare il dito nel culo di un orso!!!! voi e quei babbei che fanno programmi di due ore a parlare di calcio come intellettuali che discutono dell’ idealismo come assoluto storicismo e per B. Croce… MA COME STRACAZZO è POSSIBILE CHE CI SIANO PERSONE CHE USANO IL TEMPO DELLA LORO VITA PER PARLARE DI undici ragazzini ignoranti e violenti che si tuffano come sirene e si menano come ubriaconi, tra una pista di cocaina in discoteca  e la zoccolina cerebrolesa di turno con cui fare un video porno da caricare su youtube! Mannaggiaallasuorachemihagrattatoviailtatoaggiodiduffyduckchemierofattoll’asiloconlospazzolinodadenti! Venisse un crampo a voi e a tutta quella banda di idioti dalla parlantina facile e la cazzata pronta che si sveglia fuori con consigli saggi del tipo: se stai male non prendere freddo, dovresti dormire di più o prenditi qualche giorno di ferie…  MANNAGGIALASIGNORECHET’HAMESSOALMONDO!  MA CREDI CHE SE  POTESSI DORMIRE SETTE ORE TUTTE LE NOTTI NON LO FAREI? MA TI PARE CHE MI DIVERTA AD ANDARE APRENDERE FREDDO ALLE 5 DEL MATTINO IN VESPA PRIMA DI INIZARE A  LAVORARE? MA CAZZO MA TU HAI IMPARATO A RISOLVERE I PROBLEMI DA SCOOBY DOO! MANNAGGIALGOVERNO SCOMETTO CHE QUANDO ERI PICCOLO LA MAESTRA TI CHIAMAVA GIOVANE AQUILA DEL POLLAME!

 Epoicomeognifottutoannonaturalmentemidevopureprendereunabronchiteduegiorniprimadell’esamecosicchèognivoltachemisaleilsignoresterminatorediesercitisputoancheilmucochealtrimentimicoladalnasoinquellostatoditornervosoeviolentotipicodeiraffreddoridafebbrecheprendoquandoarrrival’inverno! Perchè lavoro in uno stracazzo di capannone aperto e siccome devo correre portando pesi dai trenta kg ai 4-5 quintali, naturalmente fa caldo abbastanza da bagnarmi di sudore ed è sufficientemente freddo da ritrovarmi spesso piegato a tre quarti con l’intestino che grida “SQUARAUSE AKBAR!”,  CHE SE ESPLODO, MANNAGGIAALLETRILOGIECONILSECONDOFILMCHEèSEMPREUNATRAMADIMERDALASCIATAINSOSPESO, FACCIO UN VOLUME DI CONCIME CHE RISOLVO LA FOTUTTA FAME IN AFRICA!!!!!!

Devo solo superare qualche giorno di prurito per ritrovare lo zen e l’equilibrio con il mio CHI. Nel frattempo mi purifico ricordando ogni giorno di maledire nostra signore l’ingestione,  e qualcuno dei suoi amici celestiali. Ed ora barricato nella solitudine convoglio le forze oscure in uno unico grande sfogo questa notte per riuscire a non infrangere il codice penale domani, quando rientrerò nella società cosiddetta “ civile”; non mi resta altro che coccolare il demone del nervoso lontano dagli innocenti che ne potrebbero risentire. Sono il pirata, cavaliere dell’ingestione e vessillifero dell’ironia della vita, combattendo il male ho imparato riconoscere quando il nemico possa essere la mia persona. La battaglia più dura è quella contro se stessi, non riesco a vincere e non ci sto alla patta.

All’arrembaggio!

LE TRE DOMANDE DEL Sì: perchè quando si tratta di sesso la gente suol dare buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio

A chiunque di noi è capitato almeno una volta di chiedersi se valga la pena porsi in relazione ad una determinata persona con l’intenzione di ottenere quel paradigma fisico-emotivo che sembra motivare la maggior parte degli appartenenti alla nostra specie.  Sì, insomma … provarghe co’ qualchduni, sercar de ‘ndare in mona, pocciar il biscotto e molte altre espressioni della mia terra che ci torneranno utili più avanti..

