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GIURO CHE DOPO QUESTO, RICOMINCIO A STUDIARE: odio l’arte medievale

Non so voi, ma io sono tipo da buoni propositi per l’anno nuovo, sono un rigido osservatore dell’ipocrisia buonista del “ quest’anno mirimettoin formasmettodifumarestudiotuttiigiornieinizioadandarealettopresto!”, uno stacanovista che esordisce il 31/12 in “ stasera bevo poco e sto tranquillo” in modo da poter giurare il 1/1 “ io non berrò mai più”. Credo che i buoni propositi dell’anno nuovo siano l’inevitabile e fisiologica conseguenza della mattanza gastroenteroepatica delle feste invernali, quella tragedia che si sarebbe potuta evitare se avessimo tutti ascoltato Massimo Cirri a Radio Caterpillar,  (vabbè  che io faccio parte di un ambiente culturale per cui ogni scusa è buona per bere bicchieri in più*, e non mi riferisco alla regione veneto, mi riferisco ad un ambiente  che si distingue in questo all’interno della regione veneto; perciò fate voi i vostri conti!): è una folle ritualità che si ripete due tre volte a settimana: antipasto, primo,secondo,contorno,dolce,caffè,ammazzacaffè e bicchiere della staffa! Naturalmente non è che si possano fare brodini e minestrine, insalate e crostini leggeri… Servono carne fritta nello strutto , salse balorde, dolci fuori luogo, farciture inappropriate e condimenti deplorevoli! Questo inoltre rappresenta due facce che riguardano la stessa infausta medaglia:

1 bisogna mangiare tanto, così il tempo di parlare è poco e si evitano discorsi disagevoli: tipo quelli con persone appena conosciute, sulle quali si deve fare buona impressione dal momento che si tratta di un momento sociale ( tipo l’amico gay della morosa di nuova forgia dell’amico di sempre) o quelli con persone incomode, ce n’è sempre uno ad ogni cena! Intendo quello che non si sa se chiamarlo perchè fa discorsi stupidi, o perchè si ubriaca e disfa il divano o perchè gli puzzano le orecchie etc… ma che comunque si invita perchè c’è qualcuno che fa il buonista e con questa gente c’è poco da ragionare.

2 bisogna farlo con tutti ovviamente  non basta la cena di natale in famiglia, bisogna farlo coi parenti di mamma, coi parenti papà! E vogliamo togliere la cena di natale con gli amici? E i colleghi? Chi ci pensa ai colleghi? Il governo? Eh? Quelli del calcio? Sono gli stronzi del quartiere loro? E così via a seconda di quanto siete partecipi all’interno della vostra comunità!

E così mentre nessuno pensa alle conseguenze prime di questo scempio cardiovascolare, abbiamo la possibilità passare del tempo come persone che non vedevamo da tempo! È quello che davvero mi piace del natale ( oltre al non andare a lavorare, ovviamente), ho sentito le storie  di queste persone e ho raccontato loro le mie ( perchè in realtà il tempo di parlarsi è una convenzione, si trova sempre quel che basta a guardare qualcuno negli occhi e farsi spiegare come sta e perchè); ascoltando quanti festeggiavano con me ho dovuto fare i conti con gente che ha fatto cose pazzesche come dimostrare al governo inglese la validità della candeggina nella pulizia del gabinetto ministeriale, gente che ha vinto il dottorato di ricerca delle batterie del telecomando, o che ha guadagnato abbastanza da comprarsi la macchina del caffè della mercedes! Capite che diventa difficile presentarsi e dire “ sì, io ho imparato a colorare i dentro i margini, conto di riuscire a finire un cruciverba per dicembre dall’anno prossimo!” continuando a sentirsi uno che sta diventando grande. mi è anche capitato di incontrare persone con un vita  talvolta completamente disconnessa dalla realtà dei fatti! E comunque uscirne con la dignità di chi ha il diritto di stare al mondo nel modo e nella misura in cui costruisce la propria felicità. Mi è anche capitato di ascoltare chi sta peggio, chi deve affrontare quelle cose troppo grandi per poter ammettere “ non ce la faccio”, perchè da quelle piccole uno può tirarsi indietro e sentirsi bene, quelle di cui parlo io sono quelle umane, quelle per cui di si ama e si spera, si soffre e si piange, si combatte e si perde, si ride e si abbraccia il mondo e a volte ci si arrende e si vince lo stesso ; sono quelle cose che davvero tutti abbiamo in comune eppure sono quelle che davvero ci connotano come individui unici ed irripetibili, quelle che ti fanno sentire la persona che sei.

