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GIORNATE STINFIE

a volte,  di solito il venerdì, le nuvole coprono tutto il cielo ed è abbastanza scuro perchè i corpi non proiettino ombre al suolo; poi, senza un motivo apparente, si apre un piccolo spiraglio ribelle che comincia ad allargarsi fino a lasciar vedere oltre il cupo manto grigio che ti sovrasta, per farti scoprire che, a volte,  sopra le nuovole ci sono semplicemente altre nuvole. 

Era mattina, una qualsiasi mattina… difficile, brutta e iniziata male; ci sono giorni in cui alzarsi dal letto è l’unica alternativa, di solito quella sbagliata. La sveglia suona,  mi presento di fronte allo specchio cercando un barlume di intelligenza in un volto che manifesta uno stato di coscienza deplorevole; rassegnato e quasi colpevole, mi lavo la faccia, senza beneficio… Con le capacità di coordinazione di Rafiki ubriaco al matrimonio di Mufasa*, gestisco il vestirmi , la colazione e l’ uscire di casa: in ritardo, con i baffi sporchi di dentifricio e i calzetti spaiati.

Giusto per capirci: fine febbraio, la voglia di vivere  era andata a preparare la cena per l’epifania, sicchè  alla fine eravamo rimasti io e gli esami (io più che altro ero amico delle feste, non è che siamo proprio in confidenza io e gli esami), vi lascio immaginare l’imbarazzo… beh insomma, ciondolo sonnacchioso sino alla macchinetta del caffè nell’atrio della biblioteca per raccimolare miseramente  cinquanta cenetesimi da tutte le  tasche di pantaloni, giacca e felpa ( non ho avuto il cuore di aprire il portafoglio!)!  Infine esultande, mi faccio versare una dose di bitume che ormai per affetto chiamo caffè ; mentre esco nel patio della biblio, il bicchierino fumante mi strappa un sorriso e, tutto contento e gongolante, mi accoccolo in un angolino sugli scalini, a crogiolarmi in questo tepore confortevole oltre la soglia del personale: un piccolo spazio di intimità prima di accendermi definitivamente. Sì mi sembra di potermelo permettere, tanto quanto dura? Due, tre minuti al massimo! Mi siedo, sorseggio il caffè bollente e svappo nuvole burrose dalla sigaretta elettronica mentre mi perdo nei meandri di qualche ridondante sega mentale.

intanto, spuntando dal mezzo dell’ umidità quasi fosca che permea l’aria nel primo mattino negli ultimi giorni d’inverno, arriva paseggiando una tipetta bruna, dall’aria furbetta e le intenzioni sbarazzine: alta un metro e due pompelmi, 45 kg di arroganza trattentuti da giacca in pelle e jeans. Rallenta sinoa fermarsi a poco da me, si accende un sizza e aspira la prima sigaretta della giornata calandosi i ray-bon sugli occhi. Devo dire di averla trovata molto attraente sin da subito, non mi sarei mai aspettato che di li a poco ci saremmo avvinghiati nelle effusioni dell’amplesso sessuale… infatti così non fu.  Questo infatti non è uno di quei racconti in cui un giovane protagonista affronta le impervie della sua vita, realizzando se stesso attraverso la trama della vicenda, no è stato solo uno spiacevole capitombolo della mia già umile autostima; praticamente io ero seduto impippato sul ruolo del sistema economico mondiale nelle scelte educative del ministero dell’istruzione di una nazione, quando mi accorgo che questa graziosa fanciulla mi guarda ghignando; la scena seguente è un po’ confusa, nel senso che dovete immaginare che io ero inerpicato nell’alto di ipotesi basate su dei forse, e.. tipo.. si lei mi ha colto alla sprovvista e diciamo che ho fatto un piccolo guazzabuglio: mi ero tipo convinto di averla rapita con il mio charme navigato e, fino a qui, sono sicuro di dove ho sbagliato la prima volta (i fatti si accavallano tra loro negli istanti successivi), poi sono successe altre cinque cose:

  1. Io mi sono chiesto cosa effettivamente vi fosse a in me di attraente, solo che non so se questo sia successo “ ad un certo punto… per cui” o se sia avvenuto “ infatti.. visto che” ( continuate a leggere!)
  2. Mi sono leccato compulsivamente i baffi
  3. Leccandomi i baffi ho sentito il gusto di dentifricio
  4. Lei ha detto qualcosa sui miei baffi
  5. Se ne è andata via ridendo mentre io ero impegnato a ricomporre i passaggi di questa infelice scena della mia vita.

