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GIURO CHE DOPO QUESTO, RICOMINCIO A STUDIARE: odio l’arte medievale

Non so voi, ma io sono tipo da buoni propositi per l’anno nuovo, sono un rigido osservatore dell’ipocrisia buonista del “ quest’anno mirimettoin formasmettodifumarestudiotuttiigiornieinizioadandarealettopresto!”, uno stacanovista che esordisce il 31/12 in “ stasera bevo poco e sto tranquillo” in modo da poter giurare il 1/1 “ io non berrò mai più”. Credo che i buoni propositi dell’anno nuovo siano l’inevitabile e fisiologica conseguenza della mattanza gastroenteroepatica delle feste invernali, quella tragedia che si sarebbe potuta evitare se avessimo tutti ascoltato Massimo Cirri a Radio Caterpillar,  (vabbè  che io faccio parte di un ambiente culturale per cui ogni scusa è buona per bere bicchieri in più*, e non mi riferisco alla regione veneto, mi riferisco ad un ambiente  che si distingue in questo all’interno della regione veneto; perciò fate voi i vostri conti!): è una folle ritualità che si ripete due tre volte a settimana: antipasto, primo,secondo,contorno,dolce,caffè,ammazzacaffè e bicchiere della staffa! Naturalmente non è che si possano fare brodini e minestrine, insalate e crostini leggeri… Servono carne fritta nello strutto , salse balorde, dolci fuori luogo, farciture inappropriate e condimenti deplorevoli! Questo inoltre rappresenta due facce che riguardano la stessa infausta medaglia:

1 bisogna mangiare tanto, così il tempo di parlare è poco e si evitano discorsi disagevoli: tipo quelli con persone appena conosciute, sulle quali si deve fare buona impressione dal momento che si tratta di un momento sociale ( tipo l’amico gay della morosa di nuova forgia dell’amico di sempre) o quelli con persone incomode, ce n’è sempre uno ad ogni cena! Intendo quello che non si sa se chiamarlo perchè fa discorsi stupidi, o perchè si ubriaca e disfa il divano o perchè gli puzzano le orecchie etc… ma che comunque si invita perchè c’è qualcuno che fa il buonista e con questa gente c’è poco da ragionare.

2 bisogna farlo con tutti ovviamente  non basta la cena di natale in famiglia, bisogna farlo coi parenti di mamma, coi parenti papà! E vogliamo togliere la cena di natale con gli amici? E i colleghi? Chi ci pensa ai colleghi? Il governo? Eh? Quelli del calcio? Sono gli stronzi del quartiere loro? E così via a seconda di quanto siete partecipi all’interno della vostra comunità!

E così mentre nessuno pensa alle conseguenze prime di questo scempio cardiovascolare, abbiamo la possibilità passare del tempo come persone che non vedevamo da tempo! È quello che davvero mi piace del natale ( oltre al non andare a lavorare, ovviamente), ho sentito le storie  di queste persone e ho raccontato loro le mie ( perchè in realtà il tempo di parlarsi è una convenzione, si trova sempre quel che basta a guardare qualcuno negli occhi e farsi spiegare come sta e perchè); ascoltando quanti festeggiavano con me ho dovuto fare i conti con gente che ha fatto cose pazzesche come dimostrare al governo inglese la validità della candeggina nella pulizia del gabinetto ministeriale, gente che ha vinto il dottorato di ricerca delle batterie del telecomando, o che ha guadagnato abbastanza da comprarsi la macchina del caffè della mercedes! Capite che diventa difficile presentarsi e dire “ sì, io ho imparato a colorare i dentro i margini, conto di riuscire a finire un cruciverba per dicembre dall’anno prossimo!” continuando a sentirsi uno che sta diventando grande. mi è anche capitato di incontrare persone con un vita  talvolta completamente disconnessa dalla realtà dei fatti! E comunque uscirne con la dignità di chi ha il diritto di stare al mondo nel modo e nella misura in cui costruisce la propria felicità. Mi è anche capitato di ascoltare chi sta peggio, chi deve affrontare quelle cose troppo grandi per poter ammettere “ non ce la faccio”, perchè da quelle piccole uno può tirarsi indietro e sentirsi bene, quelle di cui parlo io sono quelle umane, quelle per cui di si ama e si spera, si soffre e si piange, si combatte e si perde, si ride e si abbraccia il mondo e a volte ci si arrende e si vince lo stesso ; sono quelle cose che davvero tutti abbiamo in comune eppure sono quelle che davvero ci connotano come individui unici ed irripetibili, quelle che ti fanno sentire la persona che sei.