Oggi è il mio compleanno, per altro ho raggiunto l’età che aveva Gandhi quando è diventato vecchio come me (può sembrare una cosa normale, ma questo non vuol dire che non se ne possa trovare un motivo per pensare). Guardo questi anni passati a crescere: ho fatto cose degne di nota, qualche volta negativa ma molte di più positiva, molte cose potevo farle meglio, ma è anche vero che finchè ho margine di miglioramento ho possibilità di crescere ancora. E mi piace crescere, è un po’ come capire come è andata e perchè … quando ero un adolescente avevo una voglia folle di sentirmi autonomo e grande: non ci sono mai riuscito e proprio quando ho iniziato ad ammettere che non lo ero e perchè non ci riuscivo, è arrivato il momento di iniziare ad  arrangiarmi; adesso in questa proto-adultezza sto combattendo come un demonio per potermela cavare da solo… hahahaha non ho la più pallida idea di come andrà a finire! Mi piace pensare alla mia vita come una ragazza più grande, che mi tratta un po’ da ragazzino, che sa come affrontare le cose difficili,  ma non me lo dice, perchè secondo lei perchè devo farlo a suo modo e a suo tempo ( stronzetta arrogante); mi fa incazzare come una biscia perchè ghigna divertita, mentre io divento matto quando succede qualcosa di nuovo ( tipo imparare a fare una lavatrice o pagare in tempo le bollette). Ha i capelli rossi ed è una tipa difficile, sta schifosa mi piace un botto!

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GIORNATE STINFIE

a volte,  di solito il venerdì, le nuvole coprono tutto il cielo ed è abbastanza scuro perchè i corpi non proiettino ombre al suolo; poi, senza un motivo apparente, si apre un piccolo spiraglio ribelle che comincia ad allargarsi fino a lasciar vedere oltre il cupo manto grigio che ti sovrasta, per farti scoprire che, a volte,  sopra le nuovole ci sono semplicemente altre nuvole. 

Era mattina, una qualsiasi mattina… difficile, brutta e iniziata male; ci sono giorni in cui alzarsi dal letto è l’unica alternativa, di solito quella sbagliata. La sveglia suona,  mi presento di fronte allo specchio cercando un barlume di intelligenza in un volto che manifesta uno stato di coscienza deplorevole; rassegnato e quasi colpevole, mi lavo la faccia, senza beneficio… Con le capacità di coordinazione di Rafiki ubriaco al matrimonio di Mufasa*, gestisco il vestirmi , la colazione e l’ uscire di casa: in ritardo, con i baffi sporchi di dentifricio e i calzetti spaiati.

Giusto per capirci: fine febbraio, la voglia di vivere  era andata a preparare la cena per l’epifania, sicchè  alla fine eravamo rimasti io e gli esami (io più che altro ero amico delle feste, non è che siamo proprio in confidenza io e gli esami), vi lascio immaginare l’imbarazzo… beh insomma, ciondolo sonnacchioso sino alla macchinetta del caffè nell’atrio della biblioteca per raccimolare miseramente  cinquanta cenetesimi da tutte le  tasche di pantaloni, giacca e felpa ( non ho avuto il cuore di aprire il portafoglio!)!  Infine esultande, mi faccio versare una dose di bitume che ormai per affetto chiamo caffè ; mentre esco nel patio della biblio, il bicchierino fumante mi strappa un sorriso e, tutto contento e gongolante, mi accoccolo in un angolino sugli scalini, a crogiolarmi in questo tepore confortevole oltre la soglia del personale: un piccolo spazio di intimità prima di accendermi definitivamente. Sì mi sembra di potermelo permettere, tanto quanto dura? Due, tre minuti al massimo! Mi siedo, sorseggio il caffè bollente e svappo nuvole burrose dalla sigaretta elettronica mentre mi perdo nei meandri di qualche ridondante sega mentale.

intanto, spuntando dal mezzo dell’ umidità quasi fosca che permea l’aria nel primo mattino negli ultimi giorni d’inverno, arriva paseggiando una tipetta bruna, dall’aria furbetta e le intenzioni sbarazzine: alta un metro e due pompelmi, 45 kg di arroganza trattentuti da giacca in pelle e jeans. Rallenta sinoa fermarsi a poco da me, si accende un sizza e aspira la prima sigaretta della giornata calandosi i ray-bon sugli occhi. Devo dire di averla trovata molto attraente sin da subito, non mi sarei mai aspettato che di li a poco ci saremmo avvinghiati nelle effusioni dell’amplesso sessuale… infatti così non fu.  Questo infatti non è uno di quei racconti in cui un giovane protagonista affronta le impervie della sua vita, realizzando se stesso attraverso la trama della vicenda, no è stato solo uno spiacevole capitombolo della mia già umile autostima; praticamente io ero seduto impippato sul ruolo del sistema economico mondiale nelle scelte educative del ministero dell’istruzione di una nazione, quando mi accorgo che questa graziosa fanciulla mi guarda ghignando; la scena seguente è un po’ confusa, nel senso che dovete immaginare che io ero inerpicato nell’alto di ipotesi basate su dei forse, e.. tipo.. si lei mi ha colto alla sprovvista e diciamo che ho fatto un piccolo guazzabuglio: mi ero tipo convinto di averla rapita con il mio charme navigato e, fino a qui, sono sicuro di dove ho sbagliato la prima volta (i fatti si accavallano tra loro negli istanti successivi), poi sono successe altre cinque cose:

