Archivi tag: vita

È IL CORTISONE CHE MI RENDE EMOTIVO

Il sole è basso sull’ orizzonte mentre cammino per la città tornando a casa dopo una giornata che potrebbe non essere finita. Forse è e per via della quiete della sera, caldamente colorata dal placido tepore dei primi tramonti estivi che brillano di riflesso sulle pareti dei palazzi del centro, ma sento che quest’estate sia bellissima. Non credo si tratti di qualcosa di metereologico, l’estate non è mai una questione di clima, l’estate è un atteggiamento: non è solo più caldo, non c’è solo più luce, non c’è solo più colore.. sono le scuole che finiscono, le vacanze che arrivano, le sere fuori con gli amici, le ragazze che diventano più belle, le stupidaggini che diventano più importanti e la voglia di stare al mondo che viene a tutti. Mi piacerebbe tanto una vita solo di estate.

C’è qualcos’altro che accompagna quest’estate in particolare, è qualcosa di grosso lo sento nell’aria, lo sento attorno e dentro di me. Il medico ha detto che è allergia ai pollini ( e io come ogni individuo portatore di scroto ero convinto si essere in punto di morte, dispensando le ultime volontà ai miei cari* !!), ma non credo sia quello!  So che quanto segue potrebbe offendere la maggior parte dei lettori, so che non sarei in grado di rispondere alle domande “ che cazzo dici?” , “perchè?”, “non ti pare di esagerare?” e “ se Andrea ha 2 mele e il fruttivendolo vende i cocomeri a 10 € euro l’uno, a che ora arriverà a torino il traghetto partito da Lisbona?”, ma… temo di essere cresciuto.

Lo so che sembra improbabile, io ho fatto di tutto per impedire che accadesse, ma ce l’ho fatta e temo anche di essermela cavata benino. Naturalmente di merito mio c’è ben poco in questa storiaccia, il più l’hanno fatto gli altri, gli eroi della mia lunga adolescenza! soprattutto in questi anni, ho avuto a che fare con persone straordinarie che hanno illuminato il mio tunnel a giorno fino a trovare la mia luce, che per altro non solo non è in fondo, ma l’avrei accesa prima se solo avessi preso più sul serio il mio cammino, me stesso e i miei compagni di viaggio. Certo, col senno di poi tutto sembra più chiaro, ma NON PRENDIAMOCI IN GIRO: se chiudo la mia adolescenza a 26 anni un motivo ci sarà ( è invece quello che ti ha portato a leggere fino a questo punto che mi sfugge)! Magari per la maggior parte di voi potevo svegliarmi fuori prima e probabilmente ha ragione; ma per me la vita è un casino e soprattutto non c’è un libretto di istruzioni uguale per tutti, so che ognuno dovrebbe scriversi il suo, ma io son disgrafico e svogliato, in più lascio sempre in giro fogli volanti perchè son pure disordinato… faccio quello che posso con quello che ho, secondo me son stato bravo a non essermi fatto arrestare sino ad ora!

Crescere non è facile, ma proprio per questo è l’avventura più straordinaria di cui abbia mai sentito parlare, la mia è stata bellissima, un trionfo di emozioni dentro istanti irripetibili che non cambierei per nessuno dei vostri talenti! Cazzo! quante prime volte con gli amici di una vita, quante volte sono state ridicole, trionfanti, vergognose, degne di leggenda! Le superiori e l’ignara fanciullezza, le versioni rubate, le interrogazioni improvvisate, le bruciate senza senso, il mio primo amore, le prime sigarette e le prime bevute! L’università e i guerrieri della corsia, le notti insonni a preparare l’ennesimo esame perennemente all’ultimo minuto disponibile, le telefonate isteriche agli orari più improbabili, le serate universitarie perse a vantarsi di quanto bello sia essere giovani! Gli archeologi e la spavalderia dei vent’anni che non finiscono mai, i colleghi e le battute beffarde delle sei del mattino, eroi metropolitani che combattono ogni giorno la mediocrità del sistema degli adulti. Gli scout e le scampagnate in montagna, con le chitarre in vista e la grappa nascosta nello zaino:  stare assieme per crescere se stessi; lo sport, quello che non ho combinato e quello che continuo a imparare coi miei bambini! La gioia, la rabbia, le vittorie, le sconfitte , il trionfo, le cadute. La mia famiglia boliviana e la mia famiglia di casa, i miei fratelli e i miei maestri! E il mio Capitano, l’infante mascherato…