Innanzitutto, è bene precisare che non importa quale siano i vostri gusti sessuali: tutti dobbiamo porci le tre domande del sì, naturalmente queste considerazioni partono da alcuni presupposti che forse è meglio non dare per scontati:

  • Chiaramente dobbiamo parlare di due persone, va detto che il sesso umano notoriamente non è l’unica tradizione erotica in italia.
  • Chiaramente le due persone devono trovarsi in un contesto ambientale e legale, tale per cui non vi sia nulla di strano nel voler farse na bea pinciada; perciò, se siete incolonnati sulla Treviso mare e, per ingannare l’attesa snervante del traffico, vorreste improvvisare una camporea ( anca soleo in amicissia), sappiate di non rientrare nella casistica sopracitata.
  • Chiaramente questo discorso è affidabile su due persone, se puntate a tre non garantisco al 100%, fino a 5  ammetto di non saper che cazzo dire, dal 6 in sù magari dovreste parlarne con qualcun altro, qualcuno di bravo.
  • Chiaramente non parliamo di prestazioni a pagamento, perchè questa è una di quelle cose che per costituzione dovrebbe essere sempre gratis.

Una volta chiarito quali siano le aree di pertinenza di questa mia,  passiamo al cuore del discorso.

Citavo prima le tre domande del sì , permettetemi di spendere due parole su questo argomento, in primo luogo perchè le parole sono gratis e perciò da bravo italiano spendo e spando facendo lo spaccone finchè non mi chiedono del denaro, in secondo luogo perchè sono un ottimo strumento per stiamare la possibilità di un lieto fine, per quella disperata ricerca che nelll’uomo nasce più congenita del daltonismo, che nell’uomo inteso come maschio nasce più congenita che nella donna. Come funzionano le tre domande del sì? Beh come tutte le domande si devono porre per ottenere la risposta. Fin qua è stato semplice, ora inizia la parte un po’ più sofisticata, cercherò di essere semplice: abbiamo detto che stiamo parlando di due individui, ovvero il primo,  che è quello che vorrebbe ingropparsi il secondo, e il secondo che  tendenzialmente è quello che crea problemi *, ma al secondo diamo il beneficio del dubbio e speriamo che per una volta le cosa siano facili e basta. Per quanto riguarda le domande invece, attenti! perchè qui inizia la parte difficile, quella che discrimina l’idiota dall’ accorto:

il primo individuo pone le tre domande del sì a in merito al secondo individuo, ma le pone a se stesso e risponde da solo! Quindi chi vuole penetrare nella questione ( e non solo) deve chiedersi dell’altro; quello che potrebbe essere penetrato dalla questione ( avete capito…), beh lui niente, fate tutto alle sue spalle (per ora solo in senso figurato, anche perchè potrebbe non piacere a tutti soprattutto bisogna chiedere il permesso quando si entra in casa d’altri).

Se per ora è tutto chiaro, proseguiamo con le tre domande del sì, se qualcosa non fosse stato chiaro, rileggete di nuovo sino a QUI. se ancora una volta le cose non fossero chiare, mi domando io: ma tu sei il secondo indivduo, quello che crea problemi o sei una donna che segue la sua natura?

E ora, LE TRE DOMANDE DEL Sì:

  1. Voglio solo un rapporto sessuale col secondo individuo? Beh la prima domanda è la più semplice, cioè chiunque di noi è in grado di capire se intenzionato semplicemente ad in caprettarsi l’atro come se domani fosse pasqua (e dovesse preparare il piatto forte del pranzo per tutti i parenti pena essere rinnegato dalla famiglia intera), o se magari è una di quelle volte in cui c’è anche quel qualcosa di romantico ed umano tipico delle straordinarie imprese che rendono superiore la nostra specie. Di solito, in quest’ultima situazione, è l’altro che non ne vuole sapere in coerenza del creare problemi.
  2. L’altro individuo ha un motivo plausibile per desiderare un rapporto sessuale con me? Questa seconda domanda secondo me è la più difficile: in se e per se la domanda è di natura semplice, di solito è difficile che la risposta sia sì. Ma soprattutto è difficile sapere la risposta, perchè questa dovrebbe darla ( e non solo la risposta) l’altro individuo; sconsiglio vivamente di andare a chiederlo direttamente al secondo individuo, soprattutto se siete in un luogo pubblico e affollato, o difronte a molte altre persone che conoscete. Perchè chiedere dal nuilla “ vuoi avere un rapporto sessuale con me?” per un certo giudice è come fare della molestia sessuale, fidatevi della mia esperienza . Naturalmente, nel caso tu sia un ricco playboy e possieda barche da trenta metri, o tu sia un povero accattone che posssieda trenta centimetri d’amore o che tu abbia due zinne tali per cui se cadi di faccia riacquisisti la posizione eretta per effetto air bag, faccio un passo indietro con tanti complimenti ai principi ed alle principesse delle vostre brame.
  3. Voglio davvero avere un rapporto sessuale con quella persona? Superficilamente questa domanda parrebbe far cascare tutto il teatrino… per cui mi scuso già con i veneti prima e coi terroni poi, ma se consideriamo questo quesito con un po’ di profondità prima e di serietà poi è una perplessità più che legittima, quando dico “voler davvero”, intendo con un interesse che sia universalmente valido: per esempio dovreste chiedervi “ se non fossi ubriaco come una scimmia, vorrei davvero perdermi nella selva oscura della persona che ho davanti?”**; o altre domande che possono riguardare ambiti del tipo “ se non fosse la sorella di quello stronzo me la sgrufolerei come un cinghiale nella stagione degli amori?” “ se non fosse così stronzo mi scioglierei così languidamente da sembrare una tossica di fronte alla prima spada da quando mi sono disintossicata?” sono domande importanti che varrebbero la fatica di doversele porre.