  1. Io mi sono chiesto cosa effettivamente vi fosse a in me di attraente, solo che non so se questo sia successo “ ad un certo punto… per cui” o se sia avvenuto “ infatti.. visto che” ( continuate a leggere!)
  2. Mi sono leccato compulsivamente i baffi
  3. Leccandomi i baffi ho sentito il gusto di dentifricio
  4. Lei ha detto qualcosa sui miei baffi
  5. Se ne è andata via ridendo mentre io ero impegnato a ricomporre i passaggi di questa infelice scena della mia vita.

Ho trovato questo aneddoto un buon invito a fare delle considerazioni sulla mia vita,  metto un bel “forse parteciperò” e intanto però guardo gli aggiornamenti mentre decido se farlo o no. in tutto questo c’è una morale che non sembra davvero pertinente alla parte che ho avuto in questa vicenda, ma considerando che io sono anche quello che ha suonato al conservatorio per sette anni, prima che qualcuno aprisse la porta per dirmi che ero fuori tempo, posso bella mettere affermare che : non importa quanto male tu sia preso, non conta quanto in basso sei sceso nella scala sociale,  perchè avrai sempre la possibilità di giocartela, che tu poi tu non ne sia all’altezza questo è un altro discorso!

 

 

 

* per altro la vicenda è collegata ad un diverbio che nacque tra rafiki e il piccolo Dumbo: la scimmmia già alticcia fece dei commenti poco lusinghieri verso le orecchie del piccolo pachiderma le cui difese furono prese da tarzan e tantor, insomma ne venne fuori letteralmente una bega politica che costò a Mufasa la perdita del cimitero degli elefanti dalle terre del branco.

 

9496.5 ORE IN TUT

secondo la mia carta d’identità sono nato 26 anni fa;

dunque, premettendo che  io non voglio passare per il solito intellettuale eclettico dal forte sprito autocritico ( anche se diciamocelo, è questo mio charme carismatico da grande pensatore che mi ha reso celebre ed amato dalla gente del mio tempo),  premettendo che il numero 26 è veramente un numero anonimo, cioè boh non ha canonicità letterarie/religiose/matematiche a me note, non è un numero primo, non è legato a date, arti o cheddiavolonessòìo di interessante per cui valga la pena parlarne… ( per cui legittimamente qualcuno potrebbe chiedere “ allora che cazzo stai scrivendo a fare?”) e premettendo infine che sto scrivendo quanto ha preceduto e quanto segue anzichè studiare ( per cui ho appena risposto alle legittime delegittimazioni dell’ “allora che cazzo stai scrivendo a fare?” mio scrivere), PROCRASTINO CATEGORICAMENTE LA MIA ENTRATà NELL’ETà ADULTA! penso che chiunque mi conosca, converrebbe con me che  non è possibile che io abbia già un età per cui legalmente potrei convogliare a nozze ( tranquilli non c’è nemmeno il preludio dell’ombra di un possibile rischio nella legge dei grandi numeri che succeda, devo altresì dire che questo è un punto vincente che va attribuito al genere femminile!) o addirittura essere responsabile per un’altro individuo in qualsiasi altro modo…(vi ricordo che io sono quello di “mamma ho perso la patente”).

eppure, tecnicamente, sono più vicino ai trenta  di quanto sia distante dai diciassette(?) ( età per altro di cui non esistono prove della mia presenza.. a parte la prova Invalsi, ma tanto avevo copiato anche il nome dal foglio di Laura!)

