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GIURO CHE DOPO QUESTO, RICOMINCIO A STUDIARE: odio l’arte medievale

Non so voi, ma io sono tipo da buoni propositi per l’anno nuovo, sono un rigido osservatore dell’ipocrisia buonista del “ quest’anno mirimettoin formasmettodifumarestudiotuttiigiornieinizioadandarealettopresto!”, uno stacanovista che esordisce il 31/12 in “ stasera bevo poco e sto tranquillo” in modo da poter giurare il 1/1 “ io non berrò mai più”. Credo che i buoni propositi dell’anno nuovo siano l’inevitabile e fisiologica conseguenza della mattanza gastroenteroepatica delle feste invernali, quella tragedia che si sarebbe potuta evitare se avessimo tutti ascoltato Massimo Cirri a Radio Caterpillar,  (vabbè  che io faccio parte di un ambiente culturale per cui ogni scusa è buona per bere bicchieri in più*, e non mi riferisco alla regione veneto, mi riferisco ad un ambiente  che si distingue in questo all’interno della regione veneto; perciò fate voi i vostri conti!): è una folle ritualità che si ripete due tre volte a settimana: antipasto, primo,secondo,contorno,dolce,caffè,ammazzacaffè e bicchiere della staffa! Naturalmente non è che si possano fare brodini e minestrine, insalate e crostini leggeri… Servono carne fritta nello strutto , salse balorde, dolci fuori luogo, farciture inappropriate e condimenti deplorevoli! Questo inoltre rappresenta due facce che riguardano la stessa infausta medaglia:

1 bisogna mangiare tanto, così il tempo di parlare è poco e si evitano discorsi disagevoli: tipo quelli con persone appena conosciute, sulle quali si deve fare buona impressione dal momento che si tratta di un momento sociale ( tipo l’amico gay della morosa di nuova forgia dell’amico di sempre) o quelli con persone incomode, ce n’è sempre uno ad ogni cena! Intendo quello che non si sa se chiamarlo perchè fa discorsi stupidi, o perchè si ubriaca e disfa il divano o perchè gli puzzano le orecchie etc… ma che comunque si invita perchè c’è qualcuno che fa il buonista e con questa gente c’è poco da ragionare.

2 bisogna farlo con tutti ovviamente  non basta la cena di natale in famiglia, bisogna farlo coi parenti di mamma, coi parenti papà! E vogliamo togliere la cena di natale con gli amici? E i colleghi? Chi ci pensa ai colleghi? Il governo? Eh? Quelli del calcio? Sono gli stronzi del quartiere loro? E così via a seconda di quanto siete partecipi all’interno della vostra comunità!

E così mentre nessuno pensa alle conseguenze prime di questo scempio cardiovascolare, abbiamo la possibilità passare del tempo come persone che non vedevamo da tempo! È quello che davvero mi piace del natale ( oltre al non andare a lavorare, ovviamente), ho sentito le storie  di queste persone e ho raccontato loro le mie ( perchè in realtà il tempo di parlarsi è una convenzione, si trova sempre quel che basta a guardare qualcuno negli occhi e farsi spiegare come sta e perchè); ascoltando quanti festeggiavano con me ho dovuto fare i conti con gente che ha fatto cose pazzesche come dimostrare al governo inglese la validità della candeggina nella pulizia del gabinetto ministeriale, gente che ha vinto il dottorato di ricerca delle batterie del telecomando, o che ha guadagnato abbastanza da comprarsi la macchina del caffè della mercedes! Capite che diventa difficile presentarsi e dire “ sì, io ho imparato a colorare i dentro i margini, conto di riuscire a finire un cruciverba per dicembre dall’anno prossimo!” continuando a sentirsi uno che sta diventando grande. mi è anche capitato di incontrare persone con un vita  talvolta completamente disconnessa dalla realtà dei fatti! E comunque uscirne con la dignità di chi ha il diritto di stare al mondo nel modo e nella misura in cui costruisce la propria felicità. Mi è anche capitato di ascoltare chi sta peggio, chi deve affrontare quelle cose troppo grandi per poter ammettere “ non ce la faccio”, perchè da quelle piccole uno può tirarsi indietro e sentirsi bene, quelle di cui parlo io sono quelle umane, quelle per cui di si ama e si spera, si soffre e si piange, si combatte e si perde, si ride e si abbraccia il mondo e a volte ci si arrende e si vince lo stesso ; sono quelle cose che davvero tutti abbiamo in comune eppure sono quelle che davvero ci connotano come individui unici ed irripetibili, quelle che ti fanno sentire la persona che sei.