Ho sempre avuto il terrore che crescendo avrei perso tutto questo.. perchè sono così: la novità mi terrorizza e, non ne sono sicuro, credo che la mia allergia, il mio corpo che non tollera qualcosa che ha sempre vissuto, sia la manifestazione di aver negato ciò che sono da tempo: chiaramente non sono cresciuto tutto in un colpo nel giro di una stagione, è da anni che sto crescendo e dovevo solo ammetterlo per non averne più paura. Ho scelto un evento specifico, di cui magari parlerò in un altro momento, per chiudere la mia adolescenza: in quel momento ho anche capito che non perderò nulla, che avrò la mia storia che pian piano insegue quella degli altri e che non diventerò improvvisamente una persona seria e noiosa, non terrò banalmente in ordine la mia camera, non smetteò di andare a letto troppo tardi, o di prendermi all’ultimo nel preparare un esamen, non smetterò di studiare, non finirà l’ironia della vita e non smetterò mai di essere quel ragazzino stupito che continua a imparare un mondo che non smetterà mai terrorizzarmi e di incantarmi. Non smetterò mai di crescere, quindi sono salvo.

Il sole è basso sull’orizzonte mentre cammino per la città, tornando a casa dopo una giornata che potrebbe non essere finita. L’alba della mia vita è agli sgoccioli e, mentre mi rendo conto che ormai i passi che solcano il mio percorso sono di le orme di un uomo, guardo una nuova estate che si accende dentro e attorno a me, ricordandomi che non esiste una vita solo di bella stagione, perchè la vita funziona così ed è inutilie fare i capricci; tanto prima o poi l’estate arriva sempre e il ragazzino che sono stato è contento dell’ uomo che sto diventando.

*vorrei cogliere l’ occasione per ringraziare i miei coinquilini per aver sopportato i miei dieci giorni di ipocondrià fatalista, sopportando senza troppe prese in giro le mie nefaste lucubrazioni sui diversi mali che avrebbero condotto le mie membra verso l’ultimo esito. Grazie per non aver chiamato il centro di igiene mentale, grazie per avermi mostrato come non fossi in punto di morte e grazie per non avermi coglionato. Senza di voi avrei più volte molestato il 118 con telefonate inopportune e puerili!

come, se, forse

 

L’ ho vista che camminava mentre ero fermo nel traffico, una piccola figura che si muove titubante in un mondo caotico, una grazia che sembra fuori posto.. come un gattino, cucciolo, che cammina sull’erba alta: dolce ed armonico, ma che zampetta incerto alla ricerca di un appoggio sicuro; così lei camminava come se dubitasse di ogni suo passo, quasi non fosse esattamente sicura di dove stesse andando; aveva la testa leggermente china, non ho visto bene l’espressione del viso, ma scommetterei la mia vespa che fosse triste; era dall’altro lato della carreggiata, ogni tanto ha alzato gli occhi per guardare più avanti.

Erano le sette e mezza e il sole ormai si vestiva di rosso, io ero in colonna al semaforo lei camminava nella mia stessa direzione, io avanzavo di dieci metri per fermarmi nuovamente in colonna mentre lei camminava, così ogni 30 secondi lei tornava dentro il mio campo visivo; questo per 5 o 6 volte: il tempo sufficiente per costruire un film mentale, per pensare a “ come sarebbe se”, per immaginarla sorridere, per architettare come farla sorridere.