Io credo che la mia età anagrafica rispecchi più le ambizioni politiche della mia famiglia che un vero e proprio stato di maturazione individuale; ho iniziato a supporlo quando mi hanno raccontato come son nato: i miei genitori volevano farmi passare per femminuccia,  l’esame anatomico avrebbe lasciato  gli spazi sufficienti per dubbi coerenti, ma dopo il parto, invece del primo pianto, ho fatto il primo ruttone.. alla fine l’ostetrica la sberla l’ha data a mio padre ( Cui ha fatto seguito quella di mia madre.. mio padre tutt’ora non sa perchè, mia madre sì), porto inoltre, a suffragio dell’argomento “TENDENZIOSE ED E INFIDE  intenzioni dei miei genitori” il fatto che abbiano agito per farmi diventare dislessico, insegnandomi solo a scrivere e non a leggere;  a me non ha mai pesato molto questa scelta educativa… alla fine ogni tanto devo chiedere ad altri “ scusa, ma secondo te che cazzo ho scritto?”  o fare figuracce quando facendo la spesa, chiedo al  banco pane leggendo dalla lista “ 3 metri  di poliuretano rettificato”, ma volete  mettere con le grasse risate che mi son fatto ogni volta che l’enel mi ha mandato la bolletta?   Una volta mi hanno persino telefonato per chiedermi la lettura del contatore… hahahaha… avevo le lacrime agli occhi mentre l’operatore finiva il rosario dei suini e cominciava con quello dei canidi! In cambio i miei genitori son riusciti a superari certi inconvenienti per il nostra cartello di lama dall’america latina, motivo grazie al quale sono noto nell’emisfero australe con il nome di “el bandana”.  Inoltre ho anche la prova empirica, ultimamente questa cosa del crescere mi aveva dato un po’alla testa, ho iniziato a fare cose tipo lavorare, prendere decisioni, comprare il tappetino per la doccia e altre azioni futili che servono a riempire il vuoto di un età che rende ovvia ogni cosa e stupido ogni sogno. Non serve dire che i risultati siano stati a dir poco imbarazzanti, non voglio essere frainteso, crescere mi piace ed è un sacco mi diverte,  ogni tanto mi rende anche felice perchè statisticamente arrivano le botte di culo… però non ne do fuori! Quando parlo non so mai se sono residente o domiciliato, mi faccio la camera lunedì e mercoledì non so se ho dormito nel letto o nel mucchio della roba pulita ( il venerdì potrebbe essere quello della roba sporca), continuo a non capire quale sia la differenza tra molise e basilicata e soprattutto quando sento parlare di responsabilità penso inevitabilmente a Peter Parker!!  Non ce la faccio a prendere seriamente la vita degli adulti, boh.. non ne vale la pena…

Potrei continuare elencando molti altri indizi a prova della mia piena gioventù, dal disordine nella mia camera  e nella mia vita, attraversa la mia innata attrazione verso seni esageratamente grossi, costeggiando la mia indole pigra e secante l’accidia, svoltare dietro all’angolo della mia superficialità per intasarmi nel traffico della mia impulsività! Ancora nei tornanti del dubbio, per scollinare nella vetta dell’entusiasmo  prima di iniziare la discesa della distrazione e perdermi infine nella rotonda della fantasia.. ma  se c’è una cosa che davvero mi ricorda quanto devo crescere è il senno di poi ( altrimenti noto come  lalungalistadellesceltesbagliateechestupidehofatto): finchè continuo a sbagliare, finchè continuo a dover imparare a fare le cose, ci sarà sempre novità, ci sarà sempre un prima volta e vaffanculo meglio stupido che annoiato, potrò anche essere in ritardo rispetto alle vite di molti, ma se sono abbastanza indietro da poter mandare in vacca ogni scelta che ho preso e ricominciare daccapo vuol dire che sono ancora libero abbastanza per avere ancora tutto il tempo che voglio! Mentre gli adulti formalizzano con solennità ogni scelta per cui temono di non aver tempo cui porre un eventuale rimedio, rivestono di responsabilità quella che è un’inesorabile rassegnazione ad un tempo cui rinunciano in cambio di comodità. No meglio una vita di stenti in cui ogni cosa è possibile che fermarsi dove si sta bene col terrore che qualcosa cambi e mandi tutto a puttane e questo mi rende più fico di qualsiasi vetusto portatore di magliette della salute!  siate prudenti ed accorti nella vostra rassegnazione io ho ancora tempo.

I 5 MINUTI DELLA VERGOGNA E L’OTTAVO SACRAMENTO

ore 5.30, suona la sveglia.. strappato dal piacere ossequioso del sonno, guardo la finestra e vedo che fuori è buio, un buio umido e denso che aspetta solo di appicicartisi addosso quando uscirai di casa.  Tra un’ora inizio a lavorare… mi serve un attimo per capire dove sono le gambe e dove si trova la testa,  guardo l’orologio: sono le 5.32, sbatto gli occhi perchè le palpebre non cadano inesorabili di fronte ad una pupilla già stanca; riguardo l’ora, sono le 6.21, tra nove minuti inizio a lavorare… un suino capace di miracoli saluta la Città e un nuovo giorno.

