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È IL CORTISONE CHE MI RENDE EMOTIVO

Il sole è basso sull’ orizzonte mentre cammino per la città tornando a casa dopo una giornata che potrebbe non essere finita. Forse è e per via della quiete della sera, caldamente colorata dal placido tepore dei primi tramonti estivi che brillano di riflesso sulle pareti dei palazzi del centro, ma sento che quest’estate sia bellissima. Non credo si tratti di qualcosa di metereologico, l’estate non è mai una questione di clima, l’estate è un atteggiamento: non è solo più caldo, non c’è solo più luce, non c’è solo più colore.. sono le scuole che finiscono, le vacanze che arrivano, le sere fuori con gli amici, le ragazze che diventano più belle, le stupidaggini che diventano più importanti e la voglia di stare al mondo che viene a tutti. Mi piacerebbe tanto una vita solo di estate.

C’è qualcos’altro che accompagna quest’estate in particolare, è qualcosa di grosso lo sento nell’aria, lo sento attorno e dentro di me. Il medico ha detto che è allergia ai pollini ( e io come ogni individuo portatore di scroto ero convinto si essere in punto di morte, dispensando le ultime volontà ai miei cari* !!), ma non credo sia quello!  So che quanto segue potrebbe offendere la maggior parte dei lettori, so che non sarei in grado di rispondere alle domande “ che cazzo dici?” , “perchè?”, “non ti pare di esagerare?” e “ se Andrea ha 2 mele e il fruttivendolo vende i cocomeri a 10 € euro l’uno, a che ora arriverà a torino il traghetto partito da Lisbona?”, ma… temo di essere cresciuto.

Lo so che sembra improbabile, io ho fatto di tutto per impedire che accadesse, ma ce l’ho fatta e temo anche di essermela cavata benino. Naturalmente di merito mio c’è ben poco in questa storiaccia, il più l’hanno fatto gli altri, gli eroi della mia lunga adolescenza! soprattutto in questi anni, ho avuto a che fare con persone straordinarie che hanno illuminato il mio tunnel a giorno fino a trovare la mia luce, che per altro non solo non è in fondo, ma l’avrei accesa prima se solo avessi preso più sul serio il mio cammino, me stesso e i miei compagni di viaggio. Certo, col senno di poi tutto sembra più chiaro, ma NON PRENDIAMOCI IN GIRO: se chiudo la mia adolescenza a 26 anni un motivo ci sarà ( è invece quello che ti ha portato a leggere fino a questo punto che mi sfugge)! Magari per la maggior parte di voi potevo svegliarmi fuori prima e probabilmente ha ragione; ma per me la vita è un casino e soprattutto non c’è un libretto di istruzioni uguale per tutti, so che ognuno dovrebbe scriversi il suo, ma io son disgrafico e svogliato, in più lascio sempre in giro fogli volanti perchè son pure disordinato… faccio quello che posso con quello che ho, secondo me son stato bravo a non essermi fatto arrestare sino ad ora!

Crescere non è facile, ma proprio per questo è l’avventura più straordinaria di cui abbia mai sentito parlare, la mia è stata bellissima, un trionfo di emozioni dentro istanti irripetibili che non cambierei per nessuno dei vostri talenti! Cazzo! quante prime volte con gli amici di una vita, quante volte sono state ridicole, trionfanti, vergognose, degne di leggenda! Le superiori e l’ignara fanciullezza, le versioni rubate, le interrogazioni improvvisate, le bruciate senza senso, il mio primo amore, le prime sigarette e le prime bevute! L’università e i guerrieri della corsia, le notti insonni a preparare l’ennesimo esame perennemente all’ultimo minuto disponibile, le telefonate isteriche agli orari più improbabili, le serate universitarie perse a vantarsi di quanto bello sia essere giovani! Gli archeologi e la spavalderia dei vent’anni che non finiscono mai, i colleghi e le battute beffarde delle sei del mattino, eroi metropolitani che combattono ogni giorno la mediocrità del sistema degli adulti. Gli scout e le scampagnate in montagna, con le chitarre in vista e la grappa nascosta nello zaino:  stare assieme per crescere se stessi; lo sport, quello che non ho combinato e quello che continuo a imparare coi miei bambini! La gioia, la rabbia, le vittorie, le sconfitte , il trionfo, le cadute. La mia famiglia boliviana e la mia famiglia di casa, i miei fratelli e i miei maestri! E il mio Capitano, l’infante mascherato…

Ho sempre avuto il terrore che crescendo avrei perso tutto questo.. perchè sono così: la novità mi terrorizza e, non ne sono sicuro, credo che la mia allergia, il mio corpo che non tollera qualcosa che ha sempre vissuto, sia la manifestazione di aver negato ciò che sono da tempo: chiaramente non sono cresciuto tutto in un colpo nel giro di una stagione, è da anni che sto crescendo e dovevo solo ammetterlo per non averne più paura. Ho scelto un evento specifico, di cui magari parlerò in un altro momento, per chiudere la mia adolescenza: in quel momento ho anche capito che non perderò nulla, che avrò la mia storia che pian piano insegue quella degli altri e che non diventerò improvvisamente una persona seria e noiosa, non terrò banalmente in ordine la mia camera, non smetteò di andare a letto troppo tardi, o di prendermi all’ultimo nel preparare un esamen, non smetterò di studiare, non finirà l’ironia della vita e non smetterò mai di essere quel ragazzino stupito che continua a imparare un mondo che non smetterà mai terrorizzarmi e di incantarmi. Non smetterò mai di crescere, quindi sono salvo.

Il sole è basso sull’orizzonte mentre cammino per la città, tornando a casa dopo una giornata che potrebbe non essere finita. L’alba della mia vita è agli sgoccioli e, mentre mi rendo conto che ormai i passi che solcano il mio percorso sono di le orme di un uomo, guardo una nuova estate che si accende dentro e attorno a me, ricordandomi che non esiste una vita solo di bella stagione, perchè la vita funziona così ed è inutilie fare i capricci; tanto prima o poi l’estate arriva sempre e il ragazzino che sono stato è contento dell’ uomo che sto diventando.

*vorrei cogliere l’ occasione per ringraziare i miei coinquilini per aver sopportato i miei dieci giorni di ipocondrià fatalista, sopportando senza troppe prese in giro le mie nefaste lucubrazioni sui diversi mali che avrebbero condotto le mie membra verso l’ultimo esito. Grazie per non aver chiamato il centro di igiene mentale, grazie per avermi mostrato come non fossi in punto di morte e grazie per non avermi coglionato. Senza di voi avrei più volte molestato il 118 con telefonate inopportune e puerili!

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