E più la guardo, più vorrei che scostasse i suoi capelli dal mio lato del suo viso, avrà più o meno la mia età, forse qualche anno in più, e più ci penso più mi sembra triste, anzi, non è proprio tristezza, io la definirei più rassegnazione, ma è solo un’opinione così… a caldo, senza nient’altro che il tempo tra un cambio di marcia e l’altro… è incredibile la dolcezza dei suoi movimenti, quando tira fuori il cellulare dalla tasca , sembra lo faccia con l’intenzione di non vuole disturbare di nessuno, quando si volta per vedere chi ha suonato il clacson nella bolgia del traffico, lo fa lentamente, come non volesse sembrare indiscreta.. come se volesse essere del mondo, ma senza voler fare a tutti i costi la protagonista,ma una semplice comparsa che si accontenta di esser parte del tutto, pur sapendo che non le si addice.

Ormai sono davanti al semaforo, anche lei, quello per i pedoni, sta per attraversare, circa sette metri di spazio di fronte a me.

La fisso, voglio che si volti;la fisso voglio vedere tutti i suoi lineamenti; la fisso, voglio sorriderle;la fisso, voglio che mi sorrida; la fisso, voglio che sappia che esisto; la fisso e lei è dall’altra parte; la fisso, lei mi da ormai le spalle; la fisso ma ormai è verde.

Lei è andata, io sono uscito dalla rotonda, lei per la sua strada, io per la mia. Non ho saputo niente di lei, ma ho immaginato tutto, lei non sa che esisto e qualcuno non sa perchè non sorride. Forse se io fossi uscito dalla mia paura di fare qualcosa di imbarazzante, forse se lei avesse guardato il mondo oltre ai suoi problemi…ma coi “se” e coi “ma”non si va da nessuna parte.

Adesso che lo scrivo, penso solo all’ironia della vita: siamo tutti irrimediabilmente soli; abbiamo tutti bisogno di non sentirci così. Non possiamo uscire dalla nostra mente, non possiamo entrare in quella degli altri. Siamo confinati dentro noi stessi, per quanto desideriamo, per quanto in realtà possiamo fare, non possiamo che essere noi stessi di fronte al mondo; basterebbe semplicemente uscire da se stessi, trovare un nuovo baricentro, per soddisfare quello che cerchiamo; ma come possiamo cercare di soddisfare noi stessi abbandoniamo noi stessi? Io non lo so, non so se mai rivedrò lei, non so se lei saprà di me… però cazzo! Anche solo immaginarlo è già qualcosa in più.

 

VIAGGIO

quando perdi te stesso, puoi solo partire per un viaggio interiore per ritrovarti ( ammesso che ti ricordi dove ti sei lasciato -.-).