Ancora una volta sono stato tentato e vinto dall’ edonico sprazzo dei “5 minuti della vergogna”. L’esistenza di un’altra dimensione, adiacente a quella della vita quotidiana, è stata nascosta agli occhi del mondo ancora dall’ incidente di Roswell, New Mexico 1952; sebbene a tutte le nazioni del pianeta fosse stato riferito del ritrovamento di un veivolo alieno, il governo degli stati uniti stava invece insabbiando la verità, cioè che esiste un mondo diverso da quello che abbiamo misurato e calcolato con la nostra scienza e la nostra matematica, ma temendo ad un soverchiamento dei canoni gerarchici che essi stessi si sono costruiti servedo questo segreto, decisero di celare la verità che lega uno scaricatore di merci, un echidna e un carico di chetamina partito da  roswell,  con destinazione a Santafè!

Ciò di cui parlo, si tratta di un’anomalia temporale, legata ad una non ben indentificata capacità del nostro cervello, capace di piegare il tempo, ma non i vestiti del bucato, e di far scorrere in 5 minuti anche diverse ore senza! Senza alterare il continuum spazio temporale, per giunta! Il nome fu inventato da Enrico Fermi una fresca mattina di marzo, dovendo spiegare ai ragazzi di Via Panisperma perchè si fosse presentato in laboratorio alle 10.47, anzichè alle 8.00 come tutti gli altri. Il fisico raccontò di essersi svegliato come sempre alle 7.00, ma vedendo entrare in camera un maschio di echidna adulto che ululalava in preda alla stagione degli amori, decise di concedersi 5 minuti di sonno in più, svegliandosi però alle 10.26.  Non sapendo spiegare cosa fosse successo per quelle tre ore e imbarazzandosi alle domande su cosa fosse un echidna e cosa fosse successo all’animale in calore, lo scienziato decise di ripetere l’esperimento in una camera controllata assieme ai suoi collaboratori; il celebre professore si addormentò mettendo la sveglia per le 19.00 di quella stessa sera. I risultati furono sconvolgenti:

il professor Fermi svegliatosi e vedendo questa volta un caimano preso dalla stagione degli amori, decise di concedersi altri 5 minuti di sonno; si svegliò alle 21.56, quando alla porta suonò il ragazzo delle pizze che aveva portato la cena per il team; per quasi tre ore nessuno si era accorto che il professore fosse a letto ancora addormentato! mentre tutti si chiedevano dove fosse, chi per un motivo o chi per l’altro, nessuno aveva pensato di chiamarlo al cellulare. Neanche del caimano non si seppe più nulla.

Non sapremo mai cosa sia successo a Roswell o dove sia l’echidna del professor Fermi, ma il tempo è giunto e i cavalieri dell’ottavo sacramento sono stati mandati  sulla terra per rompere ogni mistificazione: si tratta di un ordine militare antico come il mistero della vita, la Bibbia e la Chiesa ne hanno falsato la storia, per obbedire al potere dell’ordine e della normalità, in modo da renderci tutti gli obbedienti soldatini che si alzano quando qualcunpo glie lo comanda! Tutto iniziò nella Genesi, quando il Signore, stanco di veder Adamo non fare una beata minchia tutto il giorno, decise di portarlo a pesca.

  • mi raccomando adamo, domani al sorgere del sole ci troviamo qui che ti insegno come si fa una lenza, non fare tardi che devo sistemare un echidna un po’ eusberante nel pomeriggio!

Il giorno dopo, quasi un’ora prima che il sole sorgesse, adamo si sveglio vedendo accanto a sè un echidna che sbatteva le vibrisse sorridendo maliziosamente; tra sè e sè pensò di potersi concedere ancora qualche minuto prima di alzarsi dal letto… Adamo si sveglio alle 11.27 in preda al panico; corse al luogo dell’appuntamento dove trovò Dio incazzato come una jena che ascoltò la storia dell’echidna per poi montare su tutte le furie! L’Altissimo prese la sua creazione tra le mani e glie ne diede tante, ma così tante che le montagne si costruirono e le costruzioni si montarono. Poi lo depose a terra e costruì la prima donna da una costola del prima uomo. Infine dio disse ad Adamo “Adamo questa è la donna, verrà con te sulla terra per ricordarti che ti dovrai alzare presto e che avrai un’ora oltre la quale non puoi dormire più, e ogni giorno obbedirai ossequioso al tempo che passa, troppo impegnato a non perderlo da non poterlo comandare” . E così, il giorno dopo, Adamo si svegliò sulla terra rincoglionito dal sonno  e fu in ritardo. Il primo uomo salutò il primo lunedì della storia celebrando la gloria dell’ottavo sacramento con tutta la grazia di cui i suini son capaci.