Oggi è il mio compleanno, per altro ho raggiunto l’età che aveva Gandhi quando è diventato vecchio come me (può sembrare una cosa normale, ma questo non vuol dire che non se ne possa trovare un motivo per pensare). Guardo questi anni passati a crescere: ho fatto cose degne di nota, qualche volta negativa ma molte di più positiva, molte cose potevo farle meglio, ma è anche vero che finchè ho margine di miglioramento ho possibilità di crescere ancora. E mi piace crescere, è un po’ come capire come è andata e perchè … quando ero un adolescente avevo una voglia folle di sentirmi autonomo e grande: non ci sono mai riuscito e proprio quando ho iniziato ad ammettere che non lo ero e perchè non ci riuscivo, è arrivato il momento di iniziare ad  arrangiarmi; adesso in questa proto-adultezza sto combattendo come un demonio per potermela cavare da solo… hahahaha non ho la più pallida idea di come andrà a finire! Mi piace pensare alla mia vita come una ragazza più grande, che mi tratta un po’ da ragazzino, che sa come affrontare le cose difficili,  ma non me lo dice, perchè secondo lei perchè devo farlo a suo modo e a suo tempo ( stronzetta arrogante); mi fa incazzare come una biscia perchè ghigna divertita, mentre io divento matto quando succede qualcosa di nuovo ( tipo imparare a fare una lavatrice o pagare in tempo le bollette). Ha i capelli rossi ed è una tipa difficile, sta schifosa mi piace un botto!

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SBARBINE E PESSIME IDEE

“Sognare ad occhi aperti è il modo migliore per ricordarsi che non è mai troppo tardi, a meno che tu non lo faccia di notte.. in tal caso rischi di non dormire un cazzo.”

Mi son reso conto che è un sacco di tempo che non faccio ordine mentale sulla mia situazione sentimentale, se è per questo non faccio ordine anche nella mia camera; in entrambi i ho fatto un tentativo… è servito a qualcosa? Direi di no. Ho migliorato la mia situazione? Non credo proprio! Ma diciamocelo, è più facile riversare emozioni represse in un monitor inerte, che prendere in mano la propria vita! Quindi via così lungo la comoda strada del posso sempre dire che ci ho provato!

Dunque, da qualche annetto io ero felicemente perso in me stesso, lì che aspettavo di conoscere la tipa giusta, poi ho perso il lettore mp3 e mi son reso conto che le migliori erano già state accaparrate (in realtà questo lo sapevo già, ma almeno prima potevo ascoltare musica e restare beato nel mio mondo). Ho cominciato a sentirmi in ritardo, quindi ho deciso di darmi una mossa e non prendermi all’ultimo come tutti gli esami della mia vita, mi ci son messo d’impegno! mi son proprio fatto il culo,  con severi allenamenti dell’ inarcamento sopraccigliare, esercitandomi al limonare una lampada da camera (che si è rivelata piuttosto ostica all’inizio! ho pure avuto un sacco di problemi a toglierle l’abat jour, maledetti gancetti! ) e con battute a effetto, che vabbè.. diciamo che in casa è aumentata la spesa di carta igienica. Comunque alla fine ho spolverato il marpione che era in me e mi son lanciato nella grande ressa.

È stato difficile sin dall’inizio, io non sono il tipo da andare a locali per provarci a freddo con una ragazza e con due battute dare fuoco ad un’ intera notte di sesso… nel senso che di solito la ragazza non c’è e se son da solo basta anche un sveltina che poi mi guardo un film prima di addormentarmi. Tendenzialmente sono timido e imbranato, più il tipo che scrive così tante lettere d’amore che alla fine la ragazza si innamora del postino. Ma in amore, come al poker, puoi giocarti ogni mano ( tranne 2 e 9, quella non vince mai) e quindi mi son lanciato in una serie di tentativi che solo la campagna italiana di Grecia del ’40 poteva andare peggio: mi era capitata un’occasione succulenta con una ragazza che mi aveva scaricato ai tempi delle superiori,  dopo averla rincontrata ho attaccato subito bottone come se lo facessi da un vita: mi ha scaricato allo stesso modo, dieci anni dopo .. in realtà è stata un genio,  del male, ma pur sempre un genio, glie lo riconosco ( certo, il fatto che non si ricordasse di avermi già scaricato poteva farmi prevedere come sarebbe andata a finire)! Poi ce n’è stata una che boh non ho capito cosa sia successo, nemmeno lei credo.. una storia da imbranati:  questa ho deciso che mi piaceva ad un concerto, dove lei aveva invece deciso che si era innamorata di un altro, comunque dopo un po’ siamo usciti assieme una volta ( giuro che era lei che continuava a chiedermi di vedersi), ma si era presa a letto ed è arrivata due ore dopo.. niente da fare, salutati via sms e neanche troppo male; tra i vari vituperi della mia vita sentimentale, non posso non citare  la tipa della biblioteca: brevemente, qualcuno mi aveva lasciato un messaggio tra gli appunti di chimica invitandomi a fissarla ( una certa S.) negli occhi per più di tre secondi, per fare iniziare ( e cito testualmente) ” qualcosa di intenso e cabalistico”.. immaginate la scena: inverno, sessione di esami che non finisce più; ero in biblioteca e c’era una ragazza molto carina, con due occhioni azzurri, che avevo notato da qualche tempo: è finita con me che fisso, con aria arrogante e di sfida, la tipa sbagliata che ora non mi parla, quando mi vede cambia lato della strada o si guarda attorno in cerca di aiuto, sgranando gli occhi angosciata.