Ho trovato questo aneddoto un buon invito a fare delle considerazioni sulla mia vita,  metto un bel “forse parteciperò” e intanto però guardo gli aggiornamenti mentre decido se farlo o no. in tutto questo c’è una morale che non sembra davvero pertinente alla parte che ho avuto in questa vicenda, ma considerando che io sono anche quello che ha suonato al conservatorio per sette anni, prima che qualcuno aprisse la porta per dirmi che ero fuori tempo, posso bella mettere affermare che : non importa quanto male tu sia preso, non conta quanto in basso sei sceso nella scala sociale,  perchè avrai sempre la possibilità di giocartela, che tu poi tu non ne sia all’altezza questo è un altro discorso!

 

 

 

* per altro la vicenda è collegata ad un diverbio che nacque tra rafiki e il piccolo Dumbo: la scimmmia già alticcia fece dei commenti poco lusinghieri verso le orecchie del piccolo pachiderma le cui difese furono prese da tarzan e tantor, insomma ne venne fuori letteralmente una bega politica che costò a Mufasa la perdita del cimitero degli elefanti dalle terre del branco.

 

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9496.5 ORE IN TUT

secondo la mia carta d’identità sono nato 26 anni fa;

dunque, premettendo che  io non voglio passare per il solito intellettuale eclettico dal forte sprito autocritico ( anche se diciamocelo, è questo mio charme carismatico da grande pensatore che mi ha reso celebre ed amato dalla gente del mio tempo),  premettendo che il numero 26 è veramente un numero anonimo, cioè boh non ha canonicità letterarie/religiose/matematiche a me note, non è un numero primo, non è legato a date, arti o cheddiavolonessòìo di interessante per cui valga la pena parlarne… ( per cui legittimamente qualcuno potrebbe chiedere “ allora che cazzo stai scrivendo a fare?”) e premettendo infine che sto scrivendo quanto ha preceduto e quanto segue anzichè studiare ( per cui ho appena risposto alle legittime delegittimazioni dell’ “allora che cazzo stai scrivendo a fare?” mio scrivere), PROCRASTINO CATEGORICAMENTE LA MIA ENTRATà NELL’ETà ADULTA! penso che chiunque mi conosca, converrebbe con me che  non è possibile che io abbia già un età per cui legalmente potrei convogliare a nozze ( tranquilli non c’è nemmeno il preludio dell’ombra di un possibile rischio nella legge dei grandi numeri che succeda, devo altresì dire che questo è un punto vincente che va attribuito al genere femminile!) o addirittura essere responsabile per un’altro individuo in qualsiasi altro modo…(vi ricordo che io sono quello di “mamma ho perso la patente”).

eppure, tecnicamente, sono più vicino ai trenta  di quanto sia distante dai diciassette(?) ( età per altro di cui non esistono prove della mia presenza.. a parte la prova Invalsi, ma tanto avevo copiato anche il nome dal foglio di Laura!)