 

A questo punto, basta mettere in analisi tutte le situazioni che si potrebbero verificare per capire quale sia l’atteggiamento da assumere:

SITAUZIONE 1: tre risposte sì: facile! Vai e copula come come se dovessi vivere di prole

SITUAZIONE 2: due risposte sì:

  1. La risposta no è quella della prima domanda, vai tranquillo che male che vada ti sei giocato l’amore della tua vita ma hai capito di poter avere mille amori in una vita
  2. La risposta no è quella della seconda domanda: se pensi che nessuno abbia un motivo valido per desiderarti, beh… non è mai stato un problema, male che vada avrai ragione sino a prova contraria!
  3. La risposta no è quella della terza domanda: vabbè, tanto non ci perdi niente

SITUAZIONE 3: una risposta sì:

  1. È un due contro uno, la matematica parla chiaro, non è il caso di provarci
  2. L’unica risposta sì è la terza domanda, si fotta la matematica provaci sino a che hai fiato a costo di prenderlo per sfinimento, o di prenderti una denuncia, ricordati che il secondo individuo ha tanto diritto di dire no quanto tu di volerlo aprire spogliare come un bambino povero quando riceve una caramella!

SITUAZIONE 4: tre risposte no… boh francamente non capisco perchè tu sia arrivato a leggere sino a questo punto…

In conclusione, provarci è è bene, porvarci a spada tratta e a muso basso come un cazzo di terminator che non si ferma sino a misssione completata è meglio, ma se prima ti fai un paio di domande vuol dire che usi solo il cervello per ragionare, è questa è la cosa più importante!

 

 

 

 

 

*qualcuno meno elegante di me suggerirebbe che il secondo individuo dovrebbe essere indicato direttamente come “donna” ecco vorrei fugare questo equivoco, non è che la donna crei più problemi dell’uomo ed è anche vero che l’uomo spesso usa il sesso quando ha dei problemi, si potrebbe dire che la natura dell’uomo si colleghi sempre al sesso.. io credo l’equivoco nasca dal fatto che semplicemente la donna è di natura rompicoglioni e basta.

**chiedo scusa ai non veneti per questo piccolo inciso: so che la podaria sembrar strana, ma fora dae nostre bande, non xè ditto che uno gappie sempre da esser sempre imbriago; ghe xe posti ‘ndo che se considera la sobrietà e l’astinensa, no come de e malattie gravi, ma ansi le xe considerà un pregio. Portè passiensa, mi gonti da parlare anca a chi che xe fora sciappa.

DE INGESTIONIS CONVIVIO:

 

Esiste una forza che lega tutte le forme di vita in unico ed indistricabile abbraccio all’esistenza. La sua natura non è narrata tra le gesta di eroi intramontabili né è professata dalle parole di uomini sapienti, ma è bensì affermata dall’umana e intima concezione della giustizia quotidiana! Quella che manca!

Essa è l’Ingestione, madre nutrice di tutti i rapporti umani, l’unico vero peccato originale, forse l’unica prova certa del fatto che siamo vivi e capaci di prendere scelte autonome, di solito quelle sbagliate.