Oggi è il mio compleanno, per altro ho raggiunto l’età che aveva Gandhi quando è diventato vecchio come me (può sembrare una cosa normale, ma questo non vuol dire che non se ne possa trovare un motivo per pensare). Guardo questi anni passati a crescere: ho fatto cose degne di nota, qualche volta negativa ma molte di più positiva, molte cose potevo farle meglio, ma è anche vero che finchè ho margine di miglioramento ho possibilità di crescere ancora. E mi piace crescere, è un po’ come capire come è andata e perchè … quando ero un adolescente avevo una voglia folle di sentirmi autonomo e grande: non ci sono mai riuscito e proprio quando ho iniziato ad ammettere che non lo ero e perchè non ci riuscivo, è arrivato il momento di iniziare ad  arrangiarmi; adesso in questa proto-adultezza sto combattendo come un demonio per potermela cavare da solo… hahahaha non ho la più pallida idea di come andrà a finire! Mi piace pensare alla mia vita come una ragazza più grande, che mi tratta un po’ da ragazzino, che sa come affrontare le cose difficili,  ma non me lo dice, perchè secondo lei perchè devo farlo a suo modo e a suo tempo ( stronzetta arrogante); mi fa incazzare come una biscia perchè ghigna divertita, mentre io divento matto quando succede qualcosa di nuovo ( tipo imparare a fare una lavatrice o pagare in tempo le bollette). Ha i capelli rossi ed è una tipa difficile, sta schifosa mi piace un botto!

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È IL CORTISONE CHE MI RENDE EMOTIVO

Il sole è basso sull’ orizzonte mentre cammino per la città tornando a casa dopo una giornata che potrebbe non essere finita. Forse è e per via della quiete della sera, caldamente colorata dal placido tepore dei primi tramonti estivi che brillano di riflesso sulle pareti dei palazzi del centro, ma sento che quest’estate sia bellissima. Non credo si tratti di qualcosa di metereologico, l’estate non è mai una questione di clima, l’estate è un atteggiamento: non è solo più caldo, non c’è solo più luce, non c’è solo più colore.. sono le scuole che finiscono, le vacanze che arrivano, le sere fuori con gli amici, le ragazze che diventano più belle, le stupidaggini che diventano più importanti e la voglia di stare al mondo che viene a tutti. Mi piacerebbe tanto una vita solo di estate.

C’è qualcos’altro che accompagna quest’estate in particolare, è qualcosa di grosso lo sento nell’aria, lo sento attorno e dentro di me. Il medico ha detto che è allergia ai pollini ( e io come ogni individuo portatore di scroto ero convinto si essere in punto di morte, dispensando le ultime volontà ai miei cari* !!), ma non credo sia quello!  So che quanto segue potrebbe offendere la maggior parte dei lettori, so che non sarei in grado di rispondere alle domande “ che cazzo dici?” , “perchè?”, “non ti pare di esagerare?” e “ se Andrea ha 2 mele e il fruttivendolo vende i cocomeri a 10 € euro l’uno, a che ora arriverà a torino il traghetto partito da Lisbona?”, ma… temo di essere cresciuto.

Lo so che sembra improbabile, io ho fatto di tutto per impedire che accadesse, ma ce l’ho fatta e temo anche di essermela cavata benino. Naturalmente di merito mio c’è ben poco in questa storiaccia, il più l’hanno fatto gli altri, gli eroi della mia lunga adolescenza! soprattutto in questi anni, ho avuto a che fare con persone straordinarie che hanno illuminato il mio tunnel a giorno fino a trovare la mia luce, che per altro non solo non è in fondo, ma l’avrei accesa prima se solo avessi preso più sul serio il mio cammino, me stesso e i miei compagni di viaggio. Certo, col senno di poi tutto sembra più chiaro, ma NON PRENDIAMOCI IN GIRO: se chiudo la mia adolescenza a 26 anni un motivo ci sarà ( è invece quello che ti ha portato a leggere fino a questo punto che mi sfugge)! Magari per la maggior parte di voi potevo svegliarmi fuori prima e probabilmente ha ragione; ma per me la vita è un casino e soprattutto non c’è un libretto di istruzioni uguale per tutti, so che ognuno dovrebbe scriversi il suo, ma io son disgrafico e svogliato, in più lascio sempre in giro fogli volanti perchè son pure disordinato… faccio quello che posso con quello che ho, secondo me son stato bravo a non essermi fatto arrestare sino ad ora!