Io credo che la mia età anagrafica rispecchi più le ambizioni politiche della mia famiglia che un vero e proprio stato di maturazione individuale; ho iniziato a supporlo quando mi hanno raccontato come son nato: i miei genitori volevano farmi passare per femminuccia,  l’esame anatomico avrebbe lasciato  gli spazi sufficienti per dubbi coerenti, ma dopo il parto, invece del primo pianto, ho fatto il primo ruttone.. alla fine l’ostetrica la sberla l’ha data a mio padre ( Cui ha fatto seguito quella di mia madre.. mio padre tutt’ora non sa perchè, mia madre sì), porto inoltre, a suffragio dell’argomento “TENDENZIOSE ED E INFIDE  intenzioni dei miei genitori” il fatto che abbiano agito per farmi diventare dislessico, insegnandomi solo a scrivere e non a leggere;  a me non ha mai pesato molto questa scelta educativa… alla fine ogni tanto devo chiedere ad altri “ scusa, ma secondo te che cazzo ho scritto?”  o fare figuracce quando facendo la spesa, chiedo al  banco pane leggendo dalla lista “ 3 metri  di poliuretano rettificato”, ma volete  mettere con le grasse risate che mi son fatto ogni volta che l’enel mi ha mandato la bolletta?   Una volta mi hanno persino telefonato per chiedermi la lettura del contatore… hahahaha… avevo le lacrime agli occhi mentre l’operatore finiva il rosario dei suini e cominciava con quello dei canidi! In cambio i miei genitori son riusciti a superari certi inconvenienti per il nostra cartello di lama dall’america latina, motivo grazie al quale sono noto nell’emisfero australe con il nome di “el bandana”.  Inoltre ho anche la prova empirica, ultimamente questa cosa del crescere mi aveva dato un po’alla testa, ho iniziato a fare cose tipo lavorare, prendere decisioni, comprare il tappetino per la doccia e altre azioni futili che servono a riempire il vuoto di un età che rende ovvia ogni cosa e stupido ogni sogno. Non serve dire che i risultati siano stati a dir poco imbarazzanti, non voglio essere frainteso, crescere mi piace ed è un sacco mi diverte,  ogni tanto mi rende anche felice perchè statisticamente arrivano le botte di culo… però non ne do fuori! Quando parlo non so mai se sono residente o domiciliato, mi faccio la camera lunedì e mercoledì non so se ho dormito nel letto o nel mucchio della roba pulita ( il venerdì potrebbe essere quello della roba sporca), continuo a non capire quale sia la differenza tra molise e basilicata e soprattutto quando sento parlare di responsabilità penso inevitabilmente a Peter Parker!!  Non ce la faccio a prendere seriamente la vita degli adulti, boh.. non ne vale la pena…

Potrei continuare elencando molti altri indizi a prova della mia piena gioventù, dal disordine nella mia camera  e nella mia vita, attraversa la mia innata attrazione verso seni esageratamente grossi, costeggiando la mia indole pigra e secante l’accidia, svoltare dietro all’angolo della mia superficialità per intasarmi nel traffico della mia impulsività! Ancora nei tornanti del dubbio, per scollinare nella vetta dell’entusiasmo  prima di iniziare la discesa della distrazione e perdermi infine nella rotonda della fantasia.. ma  se c’è una cosa che davvero mi ricorda quanto devo crescere è il senno di poi ( altrimenti noto come  lalungalistadellesceltesbagliateechestupidehofatto): finchè continuo a sbagliare, finchè continuo a dover imparare a fare le cose, ci sarà sempre novità, ci sarà sempre un prima volta e vaffanculo meglio stupido che annoiato, potrò anche essere in ritardo rispetto alle vite di molti, ma se sono abbastanza indietro da poter mandare in vacca ogni scelta che ho preso e ricominciare daccapo vuol dire che sono ancora libero abbastanza per avere ancora tutto il tempo che voglio! Mentre gli adulti formalizzano con solennità ogni scelta per cui temono di non aver tempo cui porre un eventuale rimedio, rivestono di responsabilità quella che è un’inesorabile rassegnazione ad un tempo cui rinunciano in cambio di comodità. No meglio una vita di stenti in cui ogni cosa è possibile che fermarsi dove si sta bene col terrore che qualcosa cambi e mandi tutto a puttane e questo mi rende più fico di qualsiasi vetusto portatore di magliette della salute!  siate prudenti ed accorti nella vostra rassegnazione io ho ancora tempo.