E ancora oggi, milioni di persone, in tutto il mondo, rendono omaggio questo grande ribelle compiendo l’ottavo sacramento! Tutte le mattine evocano improbabili divinità ovine o bovine! Osano sbirciare nei “5 minuti della vergogna”, solo per assaporare per pochi istanti la beatitudine di un mondo di sogni dove tutto può succedere di nuovo e tutto può essere bello. Uomini che preferiscono inseguire i loro sogni fino all’ultimo istante, anzichè chinarsi servili difronte al simbolo della sottomissione quotidiana, la sveglia. Solo per desiderare di essere liberi e non dipendenti, sotto una sirena di inizio turno, dietro le porte di un negozio prima dell’apertura, di fronte ad una cattedra, in mezzo al caos di sedie che si spostano e studenti che si salutano. In noi non si manifesta uno spirito di pigrizia che come egoisti ci acceca innanzi al dovere, ma noi per alzarci dal letto e vivere la giornata, abbiamo bisogno di qualcosa di più una manciata di ore da far retribuire per poter pagare altri attimi di tempo! Siamo dei sognatori, ci serve qualcosa per sognare anche ad occhi aperti, metti che torna l’echidna!

 

LE TRE DOMANDE DEL Sì: perchè quando si tratta di sesso la gente suol dare buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio

A chiunque di noi è capitato almeno una volta di chiedersi se valga la pena porsi in relazione ad una determinata persona con l’intenzione di ottenere quel paradigma fisico-emotivo che sembra motivare la maggior parte degli appartenenti alla nostra specie.  Sì, insomma … provarghe co’ qualchduni, sercar de ‘ndare in mona, pocciar il biscotto e molte altre espressioni della mia terra che ci torneranno utili più avanti..

Innanzitutto, è bene precisare che non importa quale siano i vostri gusti sessuali: tutti dobbiamo porci le tre domande del sì, naturalmente queste considerazioni partono da alcuni presupposti che forse è meglio non dare per scontati:

  • Chiaramente dobbiamo parlare di due persone, va detto che il sesso umano notoriamente non è l’unica tradizione erotica in italia.
  • Chiaramente le due persone devono trovarsi in un contesto ambientale e legale, tale per cui non vi sia nulla di strano nel voler farse na bea pinciada; perciò, se siete incolonnati sulla Treviso mare e, per ingannare l’attesa snervante del traffico, vorreste improvvisare una camporea ( anca soleo in amicissia), sappiate di non rientrare nella casistica sopracitata.
  • Chiaramente questo discorso è affidabile su due persone, se puntate a tre non garantisco al 100%, fino a 5  ammetto di non saper che cazzo dire, dal 6 in sù magari dovreste parlarne con qualcun altro, qualcuno di bravo.
  • Chiaramente non parliamo di prestazioni a pagamento, perchè questa è una di quelle cose che per costituzione dovrebbe essere sempre gratis.

Una volta chiarito quali siano le aree di pertinenza di questa mia,  passiamo al cuore del discorso.

Citavo prima le tre domande del sì , permettetemi di spendere due parole su questo argomento, in primo luogo perchè le parole sono gratis e perciò da bravo italiano spendo e spando facendo lo spaccone finchè non mi chiedono del denaro, in secondo luogo perchè sono un ottimo strumento per stiamare la possibilità di un lieto fine, per quella disperata ricerca che nelll’uomo nasce più congenita del daltonismo, che nell’uomo inteso come maschio nasce più congenita che nella donna. Come funzionano le tre domande del sì? Beh come tutte le domande si devono porre per ottenere la risposta. Fin qua è stato semplice, ora inizia la parte un po’ più sofisticata, cercherò di essere semplice: abbiamo detto che stiamo parlando di due individui, ovvero il primo,  che è quello che vorrebbe ingropparsi il secondo, e il secondo che  tendenzialmente è quello che crea problemi *, ma al secondo diamo il beneficio del dubbio e speriamo che per una volta le cosa siano facili e basta. Per quanto riguarda le domande invece, attenti! perchè qui inizia la parte difficile, quella che discrimina l’idiota dall’ accorto:

il primo individuo pone le tre domande del sì a in merito al secondo individuo, ma le pone a se stesso e risponde da solo! Quindi chi vuole penetrare nella questione ( e non solo) deve chiedersi dell’altro; quello che potrebbe essere penetrato dalla questione ( avete capito…), beh lui niente, fate tutto alle sue spalle (per ora solo in senso figurato, anche perchè potrebbe non piacere a tutti soprattutto bisogna chiedere il permesso quando si entra in casa d’altri).

Se per ora è tutto chiaro, proseguiamo con le tre domande del sì, se qualcosa non fosse stato chiaro, rileggete di nuovo sino a QUI. se ancora una volta le cose non fossero chiare, mi domando io: ma tu sei il secondo indivduo, quello che crea problemi o sei una donna che segue la sua natura?