Crescere non è facile, ma proprio per questo è l’avventura più straordinaria di cui abbia mai sentito parlare, la mia è stata bellissima, un trionfo di emozioni dentro istanti irripetibili che non cambierei per nessuno dei vostri talenti! Cazzo! quante prime volte con gli amici di una vita, quante volte sono state ridicole, trionfanti, vergognose, degne di leggenda! Le superiori e l’ignara fanciullezza, le versioni rubate, le interrogazioni improvvisate, le bruciate senza senso, il mio primo amore, le prime sigarette e le prime bevute! L’università e i guerrieri della corsia, le notti insonni a preparare l’ennesimo esame perennemente all’ultimo minuto disponibile, le telefonate isteriche agli orari più improbabili, le serate universitarie perse a vantarsi di quanto bello sia essere giovani! Gli archeologi e la spavalderia dei vent’anni che non finiscono mai, i colleghi e le battute beffarde delle sei del mattino, eroi metropolitani che combattono ogni giorno la mediocrità del sistema degli adulti. Gli scout e le scampagnate in montagna, con le chitarre in vista e la grappa nascosta nello zaino:  stare assieme per crescere se stessi; lo sport, quello che non ho combinato e quello che continuo a imparare coi miei bambini! La gioia, la rabbia, le vittorie, le sconfitte , il trionfo, le cadute. La mia famiglia boliviana e la mia famiglia di casa, i miei fratelli e i miei maestri! E il mio Capitano, l’infante mascherato…

Ho sempre avuto il terrore che crescendo avrei perso tutto questo.. perchè sono così: la novità mi terrorizza e, non ne sono sicuro, credo che la mia allergia, il mio corpo che non tollera qualcosa che ha sempre vissuto, sia la manifestazione di aver negato ciò che sono da tempo: chiaramente non sono cresciuto tutto in un colpo nel giro di una stagione, è da anni che sto crescendo e dovevo solo ammetterlo per non averne più paura. Ho scelto un evento specifico, di cui magari parlerò in un altro momento, per chiudere la mia adolescenza: in quel momento ho anche capito che non perderò nulla, che avrò la mia storia che pian piano insegue quella degli altri e che non diventerò improvvisamente una persona seria e noiosa, non terrò banalmente in ordine la mia camera, non smetteò di andare a letto troppo tardi, o di prendermi all’ultimo nel preparare un esamen, non smetterò di studiare, non finirà l’ironia della vita e non smetterò mai di essere quel ragazzino stupito che continua a imparare un mondo che non smetterà mai terrorizzarmi e di incantarmi. Non smetterò mai di crescere, quindi sono salvo.

Il sole è basso sull’orizzonte mentre cammino per la città, tornando a casa dopo una giornata che potrebbe non essere finita. L’alba della mia vita è agli sgoccioli e, mentre mi rendo conto che ormai i passi che solcano il mio percorso sono di le orme di un uomo, guardo una nuova estate che si accende dentro e attorno a me, ricordandomi che non esiste una vita solo di bella stagione, perchè la vita funziona così ed è inutilie fare i capricci; tanto prima o poi l’estate arriva sempre e il ragazzino che sono stato è contento dell’ uomo che sto diventando.

*vorrei cogliere l’ occasione per ringraziare i miei coinquilini per aver sopportato i miei dieci giorni di ipocondrià fatalista, sopportando senza troppe prese in giro le mie nefaste lucubrazioni sui diversi mali che avrebbero condotto le mie membra verso l’ultimo esito. Grazie per non aver chiamato il centro di igiene mentale, grazie per avermi mostrato come non fossi in punto di morte e grazie per non avermi coglionato. Senza di voi avrei più volte molestato il 118 con telefonate inopportune e puerili!

9496.5 ORE IN TUT

secondo la mia carta d’identità sono nato 26 anni fa;

dunque, premettendo che  io non voglio passare per il solito intellettuale eclettico dal forte sprito autocritico ( anche se diciamocelo, è questo mio charme carismatico da grande pensatore che mi ha reso celebre ed amato dalla gente del mio tempo),  premettendo che il numero 26 è veramente un numero anonimo, cioè boh non ha canonicità letterarie/religiose/matematiche a me note, non è un numero primo, non è legato a date, arti o cheddiavolonessòìo di interessante per cui valga la pena parlarne… ( per cui legittimamente qualcuno potrebbe chiedere “ allora che cazzo stai scrivendo a fare?”) e premettendo infine che sto scrivendo quanto ha preceduto e quanto segue anzichè studiare ( per cui ho appena risposto alle legittime delegittimazioni dell’ “allora che cazzo stai scrivendo a fare?” mio scrivere), PROCRASTINO CATEGORICAMENTE LA MIA ENTRATà NELL’ETà ADULTA! penso che chiunque mi conosca, converrebbe con me che  non è possibile che io abbia già un età per cui legalmente potrei convogliare a nozze ( tranquilli non c’è nemmeno il preludio dell’ombra di un possibile rischio nella legge dei grandi numeri che succeda, devo altresì dire che questo è un punto vincente che va attribuito al genere femminile!) o addirittura essere responsabile per un’altro individuo in qualsiasi altro modo…(vi ricordo che io sono quello di “mamma ho perso la patente”).

eppure, tecnicamente, sono più vicino ai trenta  di quanto sia distante dai diciassette(?) ( età per altro di cui non esistono prove della mia presenza.. a parte la prova Invalsi, ma tanto avevo copiato anche il nome dal foglio di Laura!)