QUELLI CHE SI PRENDONO A LETTO

È successo di nuovo, mi son preso letto di un’ora.. naturalmente a questo fatto hanno seguito una valanga di merda del capo squadra al telefono, lettera di richiamo dall’ ufficio ( con la quale son pure stato messo in castigo) ma soprattutto un  “ bravo, mona!” da parte di Desiree, la bambola  saccente che ogni tanto si manifesta più viva del dovuto a casa mia. Un aggiornamento dell cellulare, una sveglia del cellulare, una  sveglia alle 5.00 e una sveglia che non ci fu. Questa è la metafora della mia vita.

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È umiliante quando combini tutte queste cazzate, come perdere una banconota da 50 € durante un concerto, iniziare un film e dimenticarsi di andare a pagare la bolletta , sbagliare la data dell’esame a ll’uni perchè non apro la mail da giorni ! E ovviamente c’è sempre qualche bel saputellino che sa cosa avresti dovuto fare per evitarlo, di solito ha fottutamente ragione.. e quello è umiliante… quando ti dicono come va la vita, perchè è evidente che tu non hai capito un cazzo, che non sai ancora stare al mondo. Poi c’ è il tono di saccenza di chi sa come va la vita, quasi aspettasse il babbeo di turno  ( di solito io) per mostrargli come invece lui abbia capito tutto e sia perfettamente timoniere delle proprie venture;                                  ghigna tronfio, tu hai ragione e lo sai.. ghigna oh savio, il ragazzino non può difendersi.

 

cesare, offendi la mia carogna! hai attaccato la mia gente, mi hai inseguito sino ad Alesia dove mi hai preso per fame, mi hai esibito come un trofeo e mi hai vigliaccamente strangolato in una  squallida cella dove in catene non mi potevo difendere. E anche se io ho perso, tu avrai sempre paura di me!

Sì della vita non ho ancora capito un’emerita bega, non sono mai stato un vincente o uno che cade sempre in piedi.. anzi di solito atterro col gomito sopra lo scroto, dopo aver grattugiato lo zigomo nel cemento; sempre fuori luogo e in ritardo sul tempo, una sinusoide che oscilla tra totale disastro e disagio inopportuno.                                                         Sono ancora salvo.                                                                                                                                             Sono ancora libero di non prendere niente come irrimediabile, ho ancora tempo da gustarmi mentre imparo a giocare alle regole degli adulti, è per questo che non gli  piace come gioco. Non me ne frega un cazzo di come volete che vadano le cose per il resto della vostra vita, solo perchè l’avete già programmata e stabilita da un ordine superiore che voi stessi vi siete costruiti per non dover più affrontare le difficoltà del crescere! Voi pensate di sapere, ma siete solo delle mosche nate in una cantina convinte di controllare il mondo solo perchè non avete avuto il coraggio di volare fuori dalla finestra. Io so di non sapere un cazzo, non per falsa modestia e nemmeno perchè questa lavata di culo mi permetta di non sentire la coscienza oppressa da tutto ciò che non avrò mai la briga di voler scoprire, così da poter non ammettere di essermi accontentato del poco che mi basta per una vita facile e ordinaria.

Sono ancora salvo perchè è da una vita che continuo a sbagliare, ammetterlo e ricominciare a crescere.. e mi terrorizza l’idea di non aver più niente da sbagliare, perchè vorrebbe dire che sono fermo a quello che ho già.. e io non voglio fermarmi in nessun paesaggio, voglio vedere tutto il mondo perchè so che non ho molto tempo, quindi tanto vale usarlo tutto per qualcosa che sia  sempre nuovo. Quindi scusatemi se non so stare nella vostra cantina, io ho un mondo che mi aspetta, perchè sono solo un ragazzino che non deve rientrare nelle regole della vostra vita, ma invece può vedere quelle di tutti per magari scoprire che nessuna faccia per lui.. chi lo sa? magari il mondo non fa per me, sarebbe ironico scoprirlo l’ultimo giorno, sarebbe la battuta più grande di sempre.