A quel punto, sorpreso di quanti 9 e 2 ci possano essere in un mazzo di carte, mi sono dato una pausa questa primavera. Un po’ perchè ho avuto la brillante idea dire a tutti che mi volevo laureare sul serio, maledetta quella volta! Un po’ perchè mi son reso conto che stavo andando completamente a caso, spinto più dai commenti degli amici, quelli raffinati ovviamente, del tipo “vecchio devi scopare”, “ma te la scopi o no?” ( questo riferito alla cassiera del supermercato, alla professoressa d’esame, alla donna delle pulizie del condominio e cosivvia), che da un reale mio interesse! Perchè a dir la verità qualche episodio a lieto fine c’è stato, dettato da un vero interesse, fisico, o di affetto o qualcosa in più, perchè no? qualcuno è durato, qualcuno meno e qualcuno non abbastanza.. ma questi non sono buffi episodi da raccontare per strappare un sorriso, sono ricordi miei, distinte bolle di felicità nelle quali tuffarmi in mezzo alla nostalgia adesso che la pioggia inizia a riempire pozzanghere, da guardare dietro un vetro bevendo un caffè solitario.

Non so se sto invecchiando o se una nuova maturità mi impedisca di lanciarmi di nuovo a capofitto in qualche impresa strampalata da cui ne nascerà sicuramente almeno una storia divertente da raccontare, fatto sta che mi son preso un nuovo lettore mp3 per continuare a bearmi in qualche sogno ad occhi aperti; non si sa mai che un giorno, in biblioteca, la ragazza seduta di fronte a te, che ti sembrava un po’ svampita, non ti colga di sorpresa con un cioccolatino, facendoti capire che lo svampito invece sei sempre stato tu. Perchè se così accadesse, si sa.. chi è marpione non cambia mai, perchè non importa riuscirci, l’importante è continuare a provarci.

È IL CORTISONE CHE MI RENDE EMOTIVO

Il sole è basso sull’ orizzonte mentre cammino per la città tornando a casa dopo una giornata che potrebbe non essere finita. Forse è e per via della quiete della sera, caldamente colorata dal placido tepore dei primi tramonti estivi che brillano di riflesso sulle pareti dei palazzi del centro, ma sento che quest’estate sia bellissima. Non credo si tratti di qualcosa di metereologico, l’estate non è mai una questione di clima, l’estate è un atteggiamento: non è solo più caldo, non c’è solo più luce, non c’è solo più colore.. sono le scuole che finiscono, le vacanze che arrivano, le sere fuori con gli amici, le ragazze che diventano più belle, le stupidaggini che diventano più importanti e la voglia di stare al mondo che viene a tutti. Mi piacerebbe tanto una vita solo di estate.

C’è qualcos’altro che accompagna quest’estate in particolare, è qualcosa di grosso lo sento nell’aria, lo sento attorno e dentro di me. Il medico ha detto che è allergia ai pollini ( e io come ogni individuo portatore di scroto ero convinto si essere in punto di morte, dispensando le ultime volontà ai miei cari* !!), ma non credo sia quello!  So che quanto segue potrebbe offendere la maggior parte dei lettori, so che non sarei in grado di rispondere alle domande “ che cazzo dici?” , “perchè?”, “non ti pare di esagerare?” e “ se Andrea ha 2 mele e il fruttivendolo vende i cocomeri a 10 € euro l’uno, a che ora arriverà a torino il traghetto partito da Lisbona?”, ma… temo di essere cresciuto.

Lo so che sembra improbabile, io ho fatto di tutto per impedire che accadesse, ma ce l’ho fatta e temo anche di essermela cavata benino. Naturalmente di merito mio c’è ben poco in questa storiaccia, il più l’hanno fatto gli altri, gli eroi della mia lunga adolescenza! soprattutto in questi anni, ho avuto a che fare con persone straordinarie che hanno illuminato il mio tunnel a giorno fino a trovare la mia luce, che per altro non solo non è in fondo, ma l’avrei accesa prima se solo avessi preso più sul serio il mio cammino, me stesso e i miei compagni di viaggio. Certo, col senno di poi tutto sembra più chiaro, ma NON PRENDIAMOCI IN GIRO: se chiudo la mia adolescenza a 26 anni un motivo ci sarà ( è invece quello che ti ha portato a leggere fino a questo punto che mi sfugge)! Magari per la maggior parte di voi potevo svegliarmi fuori prima e probabilmente ha ragione; ma per me la vita è un casino e soprattutto non c’è un libretto di istruzioni uguale per tutti, so che ognuno dovrebbe scriversi il suo, ma io son disgrafico e svogliato, in più lascio sempre in giro fogli volanti perchè son pure disordinato… faccio quello che posso con quello che ho, secondo me son stato bravo a non essermi fatto arrestare sino ad ora!