Io credo che la mia età anagrafica rispecchi più le ambizioni politiche della mia famiglia che un vero e proprio stato di maturazione individuale; ho iniziato a supporlo quando mi hanno raccontato come son nato: i miei genitori volevano farmi passare per femminuccia,  l’esame anatomico avrebbe lasciato  gli spazi sufficienti per dubbi coerenti, ma dopo il parto, invece del primo pianto, ho fatto il primo ruttone.. alla fine l’ostetrica la sberla l’ha data a mio padre ( Cui ha fatto seguito quella di mia madre.. mio padre tutt’ora non sa perchè, mia madre sì), porto inoltre, a suffragio dell’argomento “TENDENZIOSE ED E INFIDE  intenzioni dei miei genitori” il fatto che abbiano agito per farmi diventare dislessico, insegnandomi solo a scrivere e non a leggere;  a me non ha mai pesato molto questa scelta educativa… alla fine ogni tanto devo chiedere ad altri “ scusa, ma secondo te che cazzo ho scritto?”  o fare figuracce quando facendo la spesa, chiedo al  banco pane leggendo dalla lista “ 3 metri  di poliuretano rettificato”, ma volete  mettere con le grasse risate che mi son fatto ogni volta che l’enel mi ha mandato la bolletta?   Una volta mi hanno persino telefonato per chiedermi la lettura del contatore… hahahaha… avevo le lacrime agli occhi mentre l’operatore finiva il rosario dei suini e cominciava con quello dei canidi! In cambio i miei genitori son riusciti a superari certi inconvenienti per il nostra cartello di lama dall’america latina, motivo grazie al quale sono noto nell’emisfero australe con il nome di “el bandana”.  Inoltre ho anche la prova empirica, ultimamente questa cosa del crescere mi aveva dato un po’alla testa, ho iniziato a fare cose tipo lavorare, prendere decisioni, comprare il tappetino per la doccia e altre azioni futili che servono a riempire il vuoto di un età che rende ovvia ogni cosa e stupido ogni sogno. Non serve dire che i risultati siano stati a dir poco imbarazzanti, non voglio essere frainteso, crescere mi piace ed è un sacco mi diverte,  ogni tanto mi rende anche felice perchè statisticamente arrivano le botte di culo… però non ne do fuori! Quando parlo non so mai se sono residente o domiciliato, mi faccio la camera lunedì e mercoledì non so se ho dormito nel letto o nel mucchio della roba pulita ( il venerdì potrebbe essere quello della roba sporca), continuo a non capire quale sia la differenza tra molise e basilicata e soprattutto quando sento parlare di responsabilità penso inevitabilmente a Peter Parker!!  Non ce la faccio a prendere seriamente la vita degli adulti, boh.. non ne vale la pena…

Potrei continuare elencando molti altri indizi a prova della mia piena gioventù, dal disordine nella mia camera  e nella mia vita, attraversa la mia innata attrazione verso seni esageratamente grossi, costeggiando la mia indole pigra e secante l’accidia, svoltare dietro all’angolo della mia superficialità per intasarmi nel traffico della mia impulsività! Ancora nei tornanti del dubbio, per scollinare nella vetta dell’entusiasmo  prima di iniziare la discesa della distrazione e perdermi infine nella rotonda della fantasia.. ma  se c’è una cosa che davvero mi ricorda quanto devo crescere è il senno di poi ( altrimenti noto come  lalungalistadellesceltesbagliateechestupidehofatto): finchè continuo a sbagliare, finchè continuo a dover imparare a fare le cose, ci sarà sempre novità, ci sarà sempre un prima volta e vaffanculo meglio stupido che annoiato, potrò anche essere in ritardo rispetto alle vite di molti, ma se sono abbastanza indietro da poter mandare in vacca ogni scelta che ho preso e ricominciare daccapo vuol dire che sono ancora libero abbastanza per avere ancora tutto il tempo che voglio! Mentre gli adulti formalizzano con solennità ogni scelta per cui temono di non aver tempo cui porre un eventuale rimedio, rivestono di responsabilità quella che è un’inesorabile rassegnazione ad un tempo cui rinunciano in cambio di comodità. No meglio una vita di stenti in cui ogni cosa è possibile che fermarsi dove si sta bene col terrore che qualcosa cambi e mandi tutto a puttane e questo mi rende più fico di qualsiasi vetusto portatore di magliette della salute!  siate prudenti ed accorti nella vostra rassegnazione io ho ancora tempo.