voi persone precise, che ordinate il mondo che conoscete in tanti schemi dettagliati, con infinite regole volte alla legittimazione di un’esistenza sicura e stabilita nei limiti della facilità, avete rinunciato allo schema universale, a quello che mette insieme tutto e che possa cambiare tutto rendendo possibile ogni cosa… perchè è difficile, probabilmente impossibile! Voi non sbagliate mai, perchè avete smesso di crescere. Vi siete arresi. È un vostro diritto, senza infamia nè lode. Ma non fa per me, preferisco passare una vita ad aver torto, illuso che sia possibile ogni cosa, sognando universi che nemmeno devono essere reali, piuttosto che arrendermi all’ idea che la vita sia solo raggiungere una situazione soddisfacente di cui è meglio prendere tutto quello che riesco, difendendola sino all’ infamia.  Come Cesare vi siete accontentati, tornando a Roma farvi belli agli occhi della plebe, avete ucciso l’anima di un ribelle e l’avete soffocato nel silenzio e nell’ ignominia, perchè sapete che Vercingetorige non si sarebbe fermato per farsi acclamare. Si siete tornati a roma e vi siete intitolati Augusti, ma sapete che il barbaro guerriero avrebbe voluto di più. Avete costituito un impero grande, ma vi siete fermati perchè vi pareva abbastanza.. ma oltre il mare del Nord c’erano nuove terre, e ce n’erano altre oltre il deserto dell’Egitto e oltre il Mar Rosso… potevate scoprire il mondo intero invece vi siete solo fatti accontentati del poco che avete arraffato. Era un piano perfetto, finche non avete trovato il gallo della rivolta, l’uomo che ha sfidato Roma solo perchè pensava che fosse possibile.. e vi ha terrorizzati,  vi ha costretti a chiudervi dentro le mura.

E questa consapevolezza ora vi fa sprezzare chi non perde tempo nell’essere perfetto, perchè invidiate questo coraggio e questa libertà, cui voi avete rinunciato in cambio del quiescente e comodo status di adulti. A voi la gloria ed il potere se vi fa felici, io voglio il mondo.

Noi che ci prendiamo a letto dal lavoro dopo le serate balorde, noi che accavalliamo migliaia di impegni riuscendo ad essere imprecisi in oguno, noi che sogniamo ad occhi aperti dimentichi delle routine quotidiane, noi che la nostra vita è un delirio disorganizzato perchè non smettiamo di cambiare e perchè comunque non saremmo organizzati a nostra volta, noi dalle mille storie inconcludenti che ci lasciano sensi di colpa e frustrazione, pronti ad innamorarsi al primo sorriso di una sconosciuta che non avevamo mai visto prima, noi che la vita è una battaglia continua fatta di scelte impossibili e dall’ esito esasperante, noi che due ore sono troppe nello stesso posto, e non sono abbastanza per veder cosa c’è in giro, noi che non abbiamo la più pallida idea di dove andremo a finire, sicuri solo di voler partire per quel viaggio, noi che non abbiamo smesso di sognare solo perchè c’era da stare dietro agli altri, noi che rendiamo il mondo un luogo improbabile, probabilmente non capiremo mai cosa sia la vita ma almeno non ne abbiamo paura e la viviamo più degli altri.

 

 

come, se, forse

 

L’ ho vista che camminava mentre ero fermo nel traffico, una piccola figura che si muove titubante in un mondo caotico, una grazia che sembra fuori posto.. come un gattino, cucciolo, che cammina sull’erba alta: dolce ed armonico, ma che zampetta incerto alla ricerca di un appoggio sicuro; così lei camminava come se dubitasse di ogni suo passo, quasi non fosse esattamente sicura di dove stesse andando; aveva la testa leggermente china, non ho visto bene l’espressione del viso, ma scommetterei la mia vespa che fosse triste; era dall’altro lato della carreggiata, ogni tanto ha alzato gli occhi per guardare più avanti.

Erano le sette e mezza e il sole ormai si vestiva di rosso, io ero in colonna al semaforo lei camminava nella mia stessa direzione, io avanzavo di dieci metri per fermarmi nuovamente in colonna mentre lei camminava, così ogni 30 secondi lei tornava dentro il mio campo visivo; questo per 5 o 6 volte: il tempo sufficiente per costruire un film mentale, per pensare a “ come sarebbe se”, per immaginarla sorridere, per architettare come farla sorridere.