E ora, LE TRE DOMANDE DEL Sì:

  1. Voglio solo un rapporto sessuale col secondo individuo? Beh la prima domanda è la più semplice, cioè chiunque di noi è in grado di capire se intenzionato semplicemente ad in caprettarsi l’atro come se domani fosse pasqua (e dovesse preparare il piatto forte del pranzo per tutti i parenti pena essere rinnegato dalla famiglia intera), o se magari è una di quelle volte in cui c’è anche quel qualcosa di romantico ed umano tipico delle straordinarie imprese che rendono superiore la nostra specie. Di solito, in quest’ultima situazione, è l’altro che non ne vuole sapere in coerenza del creare problemi.
  2. L’altro individuo ha un motivo plausibile per desiderare un rapporto sessuale con me? Questa seconda domanda secondo me è la più difficile: in se e per se la domanda è di natura semplice, di solito è difficile che la risposta sia sì. Ma soprattutto è difficile sapere la risposta, perchè questa dovrebbe darla ( e non solo la risposta) l’altro individuo; sconsiglio vivamente di andare a chiederlo direttamente al secondo individuo, soprattutto se siete in un luogo pubblico e affollato, o difronte a molte altre persone che conoscete. Perchè chiedere dal nuilla “ vuoi avere un rapporto sessuale con me?” per un certo giudice è come fare della molestia sessuale, fidatevi della mia esperienza . Naturalmente, nel caso tu sia un ricco playboy e possieda barche da trenta metri, o tu sia un povero accattone che posssieda trenta centimetri d’amore o che tu abbia due zinne tali per cui se cadi di faccia riacquisisti la posizione eretta per effetto air bag, faccio un passo indietro con tanti complimenti ai principi ed alle principesse delle vostre brame.
  3. Voglio davvero avere un rapporto sessuale con quella persona? Superficilamente questa domanda parrebbe far cascare tutto il teatrino… per cui mi scuso già con i veneti prima e coi terroni poi, ma se consideriamo questo quesito con un po’ di profondità prima e di serietà poi è una perplessità più che legittima, quando dico “voler davvero”, intendo con un interesse che sia universalmente valido: per esempio dovreste chiedervi “ se non fossi ubriaco come una scimmia, vorrei davvero perdermi nella selva oscura della persona che ho davanti?”**; o altre domande che possono riguardare ambiti del tipo “ se non fosse la sorella di quello stronzo me la sgrufolerei come un cinghiale nella stagione degli amori?” “ se non fosse così stronzo mi scioglierei così languidamente da sembrare una tossica di fronte alla prima spada da quando mi sono disintossicata?” sono domande importanti che varrebbero la fatica di doversele porre.

 

A questo punto, basta mettere in analisi tutte le situazioni che si potrebbero verificare per capire quale sia l’atteggiamento da assumere:

SITAUZIONE 1: tre risposte sì: facile! Vai e copula come come se dovessi vivere di prole

SITUAZIONE 2: due risposte sì:

  1. La risposta no è quella della prima domanda, vai tranquillo che male che vada ti sei giocato l’amore della tua vita ma hai capito di poter avere mille amori in una vita
  2. La risposta no è quella della seconda domanda: se pensi che nessuno abbia un motivo valido per desiderarti, beh… non è mai stato un problema, male che vada avrai ragione sino a prova contraria!
  3. La risposta no è quella della terza domanda: vabbè, tanto non ci perdi niente

SITUAZIONE 3: una risposta sì:

  1. È un due contro uno, la matematica parla chiaro, non è il caso di provarci
  2. L’unica risposta sì è la terza domanda, si fotta la matematica provaci sino a che hai fiato a costo di prenderlo per sfinimento, o di prenderti una denuncia, ricordati che il secondo individuo ha tanto diritto di dire no quanto tu di volerlo aprire spogliare come un bambino povero quando riceve una caramella!

SITUAZIONE 4: tre risposte no… boh francamente non capisco perchè tu sia arrivato a leggere sino a questo punto…

In conclusione, provarci è è bene, porvarci a spada tratta e a muso basso come un cazzo di terminator che non si ferma sino a misssione completata è meglio, ma se prima ti fai un paio di domande vuol dire che usi solo il cervello per ragionare, è questa è la cosa più importante!

 

 

 

 

 

*qualcuno meno elegante di me suggerirebbe che il secondo individuo dovrebbe essere indicato direttamente come “donna” ecco vorrei fugare questo equivoco, non è che la donna crei più problemi dell’uomo ed è anche vero che l’uomo spesso usa il sesso quando ha dei problemi, si potrebbe dire che la natura dell’uomo si colleghi sempre al sesso.. io credo l’equivoco nasca dal fatto che semplicemente la donna è di natura rompicoglioni e basta.