Se guardiamo alla storia, essa si beffeggia di noi esibendo ammiccante tutte le bizze e gli inganni che la grande forza è riuscita a sortire, nella breve e ridicola ( se contestualizzata nella dimensione dell’ esistenza dell’universo e delle forze naturali) parentesi dell’umana presenza in questo mondo che arroghiamo come nostra proprietà: l’archeologia ci insegna che la scrittura sia nata in Mesopotamia presso le prime comunità sumere, ma si è dovuto attendere l’arrivo dei fenici e il loro alfabeto perchè fosse inventata la lettura, sino ad allora tutti si erano chiesti “ ma che cazzo hanno scritto i sumeri?”; passando per i greci incontriamo Pandora, che ogni volta si imbarazzava quando le chiedevano “ ma… e la speranza scusa?” ;  la seguì il povero Abramo che, invitato a sacrificare il figlio Isacco, scalò una montagna, soffrendo il caldo, la sete, la fatica e le continue domande del suo pargolo “ quanto manca?”, per arrivare sul più bello e sentirsi dire da Dio “ no, senti bra… ho cambiato idea.. lascia stare e tornate pure a casa”.E ancora, i primi conquistadores che hanno sterminato tutti gli indiani, ma non sapevano fossero americani e tornando indietro dicevano a tutti “ oh… nessuno ci ha detto niente.. mica lo facevamo sennò”; pensate a Garibaldi! Che conquistò e consegnò l’Italia al Re, ma si era dimenticato di san Marino… E ancora a tutti quegli uomini che hanno dato la vita per lanciare l’uomo alla scoperta dello spazio… sarebbe bastato solo fare ordine…

L’Ingestione esiste e permea la nostra realtà in ogni sua singola scelta.. quale fila al casello sarà la più rapida? Quanti documenti mancheranno per presentare la dichiarazione dei redditi? Ma se il divieto di sosta è valido solo nei giorni feriali, di sabato si può parcheggiare? Essa condiziona tutte le nostre relazioni, con menzogne, sotterfugi verità celate ed affermazioni frettolose. Ce lo racconta Planck, che dopo una celebre sequela di bestemmie ed imprecazioni di fronte al problema del corpo nero, mandò in vacca la fisica per darsi alla biologia, in cui ebbe più successo individuando per la prima una volta i minuscoli organismi che chiamo col suo nome, il plancton; si dovrà attendere quasi mezzo secolo per arrivare alle leggi quantistiche, un po è colpa di Einstein, che a causa della relatività arrivava sempre tardi alle riunioni, un po’ fu colpa di Eisenberg che continuava a perdere perchè non riusciva a determinare i dadi che Dio continuava a tirare, sebbene stessero giocando a dama, (tralascerò la polemica sull’ateismo moderno che non crede a dio perchè è un baro, argomento abbastanza vasto da richiedere un discorso a sé stante e magari l’opinione dell’avvocato del diavolo), ma la verità è che son stati anche bravi a prenderla bene! Solo in questi ultimi anni la scienza sta iniziando a dover accettare che vi siano cose che non sono ascrivibili in un’equazione matematica, ma che semplicemente siano destinate ad essere dimostrate soltanto da scurrilità e madonne volanti.

Ora che cosa farne di tutte queste considerazioni in merito all’Ingestione? Quali conclusioni si possono trarre e come si tramutano nel pratico del nostro quotidiano? Sono tante domande davvero, e le risposte sembrano evasive come quelle che si danno a chi chiede chi ha mangiato l’ultimo pezzo di pizza: temo che per ora non vi siano risposte, soprattutto perchè l’Ingestione non si aspetta di dare spiegazioni, nè tanto meno pone domande che ci erudiscano ad una nuova coscienza dello stato naturale delle cose; essa sembra piuttosto limitarsi ad osservare quante più cose può capire l’uomo, imparando dagli  errori che continua ripetere, in pratica è come una fidanzata.

E’ proprio su pratica e teoria che mi sembra più opportuno terminare queste riflessioni  con un’ affermazione di Albert Einstein, la cui sconclusionatezza ma soprattutto lucidità lo qualificano come il miglior araldo delle incertezze dell’umana prole:

LA TEORIA è QUANDO SI SA TUTTO E NIENTE FUNZIONA. LA PRATICA è QUANDO FUNZIONA TUTTO E NESSUNO SA PERCHè: QUANDO LE ABBIAMO MESSE ASSIEME NON HA FUNZIONATO NIENTE E NON SAPPIAMO PERCHè”.