ho mollato l’univeristà, anche se c’è chi dice che lei abbia mollato me, solo perchè di solito le donne fanno così.. COMUNQUE SIA BEN CHIARO CHE ME NE SONO ANDATO IO E NON SONO LORO AD AVER CACCIATO ME… (questo solo perchè son stato più veloce XD) comunque quello che è fato è fatto, sennò gli passo io la marijuana; tutto sommato mi l’ho superata bene.. anzi mi sent quasi meglio, adesso ho un lavoro, riesco a fare quello che mi piaceva fare prima, andare via in bici, allenare i bambini, leggere, per il sesso ci sto ancora lavorando… -.-
sapete esistono delle persone che programmano la loro vita anno per anno, sapendo esattamente cosa avrebbero fatto e come ci sarebbero riusciti; beh io non so neanche quando riuscirò a farmi la barba! Però l’avevo programmata bene la mia vita, laurearmi, fare il servizio civile, lavorare come infermiere per tre anni in area critica per poi poter andare a lavorare con emergency e girare il mondo per una decina d’anni, dopo di che mi sarei imbarcato come infermiere di crociera fino a mettere via abbastanza soldi per iscrivermi di nuovo all’università e laurearmi in archeologia ( la mia passione) e diventare un Indiana Jones! E invece è andato tutto a puttane ( l’avrei fatto anche io… ma non ho abbastanza soldi -.-), quindi adesso devo riprogrammare il futuro… il che di fatto è stato destabilizzante all’inizio, però effettivamente attualmente sto vivendo alla giornata, e sto riuscendo a fare molte più cose di quante non ne facessi prima! Ho accolto l’ingestione e l’ingestione ha accolto me, e ora vivo in coerenza nel mio caos. Non ne sono ancora sicuro, ma credo che di sentirmi libero come non mi sentivo da tempo… il che è un modo elegante per dire che ora come ora non ho più obbiettivi da fallire… tipo il protagonista di dodgeball.. solo che io non ho una gnocca pazzesca che si sta per scoprire innamorata persa di me…
ad ogni modo è interessante scoprire che il limite tra salvezza e perdizione è così relativo che per ora mi considero perso nella salvezza.. non so se considerarmi un fesso per avere sfanculato un discreto futuro, o fortunato nell’avere la possibilità di rimodellare la mia vita.. faccio un esempio tera terra: adesso mi sono riciclato operaio, sto prendendo i primi stipendi seri della mia vita, la parte seria di me ( quella che ha superato i 16 anni) mi dice di fare parsimonia, di mettere via tutto per ricominciare l’università non appena avrò modo, ma c’è un’altra parte di me, quella felice, quella fancazzista e bighellona che mi dice di spendere i soldi in cose come la palestra * o una lambretta ( e questo è romanticismo!) e mi sembrano estremamente sagge e ragionevoli entrambe! Uffa… vabbè, son sempre stato pieno di problemi, sono sempre riuscito a rimandarli o a scaricarli a qualcun altro, ci riuscirò questa volta ( penso che darò la colpa a mio fratello, ha sempre funzionato… male che vada la darò al’altro XD e poi dico che è stata un’idea del primo).
Per ora non c’è molto altro da dire, no ci sarebbe ma no ho ancora trovato scuse per quello che manca, quind- ah no! Che figata sono andato a vedermi i PeterPunk! Ho passato buona parte dell’adolescenza ad ascoltarli in cuffia, e li ho visti dal vivo, è stato quasi commovente.. peccato che ci fosse un pubblico di merda… grosso modo son riuscito ancora ad essere tra i peggiori.. e ora mi mancano soltanto i Talco e i rancid per completare la lista dei gruppi che devo vedere almeno una volta nella vita, detto questo passo e chiudo, stavolta lascio con un linK:

*sì, ammetto che si tratta solo di superficiale vanità nell’immaginarmi muscoloso.. e no, non me ne vergogno… so essere estremamente banale.. ecco, l’ho detto e si fottano tutti i moralisti.

TUTTO è PERDUTO

(da leggere col tono epico di Delios, di 300)

sono le sette e un quarto di giovedì mattina, arranco verso lo spogliatoio dopo una notte insonne, passata a vegliare le anime che il reparto ha affidato a me. Il sonno pesa sulle mie spalle, la stanchezza ghermisce le mie caviglie, camminocome un redduce di guerra , che ha lasciato sul campo di battaglia più di quanto non possa trovare nella sua casa, una volta tornato.

Il grigio dell’alba delinea il mio destino: un sole che,troppo pigro per levarsi, si attarda a riposare qualche altro minuto, nascosto e coperto dalle nuvole. Stanco. Ma ora sento il richiamo del mio giaciglio, sempre più pressante, come il fragore della battaglia, un cozzare di lame e scudi che rimbombano sulle mie membra sfinite.

Non ricordo il percorso, non ricordo come sono giunto allo spogliatoio, sono troppo stanco. Desidero solo dormire dopo un turno in corsia, ho riposato solo 5 ore nelle ultime 48; il desiderio di arrendermi, di accasciarmi nel primo angolo protetto dal vento è forte. Ma non mi arrendo, sono spinto dal caldo delle coperte che tra 15 minuti mi abbracceranno, sono chiamato dall’auricolare del mio lettore mp3, le note delle mie canzone preferite daranno avvio al processo di sintesi di nuova serotonina, una nuova spinta per raggiungere casa, è un po’come il fattore rigenerante di wolverine. In questi avere un lettore mp3, è come poter attingere al kayoken.