E più la guardo, più vorrei che scostasse i suoi capelli dal mio lato del suo viso, avrà più o meno la mia età, forse qualche anno in più, e più ci penso più mi sembra triste, anzi, non è proprio tristezza, io la definirei più rassegnazione, ma è solo un’opinione così… a caldo, senza nient’altro che il tempo tra un cambio di marcia e l’altro… è incredibile la dolcezza dei suoi movimenti, quando tira fuori il cellulare dalla tasca , sembra lo faccia con l’intenzione di non vuole disturbare di nessuno, quando si volta per vedere chi ha suonato il clacson nella bolgia del traffico, lo fa lentamente, come non volesse sembrare indiscreta.. come se volesse essere del mondo, ma senza voler fare a tutti i costi la protagonista,ma una semplice comparsa che si accontenta di esser parte del tutto, pur sapendo che non le si addice.

Ormai sono davanti al semaforo, anche lei, quello per i pedoni, sta per attraversare, circa sette metri di spazio di fronte a me.

La fisso, voglio che si volti;la fisso voglio vedere tutti i suoi lineamenti; la fisso, voglio sorriderle;la fisso, voglio che mi sorrida; la fisso, voglio che sappia che esisto; la fisso e lei è dall’altra parte; la fisso, lei mi da ormai le spalle; la fisso ma ormai è verde.

Lei è andata, io sono uscito dalla rotonda, lei per la sua strada, io per la mia. Non ho saputo niente di lei, ma ho immaginato tutto, lei non sa che esisto e qualcuno non sa perchè non sorride. Forse se io fossi uscito dalla mia paura di fare qualcosa di imbarazzante, forse se lei avesse guardato il mondo oltre ai suoi problemi…ma coi “se” e coi “ma”non si va da nessuna parte.

Adesso che lo scrivo, penso solo all’ironia della vita: siamo tutti irrimediabilmente soli; abbiamo tutti bisogno di non sentirci così. Non possiamo uscire dalla nostra mente, non possiamo entrare in quella degli altri. Siamo confinati dentro noi stessi, per quanto desideriamo, per quanto in realtà possiamo fare, non possiamo che essere noi stessi di fronte al mondo; basterebbe semplicemente uscire da se stessi, trovare un nuovo baricentro, per soddisfare quello che cerchiamo; ma come possiamo cercare di soddisfare noi stessi abbandoniamo noi stessi? Io non lo so, non so se mai rivedrò lei, non so se lei saprà di me… però cazzo! Anche solo immaginarlo è già qualcosa in più.

 

VIAGGIO

quando perdi te stesso, puoi solo partire per un viaggio interiore per ritrovarti ( ammesso che ti ricordi dove ti sei lasciato -.-).