SENSI DI COLPA

Seduto sotto la fioca luce di una lampada economica, si torcigliava il baffo sinistro intento a meditare sul bottino del suo ultimo viaggio… la musica del computer cincischiava a volume languido una serenata rock’n roll degna delle migliori nostalgie adolescenziali che un film di successo potesse raccontare. A terra era ancora aperta la sacca con le vesti dell’ultima impresa, che attendevano di essere poste nella lavatrice per sciacquare la polvere delle ultime fatiche e i sudori dei precedenti impegni. Ormai puzzavano. Qualcosa in lui si muoveva da dentro lo stomaco gorgogliando messamente, magari una pizza con salsiccia e peperoni avrebbe potuto risparmiarsela alle undici di sera. Incerto sul da farsi, convenNE con la sua persona che l’urgenza principale fosse una doccia calda di quelle lunghe, profonde; la prima doccia fatta a casa dopo un lungo viaggio, capace di resettare la mente dando tempo all’animo di metabolizzare ciò che di nuovo era stato cumulato nel forziere della propria esperienza. Aprì il rubinetto della doccia che iniziò a zampillare il liquido elemento con la forza di un caldo benvenuto, così caldo che le prime parole che il nostro protagonista emise furono un susseguirsi di bestemmie verso il creatore o verso l’idraulico, o tutti e due insieme, l’importante era sacramentare. Uscito dalla doccia si dedicò alla propria toletta, convinto di trovare finalmente la quiete in quel piccolo atto di vanesia che ogni uomo conosce nel radersi la barba che egli stesso sì è creato. L’ora era tarda e sarebbe stato opportuno coricarsi nel letto per concedersi qualche ora di riposo prima di iniziare un nuovo giorno, ma Lui non era mai stato una persona opportuna, l’aveva scoperto nel dicembre del 97 quando, alla recita scolastica, la maestra gli chiese senza mezzi termini e davanti a tutto la scuola di allontanarsi dal coro perchè “ sei stonato e dai fastidio chi ascolta, coprendo tutti gli altri che invece cantano bene” aveva solo sei anni ed era già fuori luogo… come fuori luogo fu aprirsi una bottiglia di latte e dimenticarla fuori dal frigo per una settimana, l’aveva appena scoperto alla tenera età di 25 anni. Così seguendo la sua natura si concesse qualche attimo nell’improbabile mondo dell’internet, alla ricerca di qualcosa che gli concedesse la quiete richiesta per intraprendere la via del sonno, non la trovò maledicendo l’idraulico e il suo amico. Si coricò a letto ritenendo comunque più saggio sopportare una veglia dall’esito indicibile al buio e sdraiato, anziché ciondolare nella luce come un anima irrequieta. Di nuovo si rese conto del fremito interiore, che non pareva trovare genìa in una pessima abitudine alimentare, sembrava piuttosto la manifestazione di un qualche sentimento di cui ora non riusciva a discernere i tratti; fece quello che fa ogni persona di fronte a tanta inquietudine: il lungo elenco delle cosse brutte commesse nella vita, si domandò se non si trattasse di quella volta che aveva messo una rana in una scatola, che ritrovò morta il giorno dopo, secondo sua madre fu perchè i buchi per respirare dovevano essere fatti nella scatola non nella rana ( la cosa gli pareva tuttora improbabile perchè tutti sanno che le scatole non respirano… ma del resto quanto è misteriosa la natura delle cose che compongono questo mondo!), ma non gli parve di trovare risposta, o meglio trovò un sacco di domande cui era riuscito non dover rispondere e tirò un piccolo respiro di sollievo.

Le ore passavano ed il suo giaciglio fu testimone di una veglia nervosa e agitata, le lenzuola furono scalzate dalle loro sedi, i cuscini si ritrovarono a terra commentando tra loro “ un’altra volta?” e Lui a questo punto evoco un idraulico delle fattezze suine più volte. S’arrese e s’alzo per bere un bicchiere d’acqua, terminatolo decise di rollarsi una sigaretta, ma anziché quietare questa angoscia idiopatica, essa crebbe in intensità assumendo il cadenziale ritmo frenetico di una danza tribale mossa da percussioni primitive.. e poi lo colpì un’epifania che sapeva di vecchia compagnia, che sapeva di nefasto, di sbagliato ma che si presentava come un imperativo improcrastinabile! Era il verbo che lo chiamava al suo servigio, ancora una volta chiamato all’ordine, il verbo parlò e lo chiamò Pirata. Il Pirata seppe sin da subito che non poteva sottrarsi al proprio dovere verso il verbo e il verbo non poteva non imporsi sul suo araldo. Non vi è un motivo per cui le cose accadono, non cercatelo, non qui, non adesso, non per il Pirata ( anche perchè dovrebbe fornire parecchie spiegazioni in merito a dei suricati ed uno scherzo fatto al wolrd trade center qualche anno fa, e sarebbe abbastanza imbarazzante.. ecco.. se proprio non potete farne a meno, rileggete il titolo) alzò gli occhi al cielo e e bisbiglio “ L’IRONIA DELLA VITA è TORNATA” ( accompagnato da un idraulico dalla madre di dubbia moralità).