Crescere non è facile, ma proprio per questo è l’avventura più straordinaria di cui abbia mai sentito parlare, la mia è stata bellissima, un trionfo di emozioni dentro istanti irripetibili che non cambierei per nessuno dei vostri talenti! Cazzo! quante prime volte con gli amici di una vita, quante volte sono state ridicole, trionfanti, vergognose, degne di leggenda! Le superiori e l’ignara fanciullezza, le versioni rubate, le interrogazioni improvvisate, le bruciate senza senso, il mio primo amore, le prime sigarette e le prime bevute! L’università e i guerrieri della corsia, le notti insonni a preparare l’ennesimo esame perennemente all’ultimo minuto disponibile, le telefonate isteriche agli orari più improbabili, le serate universitarie perse a vantarsi di quanto bello sia essere giovani! Gli archeologi e la spavalderia dei vent’anni che non finiscono mai, i colleghi e le battute beffarde delle sei del mattino, eroi metropolitani che combattono ogni giorno la mediocrità del sistema degli adulti. Gli scout e le scampagnate in montagna, con le chitarre in vista e la grappa nascosta nello zaino:  stare assieme per crescere se stessi; lo sport, quello che non ho combinato e quello che continuo a imparare coi miei bambini! La gioia, la rabbia, le vittorie, le sconfitte , il trionfo, le cadute. La mia famiglia boliviana e la mia famiglia di casa, i miei fratelli e i miei maestri! E il mio Capitano, l’infante mascherato…

Ho sempre avuto il terrore che crescendo avrei perso tutto questo.. perchè sono così: la novità mi terrorizza e, non ne sono sicuro, credo che la mia allergia, il mio corpo che non tollera qualcosa che ha sempre vissuto, sia la manifestazione di aver negato ciò che sono da tempo: chiaramente non sono cresciuto tutto in un colpo nel giro di una stagione, è da anni che sto crescendo e dovevo solo ammetterlo per non averne più paura. Ho scelto un evento specifico, di cui magari parlerò in un altro momento, per chiudere la mia adolescenza: in quel momento ho anche capito che non perderò nulla, che avrò la mia storia che pian piano insegue quella degli altri e che non diventerò improvvisamente una persona seria e noiosa, non terrò banalmente in ordine la mia camera, non smetteò di andare a letto troppo tardi, o di prendermi all’ultimo nel preparare un esamen, non smetterò di studiare, non finirà l’ironia della vita e non smetterò mai di essere quel ragazzino stupito che continua a imparare un mondo che non smetterà mai terrorizzarmi e di incantarmi. Non smetterò mai di crescere, quindi sono salvo.

Il sole è basso sull’orizzonte mentre cammino per la città, tornando a casa dopo una giornata che potrebbe non essere finita. L’alba della mia vita è agli sgoccioli e, mentre mi rendo conto che ormai i passi che solcano il mio percorso sono di le orme di un uomo, guardo una nuova estate che si accende dentro e attorno a me, ricordandomi che non esiste una vita solo di bella stagione, perchè la vita funziona così ed è inutilie fare i capricci; tanto prima o poi l’estate arriva sempre e il ragazzino che sono stato è contento dell’ uomo che sto diventando.

*vorrei cogliere l’ occasione per ringraziare i miei coinquilini per aver sopportato i miei dieci giorni di ipocondrià fatalista, sopportando senza troppe prese in giro le mie nefaste lucubrazioni sui diversi mali che avrebbero condotto le mie membra verso l’ultimo esito. Grazie per non aver chiamato il centro di igiene mentale, grazie per avermi mostrato come non fossi in punto di morte e grazie per non avermi coglionato. Senza di voi avrei più volte molestato il 118 con telefonate inopportune e puerili!

GIORNATE STINFIE

a volte,  di solito il venerdì, le nuvole coprono tutto il cielo ed è abbastanza scuro perchè i corpi non proiettino ombre al suolo; poi, senza un motivo apparente, si apre un piccolo spiraglio ribelle che comincia ad allargarsi fino a lasciar vedere oltre il cupo manto grigio che ti sovrasta, per farti scoprire che, a volte,  sopra le nuovole ci sono semplicemente altre nuvole. 

Era mattina, una qualsiasi mattina… difficile, brutta e iniziata male; ci sono giorni in cui alzarsi dal letto è l’unica alternativa, di solito quella sbagliata. La sveglia suona,  mi presento di fronte allo specchio cercando un barlume di intelligenza in un volto che manifesta uno stato di coscienza deplorevole; rassegnato e quasi colpevole, mi lavo la faccia, senza beneficio… Con le capacità di coordinazione di Rafiki ubriaco al matrimonio di Mufasa*, gestisco il vestirmi , la colazione e l’ uscire di casa: in ritardo, con i baffi sporchi di dentifricio e i calzetti spaiati.