**chiedo scusa ai non veneti per questo piccolo inciso: so che la podaria sembrar strana, ma fora dae nostre bande, non xè ditto che uno gappie sempre da esser sempre imbriago; ghe xe posti ‘ndo che se considera la sobrietà e l’astinensa, no come de e malattie gravi, ma ansi le xe considerà un pregio. Portè passiensa, mi gonti da parlare anca a chi che xe fora sciappa.

VIAGGIO

quando perdi te stesso, puoi solo partire per un viaggio interiore per ritrovarti ( ammesso che ti ricordi dove ti sei lasciato -.-).

ho mollato l’univeristà, anche se c’è chi dice che lei abbia mollato me, solo perchè di solito le donne fanno così.. COMUNQUE SIA BEN CHIARO CHE ME NE SONO ANDATO IO E NON SONO LORO AD AVER CACCIATO ME… (questo solo perchè son stato più veloce XD) comunque quello che è fato è fatto, sennò gli passo io la marijuana; tutto sommato mi l’ho superata bene.. anzi mi sent quasi meglio, adesso ho un lavoro, riesco a fare quello che mi piaceva fare prima, andare via in bici, allenare i bambini, leggere, per il sesso ci sto ancora lavorando… -.-
sapete esistono delle persone che programmano la loro vita anno per anno, sapendo esattamente cosa avrebbero fatto e come ci sarebbero riusciti; beh io non so neanche quando riuscirò a farmi la barba! Però l’avevo programmata bene la mia vita, laurearmi, fare il servizio civile, lavorare come infermiere per tre anni in area critica per poi poter andare a lavorare con emergency e girare il mondo per una decina d’anni, dopo di che mi sarei imbarcato come infermiere di crociera fino a mettere via abbastanza soldi per iscrivermi di nuovo all’università e laurearmi in archeologia ( la mia passione) e diventare un Indiana Jones! E invece è andato tutto a puttane ( l’avrei fatto anche io… ma non ho abbastanza soldi -.-), quindi adesso devo riprogrammare il futuro… il che di fatto è stato destabilizzante all’inizio, però effettivamente attualmente sto vivendo alla giornata, e sto riuscendo a fare molte più cose di quante non ne facessi prima! Ho accolto l’ingestione e l’ingestione ha accolto me, e ora vivo in coerenza nel mio caos. Non ne sono ancora sicuro, ma credo che di sentirmi libero come non mi sentivo da tempo… il che è un modo elegante per dire che ora come ora non ho più obbiettivi da fallire… tipo il protagonista di dodgeball.. solo che io non ho una gnocca pazzesca che si sta per scoprire innamorata persa di me…
ad ogni modo è interessante scoprire che il limite tra salvezza e perdizione è così relativo che per ora mi considero perso nella salvezza.. non so se considerarmi un fesso per avere sfanculato un discreto futuro, o fortunato nell’avere la possibilità di rimodellare la mia vita.. faccio un esempio tera terra: adesso mi sono riciclato operaio, sto prendendo i primi stipendi seri della mia vita, la parte seria di me ( quella che ha superato i 16 anni) mi dice di fare parsimonia, di mettere via tutto per ricominciare l’università non appena avrò modo, ma c’è un’altra parte di me, quella felice, quella fancazzista e bighellona che mi dice di spendere i soldi in cose come la palestra * o una lambretta ( e questo è romanticismo!) e mi sembrano estremamente sagge e ragionevoli entrambe! Uffa… vabbè, son sempre stato pieno di problemi, sono sempre riuscito a rimandarli o a scaricarli a qualcun altro, ci riuscirò questa volta ( penso che darò la colpa a mio fratello, ha sempre funzionato… male che vada la darò al’altro XD e poi dico che è stata un’idea del primo).
Per ora non c’è molto altro da dire, no ci sarebbe ma no ho ancora trovato scuse per quello che manca, quind- ah no! Che figata sono andato a vedermi i PeterPunk! Ho passato buona parte dell’adolescenza ad ascoltarli in cuffia, e li ho visti dal vivo, è stato quasi commovente.. peccato che ci fosse un pubblico di merda… grosso modo son riuscito ancora ad essere tra i peggiori.. e ora mi mancano soltanto i Talco e i rancid per completare la lista dei gruppi che devo vedere almeno una volta nella vita, detto questo passo e chiudo, stavolta lascio con un linK:

*sì, ammetto che si tratta solo di superficiale vanità nell’immaginarmi muscoloso.. e no, non me ne vergogno… so essere estremamente banale.. ecco, l’ho detto e si fottano tutti i moralisti.