ho mollato l’univeristà, anche se c’è chi dice che lei abbia mollato me, solo perchè di solito le donne fanno così.. COMUNQUE SIA BEN CHIARO CHE ME NE SONO ANDATO IO E NON SONO LORO AD AVER CACCIATO ME… (questo solo perchè son stato più veloce XD) comunque quello che è fato è fatto, sennò gli passo io la marijuana; tutto sommato mi l’ho superata bene.. anzi mi sent quasi meglio, adesso ho un lavoro, riesco a fare quello che mi piaceva fare prima, andare via in bici, allenare i bambini, leggere, per il sesso ci sto ancora lavorando… -.-
sapete esistono delle persone che programmano la loro vita anno per anno, sapendo esattamente cosa avrebbero fatto e come ci sarebbero riusciti; beh io non so neanche quando riuscirò a farmi la barba! Però l’avevo programmata bene la mia vita, laurearmi, fare il servizio civile, lavorare come infermiere per tre anni in area critica per poi poter andare a lavorare con emergency e girare il mondo per una decina d’anni, dopo di che mi sarei imbarcato come infermiere di crociera fino a mettere via abbastanza soldi per iscrivermi di nuovo all’università e laurearmi in archeologia ( la mia passione) e diventare un Indiana Jones! E invece è andato tutto a puttane ( l’avrei fatto anche io… ma non ho abbastanza soldi -.-), quindi adesso devo riprogrammare il futuro… il che di fatto è stato destabilizzante all’inizio, però effettivamente attualmente sto vivendo alla giornata, e sto riuscendo a fare molte più cose di quante non ne facessi prima! Ho accolto l’ingestione e l’ingestione ha accolto me, e ora vivo in coerenza nel mio caos. Non ne sono ancora sicuro, ma credo che di sentirmi libero come non mi sentivo da tempo… il che è un modo elegante per dire che ora come ora non ho più obbiettivi da fallire… tipo il protagonista di dodgeball.. solo che io non ho una gnocca pazzesca che si sta per scoprire innamorata persa di me…
ad ogni modo è interessante scoprire che il limite tra salvezza e perdizione è così relativo che per ora mi considero perso nella salvezza.. non so se considerarmi un fesso per avere sfanculato un discreto futuro, o fortunato nell’avere la possibilità di rimodellare la mia vita.. faccio un esempio tera terra: adesso mi sono riciclato operaio, sto prendendo i primi stipendi seri della mia vita, la parte seria di me ( quella che ha superato i 16 anni) mi dice di fare parsimonia, di mettere via tutto per ricominciare l’università non appena avrò modo, ma c’è un’altra parte di me, quella felice, quella fancazzista e bighellona che mi dice di spendere i soldi in cose come la palestra * o una lambretta ( e questo è romanticismo!) e mi sembrano estremamente sagge e ragionevoli entrambe! Uffa… vabbè, son sempre stato pieno di problemi, sono sempre riuscito a rimandarli o a scaricarli a qualcun altro, ci riuscirò questa volta ( penso che darò la colpa a mio fratello, ha sempre funzionato… male che vada la darò al’altro XD e poi dico che è stata un’idea del primo).
Per ora non c’è molto altro da dire, no ci sarebbe ma no ho ancora trovato scuse per quello che manca, quind- ah no! Che figata sono andato a vedermi i PeterPunk! Ho passato buona parte dell’adolescenza ad ascoltarli in cuffia, e li ho visti dal vivo, è stato quasi commovente.. peccato che ci fosse un pubblico di merda… grosso modo son riuscito ancora ad essere tra i peggiori.. e ora mi mancano soltanto i Talco e i rancid per completare la lista dei gruppi che devo vedere almeno una volta nella vita, detto questo passo e chiudo, stavolta lascio con un linK:

*sì, ammetto che si tratta solo di superficiale vanità nell’immaginarmi muscoloso.. e no, non me ne vergogno… so essere estremamente banale.. ecco, l’ho detto e si fottano tutti i moralisti.

DEVO DIMAGRIRE

non è che io voglia passare per il vittimista polemico che pensa che tutto vada per il verso sbagliato perchè sololuisacomedovrebberoandarelecoseperchèilmondogiriperilversogiusto, però cazzo!

Io non non dico che le donne siano tutte ochette irretite dalla perversione dei media, ma devo ancora conoscere la ragazza che non ha mai pronunciato la frase : devo dimagrire.. ora, ammetto di essere di parte e preferire le ragazze in carne, ma porca puttana! Possibile che questo l’obiettivo ultimo che ha ogni fanciulla con cui ci si può relazionare? Voglio dire 5/10 lo dice una ragazza in perfetta forma, 2/10 lo dice una ragazza carina che sa benissimo di non averne bisogno, 1/10 lo dice una ragazza così magra che se scoreggia da seduta, parte come il lancio di uno shuttle, e il restante 1/10 lo dice una ragazza che di fatto può dimagrire per essere obiettivamente in forma. Ora non è per fare il solito discorso misogino, ma come sempre quando si tratta di donne e coerenza logica è meglio parlare di filatelia.