Giusto per capirci: fine febbraio, la voglia di vivere  era andata a preparare la cena per l’epifania, sicchè  alla fine eravamo rimasti io e gli esami (io più che altro ero amico delle feste, non è che siamo proprio in confidenza io e gli esami), vi lascio immaginare l’imbarazzo… beh insomma, ciondolo sonnacchioso sino alla macchinetta del caffè nell’atrio della biblioteca per raccimolare miseramente  cinquanta cenetesimi da tutte le  tasche di pantaloni, giacca e felpa ( non ho avuto il cuore di aprire il portafoglio!)!  Infine esultande, mi faccio versare una dose di bitume che ormai per affetto chiamo caffè ; mentre esco nel patio della biblio, il bicchierino fumante mi strappa un sorriso e, tutto contento e gongolante, mi accoccolo in un angolino sugli scalini, a crogiolarmi in questo tepore confortevole oltre la soglia del personale: un piccolo spazio di intimità prima di accendermi definitivamente. Sì mi sembra di potermelo permettere, tanto quanto dura? Due, tre minuti al massimo! Mi siedo, sorseggio il caffè bollente e svappo nuvole burrose dalla sigaretta elettronica mentre mi perdo nei meandri di qualche ridondante sega mentale.

intanto, spuntando dal mezzo dell’ umidità quasi fosca che permea l’aria nel primo mattino negli ultimi giorni d’inverno, arriva paseggiando una tipetta bruna, dall’aria furbetta e le intenzioni sbarazzine: alta un metro e due pompelmi, 45 kg di arroganza trattentuti da giacca in pelle e jeans. Rallenta sinoa fermarsi a poco da me, si accende un sizza e aspira la prima sigaretta della giornata calandosi i ray-bon sugli occhi. Devo dire di averla trovata molto attraente sin da subito, non mi sarei mai aspettato che di li a poco ci saremmo avvinghiati nelle effusioni dell’amplesso sessuale… infatti così non fu.  Questo infatti non è uno di quei racconti in cui un giovane protagonista affronta le impervie della sua vita, realizzando se stesso attraverso la trama della vicenda, no è stato solo uno spiacevole capitombolo della mia già umile autostima; praticamente io ero seduto impippato sul ruolo del sistema economico mondiale nelle scelte educative del ministero dell’istruzione di una nazione, quando mi accorgo che questa graziosa fanciulla mi guarda ghignando; la scena seguente è un po’ confusa, nel senso che dovete immaginare che io ero inerpicato nell’alto di ipotesi basate su dei forse, e.. tipo.. si lei mi ha colto alla sprovvista e diciamo che ho fatto un piccolo guazzabuglio: mi ero tipo convinto di averla rapita con il mio charme navigato e, fino a qui, sono sicuro di dove ho sbagliato la prima volta (i fatti si accavallano tra loro negli istanti successivi), poi sono successe altre cinque cose:

  1. Io mi sono chiesto cosa effettivamente vi fosse a in me di attraente, solo che non so se questo sia successo “ ad un certo punto… per cui” o se sia avvenuto “ infatti.. visto che” ( continuate a leggere!)
  2. Mi sono leccato compulsivamente i baffi
  3. Leccandomi i baffi ho sentito il gusto di dentifricio
  4. Lei ha detto qualcosa sui miei baffi
  5. Se ne è andata via ridendo mentre io ero impegnato a ricomporre i passaggi di questa infelice scena della mia vita.

Ho trovato questo aneddoto un buon invito a fare delle considerazioni sulla mia vita,  metto un bel “forse parteciperò” e intanto però guardo gli aggiornamenti mentre decido se farlo o no. in tutto questo c’è una morale che non sembra davvero pertinente alla parte che ho avuto in questa vicenda, ma considerando che io sono anche quello che ha suonato al conservatorio per sette anni, prima che qualcuno aprisse la porta per dirmi che ero fuori tempo, posso bella mettere affermare che : non importa quanto male tu sia preso, non conta quanto in basso sei sceso nella scala sociale,  perchè avrai sempre la possibilità di giocartela, che tu poi tu non ne sia all’altezza questo è un altro discorso!

 

 

 

* per altro la vicenda è collegata ad un diverbio che nacque tra rafiki e il piccolo Dumbo: la scimmmia già alticcia fece dei commenti poco lusinghieri verso le orecchie del piccolo pachiderma le cui difese furono prese da tarzan e tantor, insomma ne venne fuori letteralmente una bega politica che costò a Mufasa la perdita del cimitero degli elefanti dalle terre del branco.

 

SI TORNA A COMBATTERE

win_20170208_12_25_34_pro“combatti te stesso e avrai un nemico onesto”

Naturalmente si potrebbero sollevare molte domande di carattere polemico quali “ ma che cazzo stai dicendo? Perchè non sei al lavoro? Ti rendi conto che hai 26 anni? Dove cazzo è finita l’insalata di riso che ha mandato la mamma?” che peraltro non solo sarebbero tutte plausibili di ragion veduta, ma mi costringerebbbero ad affrontare argomenti che vedono la mia persona come il protagonista di diverse situazioni disdicevoli… beh, se devo dirla tutta non ho la benchè minima intenzione di rispondere a nessuna di queste domande. Quindi, con un sofisticato stratagemma letterario, ripeto il titolo a grandi caratteri e inizio il post

SI TORNA A COMBATTERE:

lungo  il mare, nella tempesta, in nave e  con meno speranze di queante certezze abbia in tasca, che si è pure bucata . Ma non importa, tanto la macchinettà del caffè sputa fuori una cosa cosìdensa da sembrare viscida in gola, non vale messuno dei miei danari conquistati con sangue e sudore… e persi da un atteggiamento vestiario deplorevole.

Si torna a combattere, in aula, al lavoro, in biblioteca.. si torna a combattere  a volte a falange serrata, spalla a spalla, affonda, spingi, avanza e ricomincia. Centimetro per centimetro, ora per ora sino a timbrare il cartellino assieme a chi hanno ancora il coraggio di ridere se stavolta  il mese finisce dieci giorni prima.  Si torna a combattere e a volte è la tua aristia, da solo scimitarra in mano e kriss tra identi, sul ponte di coperta la ciurma tuona persino sopra la tempesta ed è duello! nulla di personale a volte va così e puoi sperare che alla fine ne valga la pena.

Si torna a combattere senza nessun talento, solo rabbia e arroganza. Si combatte perchè non c’è nienete da perdere e tutto da guadagnare, anche fosse solo una bella storia da raccontare a Tortuga. Pronto a cadere e rialzarsi, anche se le ginocchia son più consumate delle tue suole, quando cadi stringi la terra tra le mani, senti i sassi che si rompono sotto i calli, forse un giorno reggerano un calice fragile o una fanciulla esile, per ora possono stringere un’ elsa e la stringerai, perchè la conquista che sancisce il diritto e il diritto conferisce il valore, il resto è facile.

Si torna a combattere perchè è la vita del pirata, tasche bucate per poterci mettere tutto quello che voglio, signore del mondo e proprietario di nulla.

9496.5 ORE IN TUT

secondo la mia carta d’identità sono nato 26 anni fa;

dunque, premettendo che  io non voglio passare per il solito intellettuale eclettico dal forte sprito autocritico ( anche se diciamocelo, è questo mio charme carismatico da grande pensatore che mi ha reso celebre ed amato dalla gente del mio tempo),  premettendo che il numero 26 è veramente un numero anonimo, cioè boh non ha canonicità letterarie/religiose/matematiche a me note, non è un numero primo, non è legato a date, arti o cheddiavolonessòìo di interessante per cui valga la pena parlarne… ( per cui legittimamente qualcuno potrebbe chiedere “ allora che cazzo stai scrivendo a fare?”) e premettendo infine che sto scrivendo quanto ha preceduto e quanto segue anzichè studiare ( per cui ho appena risposto alle legittime delegittimazioni dell’ “allora che cazzo stai scrivendo a fare?” mio scrivere), PROCRASTINO CATEGORICAMENTE LA MIA ENTRATà NELL’ETà ADULTA! penso che chiunque mi conosca, converrebbe con me che  non è possibile che io abbia già un età per cui legalmente potrei convogliare a nozze ( tranquilli non c’è nemmeno il preludio dell’ombra di un possibile rischio nella legge dei grandi numeri che succeda, devo altresì dire che questo è un punto vincente che va attribuito al genere femminile!) o addirittura essere responsabile per un’altro individuo in qualsiasi altro modo…(vi ricordo che io sono quello di “mamma ho perso la patente”).

eppure, tecnicamente, sono più vicino ai trenta  di quanto sia distante dai diciassette(?) ( età per altro di cui non esistono prove della mia presenza.. a parte la prova Invalsi, ma tanto avevo copiato anche il nome dal foglio di Laura!)

Io credo che la mia età anagrafica rispecchi più le ambizioni politiche della mia famiglia che un vero e proprio stato di maturazione individuale; ho iniziato a supporlo quando mi hanno raccontato come son nato: i miei genitori volevano farmi passare per femminuccia,  l’esame anatomico avrebbe lasciato  gli spazi sufficienti per dubbi coerenti, ma dopo il parto, invece del primo pianto, ho fatto il primo ruttone.. alla fine l’ostetrica la sberla l’ha data a mio padre ( Cui ha fatto seguito quella di mia madre.. mio padre tutt’ora non sa perchè, mia madre sì), porto inoltre, a suffragio dell’argomento “TENDENZIOSE ED E INFIDE  intenzioni dei miei genitori” il fatto che abbiano agito per farmi diventare dislessico, insegnandomi solo a scrivere e non a leggere;  a me non ha mai pesato molto questa scelta educativa… alla fine ogni tanto devo chiedere ad altri “ scusa, ma secondo te che cazzo ho scritto?”  o fare figuracce quando facendo la spesa, chiedo al  banco pane leggendo dalla lista “ 3 metri  di poliuretano rettificato”, ma volete  mettere con le grasse risate che mi son fatto ogni volta che l’enel mi ha mandato la bolletta?   Una volta mi hanno persino telefonato per chiedermi la lettura del contatore… hahahaha… avevo le lacrime agli occhi mentre l’operatore finiva il rosario dei suini e cominciava con quello dei canidi! In cambio i miei genitori son riusciti a superari certi inconvenienti per il nostra cartello di lama dall’america latina, motivo grazie al quale sono noto nell’emisfero australe con il nome di “el bandana”.  Inoltre ho anche la prova empirica, ultimamente questa cosa del crescere mi aveva dato un po’alla testa, ho iniziato a fare cose tipo lavorare, prendere decisioni, comprare il tappetino per la doccia e altre azioni futili che servono a riempire il vuoto di un età che rende ovvia ogni cosa e stupido ogni sogno. Non serve dire che i risultati siano stati a dir poco imbarazzanti, non voglio essere frainteso, crescere mi piace ed è un sacco mi diverte,  ogni tanto mi rende anche felice perchè statisticamente arrivano le botte di culo… però non ne do fuori! Quando parlo non so mai se sono residente o domiciliato, mi faccio la camera lunedì e mercoledì non so se ho dormito nel letto o nel mucchio della roba pulita ( il venerdì potrebbe essere quello della roba sporca), continuo a non capire quale sia la differenza tra molise e basilicata e soprattutto quando sento parlare di responsabilità penso inevitabilmente a Peter Parker!!  Non ce la faccio a prendere seriamente la vita degli adulti, boh.. non ne vale la pena…