Ora, magari sono io che ho sfiga e mi attiro solo donne represse e infelici, però questa frase l’ha detta la mia ultima ex, la mia migliore amica, la migliore amica della mia ex ( potrei inserire la mia ex migliore amica, ma questo è un concetto più femminile, perciò non godo di questo tipo relazione, ma se avessi potuto usurfruirne, questa donna avrebbe voluto dimagrire…. e poi come cazzo si fa a diventare ex migliore amico????? ), la mia infermiera, la mia dottoressa, la mia maestra delle elementari, mia zia, mia cugina, mia madre, mia nonna prima della demenza senile… ( suppongo, con un certo grado di aspettativa nell’aver ragione)… perchè poi, se la cosa si limitasse ad essere un prececoncetto pseudo paranoide che resti sono nella mente di una donna, mi andrebbe anche bene… MA NO! NON è COSì: LORO TE LO DICONO E POI SI ASPETTANO UNA RISPOSTA!

Capito? Tu sei li beato che pensi ai cazzi tuoi, felice della semplicità della vita, poi arriva una di loro, con un pretesto, (ed è un pretesto! È chiaramente intenzionale l’evoluzione del discorso, magari non è consciamente volontario, magari è tipo un virus, un batterio o che cazzo ne so… impone a loro di farlo, di parlarne, di cercare una soluzione ad un problema che non esiste, e dal momento che non esiste, non esiste neanche la soluzione! )perciò tornando al semplice portatore di scroto, si pone una cosa che non sa affrontare, perchè gli uomini son così, non possono avere questo tipo di problemi:

  1. perchè non li comprendono
  2. perchè sono troppo avanti, noi magari ci chiediamo quale sia il significato della vita, da dove sia partita l’esistenza, qual’è il futuro della specie umana: problemi semplici, indagabili e che potrebbero avere una soluzione…ma creare un problema che non esiste, cercando di risolverlo .. no, non è da noi. Come per noi ci sono 5 colori: blu, rosso, verde, giallo,nero e bianco! il rosso vermiglio, il beige (anche l’arancione è già troppo), il grigio antrace etc.. sono archiviati nella nostra mente come “l’altro colore delle scarpe di lei”.

Quindi, ad un certo punto la felice vita dell’uomo si scontra con violenza inaudita di fronte allo stupro psicologico di lei che aspetta il tuo commento… tanto andrà male comunque: perchè se dici che ragione, allora sei uno stronzo insensibile, se dici che non è vero o sei bugiardo, o ti guardano come se tu fossi un povero idiota che purtroppo non ci arriva…io personalmente ho imparato una elegante tattica di fuga, che lascia solo il dubbio che la specie maschio sia stronza e idiota: fingo che mi stia telefonando mia madre, quando invochi tua madre subito le ragazze, dicono “ah.. fai pure” e assumono un’espressione seria e sobria.

Altra cosa mi fa imbestialire, le ragazze “devo dimagrire”, lo dicono, lo pensano, e credo che spesso ne siano convinte; ma non ce la fanno, perchè se le si osserva con attenzione, la maggior parte di loro effettivamente mangia meno, però o lo fanno con cose tutt’altro che dimagranti ( tipo dolcetti kinder, patatine e simili al posto di una pastasciutta… cheamesemicaviilmioettoemezzodispaghettiquandofiniscoilturnoinospedaletimasticoanchelecartilagginidellamano!!) o lo fanno più spesso ( a volte anche di nascosto perchè si sentono in colpa.. infatti la famosa mela dell’eden, non era per la tentazione del serpente, e perchè sta creatura c’aveva fame perchè in sette giorni dio ha creato il mondo, ma l’ottavo la donna ha inventato la dieta -.-).

in conclusione, io ho anche provato a chiedermi perchè lo facciano, ma mi si è prospettato un algoritmo matematico che pareva tipo la prova equazionistica dell’esistenza della possibilità di rimettere il dentifricio nel tubetto, ho lasciato perdere, anche perchè metà del mio cervello ( all’incirca dodici neuroni, però uno è un po timido e non dice mai la sua) è ancora ferma alla diferenza tra lo smalto color indaco e quello blu cobalto… è inutile, sorridi, si carino e ringrazia tua madre se vuoi evitare l’ira di una donna.

Roger,

passo e chiudo.