Potrei continuare elencando molti altri indizi a prova della mia piena gioventù, dal disordine nella mia camera  e nella mia vita, attraversa la mia innata attrazione verso seni esageratamente grossi, costeggiando la mia indole pigra e secante l’accidia, svoltare dietro all’angolo della mia superficialità per intasarmi nel traffico della mia impulsività! Ancora nei tornanti del dubbio, per scollinare nella vetta dell’entusiasmo  prima di iniziare la discesa della distrazione e perdermi infine nella rotonda della fantasia.. ma  se c’è una cosa che davvero mi ricorda quanto devo crescere è il senno di poi ( altrimenti noto come  lalungalistadellesceltesbagliateechestupidehofatto): finchè continuo a sbagliare, finchè continuo a dover imparare a fare le cose, ci sarà sempre novità, ci sarà sempre un prima volta e vaffanculo meglio stupido che annoiato, potrò anche essere in ritardo rispetto alle vite di molti, ma se sono abbastanza indietro da poter mandare in vacca ogni scelta che ho preso e ricominciare daccapo vuol dire che sono ancora libero abbastanza per avere ancora tutto il tempo che voglio! Mentre gli adulti formalizzano con solennità ogni scelta per cui temono di non aver tempo cui porre un eventuale rimedio, rivestono di responsabilità quella che è un’inesorabile rassegnazione ad un tempo cui rinunciano in cambio di comodità. No meglio una vita di stenti in cui ogni cosa è possibile che fermarsi dove si sta bene col terrore che qualcosa cambi e mandi tutto a puttane e questo mi rende più fico di qualsiasi vetusto portatore di magliette della salute!  siate prudenti ed accorti nella vostra rassegnazione io ho ancora tempo.

QUELLI CHE SI PRENDONO A LETTO

È successo di nuovo, mi son preso letto di un’ora.. naturalmente a questo fatto hanno seguito una valanga di merda del capo squadra al telefono, lettera di richiamo dall’ ufficio ( con la quale son pure stato messo in castigo) ma soprattutto un  “ bravo, mona!” da parte di Desiree, la bambola  saccente che ogni tanto si manifesta più viva del dovuto a casa mia. Un aggiornamento dell cellulare, una sveglia del cellulare, una  sveglia alle 5.00 e una sveglia che non ci fu. Questa è la metafora della mia vita.

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È umiliante quando combini tutte queste cazzate, come perdere una banconota da 50 € durante un concerto, iniziare un film e dimenticarsi di andare a pagare la bolletta , sbagliare la data dell’esame a ll’uni perchè non apro la mail da giorni ! E ovviamente c’è sempre qualche bel saputellino che sa cosa avresti dovuto fare per evitarlo, di solito ha fottutamente ragione.. e quello è umiliante… quando ti dicono come va la vita, perchè è evidente che tu non hai capito un cazzo, che non sai ancora stare al mondo. Poi c’ è il tono di saccenza di chi sa come va la vita, quasi aspettasse il babbeo di turno  ( di solito io) per mostrargli come invece lui abbia capito tutto e sia perfettamente timoniere delle proprie venture;                                  ghigna tronfio, tu hai ragione e lo sai.. ghigna oh savio, il ragazzino non può difendersi.

 

cesare, offendi la mia carogna! hai attaccato la mia gente, mi hai inseguito sino ad Alesia dove mi hai preso per fame, mi hai esibito come un trofeo e mi hai vigliaccamente strangolato in una  squallida cella dove in catene non mi potevo difendere. E anche se io ho perso, tu avrai sempre paura di me!

Sì della vita non ho ancora capito un’emerita bega, non sono mai stato un vincente o uno che cade sempre in piedi.. anzi di solito atterro col gomito sopra lo scroto, dopo aver grattugiato lo zigomo nel cemento; sempre fuori luogo e in ritardo sul tempo, una sinusoide che oscilla tra totale disastro e disagio inopportuno.                                                         Sono ancora salvo.                                                                                                                                             Sono ancora libero di non prendere niente come irrimediabile, ho ancora tempo da gustarmi mentre imparo a giocare alle regole degli adulti, è per questo che non gli  piace come gioco. Non me ne frega un cazzo di come volete che vadano le cose per il resto della vostra vita, solo perchè l’avete già programmata e stabilita da un ordine superiore che voi stessi vi siete costruiti per non dover più affrontare le difficoltà del crescere! Voi pensate di sapere, ma siete solo delle mosche nate in una cantina convinte di controllare il mondo solo perchè non avete avuto il coraggio di volare fuori dalla finestra. Io so di non sapere un cazzo, non per falsa modestia e nemmeno perchè questa lavata di culo mi permetta di non sentire la coscienza oppressa da tutto ciò che non avrò mai la briga di voler scoprire, così da poter non ammettere di essermi accontentato del poco che mi basta per una vita facile e ordinaria.

Sono ancora salvo perchè è da una vita che continuo a sbagliare, ammetterlo e ricominciare a crescere.. e mi terrorizza l’idea di non aver più niente da sbagliare, perchè vorrebbe dire che sono fermo a quello che ho già.. e io non voglio fermarmi in nessun paesaggio, voglio vedere tutto il mondo perchè so che non ho molto tempo, quindi tanto vale usarlo tutto per qualcosa che sia  sempre nuovo. Quindi scusatemi se non so stare nella vostra cantina, io ho un mondo che mi aspetta, perchè sono solo un ragazzino che non deve rientrare nelle regole della vostra vita, ma invece può vedere quelle di tutti per magari scoprire che nessuna faccia per lui.. chi lo sa? magari il mondo non fa per me, sarebbe ironico scoprirlo l’ultimo giorno, sarebbe la battuta più grande di sempre.

voi persone precise, che ordinate il mondo che conoscete in tanti schemi dettagliati, con infinite regole volte alla legittimazione di un’esistenza sicura e stabilita nei limiti della facilità, avete rinunciato allo schema universale, a quello che mette insieme tutto e che possa cambiare tutto rendendo possibile ogni cosa… perchè è difficile, probabilmente impossibile! Voi non sbagliate mai, perchè avete smesso di crescere. Vi siete arresi. È un vostro diritto, senza infamia nè lode. Ma non fa per me, preferisco passare una vita ad aver torto, illuso che sia possibile ogni cosa, sognando universi che nemmeno devono essere reali, piuttosto che arrendermi all’ idea che la vita sia solo raggiungere una situazione soddisfacente di cui è meglio prendere tutto quello che riesco, difendendola sino all’ infamia.  Come Cesare vi siete accontentati, tornando a Roma farvi belli agli occhi della plebe, avete ucciso l’anima di un ribelle e l’avete soffocato nel silenzio e nell’ ignominia, perchè sapete che Vercingetorige non si sarebbe fermato per farsi acclamare. Si siete tornati a roma e vi siete intitolati Augusti, ma sapete che il barbaro guerriero avrebbe voluto di più. Avete costituito un impero grande, ma vi siete fermati perchè vi pareva abbastanza.. ma oltre il mare del Nord c’erano nuove terre, e ce n’erano altre oltre il deserto dell’Egitto e oltre il Mar Rosso… potevate scoprire il mondo intero invece vi siete solo fatti accontentati del poco che avete arraffato. Era un piano perfetto, finche non avete trovato il gallo della rivolta, l’uomo che ha sfidato Roma solo perchè pensava che fosse possibile.. e vi ha terrorizzati,  vi ha costretti a chiudervi dentro le mura.

E questa consapevolezza ora vi fa sprezzare chi non perde tempo nell’essere perfetto, perchè invidiate questo coraggio e questa libertà, cui voi avete rinunciato in cambio del quiescente e comodo status di adulti. A voi la gloria ed il potere se vi fa felici, io voglio il mondo.

Noi che ci prendiamo a letto dal lavoro dopo le serate balorde, noi che accavalliamo migliaia di impegni riuscendo ad essere imprecisi in oguno, noi che sogniamo ad occhi aperti dimentichi delle routine quotidiane, noi che la nostra vita è un delirio disorganizzato perchè non smettiamo di cambiare e perchè comunque non saremmo organizzati a nostra volta, noi dalle mille storie inconcludenti che ci lasciano sensi di colpa e frustrazione, pronti ad innamorarsi al primo sorriso di una sconosciuta che non avevamo mai visto prima, noi che la vita è una battaglia continua fatta di scelte impossibili e dall’ esito esasperante, noi che due ore sono troppe nello stesso posto, e non sono abbastanza per veder cosa c’è in giro, noi che non abbiamo la più pallida idea di dove andremo a finire, sicuri solo di voler partire per quel viaggio, noi che non abbiamo smesso di sognare solo perchè c’era da stare dietro agli altri, noi che rendiamo il mondo un luogo improbabile, probabilmente non capiremo mai cosa sia la vita ma almeno non ne abbiamo paura e la viviamo più degli altri.