Un’ultima risorsa per sconfiggere l’avversario, quasi un tiro fortuna da D&D; giusto quello che basta per coprire quei 15 minuti che servono per arrivare a casa e poter finalmente dormire, solo un quarto d’ora, non un secondo di più, ne uno di meno. Il tempo per impedire al corpo di collassare su stesso, è come fare un viaggio spaziale: hai una navetta che si ricarica con l’energia del sole,  una distanza precisa cui arrivare per ricaricarla, mezzo millimetro più avanti e prendi parte al processo di fusione nucleare dell’elio, mezzo millimetro più indietro e vagherai in eterno nello spazio cosmico senza sapere quando finirà. Nella vita le soluzioni hanno sempre pro e contro, non esiste la soluzione semplice, devi sempre oscillare tra salvezza e perdizione. E in questo caso la differenza la fa il tuo lettore mp3.

Così mi tolgo la divisa, sono stanco, le mie braccia si sollevano senza forza: un automa che avanza per inerzia spinto solo dal desiderio di non crollare in questo misero spogliatoio, ( che ha pure i termosifoni freddi), mi vesto; oggi sono troppo stanco per fumare la cicca esistenziale, mi allaccio lo smanicato,slego la catena dalla bici, mi metto le cuffie, accendo l’mp3, le note di “burnin alive” mi ricaricano!

La grinta ritorna, il vigore da ancora tono a i miei muscoli, il cuore ricomincia a battere, emozioni represse dalla stanchezza tornano a bombardare i miei neuroni: è DI NUOVO VITA. Adesso posso ricominciare, adesso posso ripartire, un uragano inarrestabile, la tigre all’ultimo balzo, una palla di fuoco, una stella cadente, una conchiglia al limite, fatto di fuoco e fatto di acciaio, sono la spinta e il limite! O almeno lo credo.

AD UN TRATTO UN BEEP..

l’intuizione è arrivata più rapida della constatazione, in circa 0,238 nanosescondi il mondo è crollato, su di me: il lettore ha la batteria scarica.

All’inizio sono confuso, perchè ieri era carico e trillante.. ora oscillo privo di qualsiasi sicurezza come un collezionista di francobolli che si trova in un ring contro Mike Tyson : non sa perchè si trova li, non sa se uscirà vivo… ma sa che ne prenderà tante… fisso il mio lettore per quasi 8 minuti prima di arrendermi all’evidenza… l’immagine di chi mi osserva è quella di un povero imbecille che guarda stralunato il palmo della sua mano, un fesso che non ha niente e nessuno al mondo.. qualcuno ride, qualcun altro finge di non notare il mio disagio e prova un incredibile interesse per le mattonelle in terra cotta.. lascio cadere la bici, (sullo stinco per essere precisi, ma tanto adesso ho perso sensazioni ed emozioni, sconvolto dal terrore). Mille dubbi mi attraversano la mente, come arrivo a casa? Cosa ci faccio qua? Ce la farò? Perchè il regionale 8405 per verona porta nuova partirà da binario 4 anziché dal binario 2?*

poi improvvisamente appare un ragazzo, credo che sia in corso con me, non ne sono sicuro e in questo momento non è una priorità saperlo, vede la mia condizione e mi guarda negli occhi: sono due occhi pazzeschi… quelli di chi ha già vissuto tutto, due occhi hanno già visto il male e ne conoscono le conseguenze.

Mi si avvicina e chiede “ hai l’mp3 scarico?”

sì” rispondo quasi in lacrime. Mi appoggia una mano sulla spalla, e mi da un’occhiata di quelle giuste.. quelle di chi riesce a leggerti dentro, di chi è già passato sul tuo dolore, non dice niente, mi stringe il deltoide, mi guarda ancora e se ne va… lo guardo camminare mentre si leva il cappuccio sopra la testa.

Forse è stata la disperazione, forse il mio istinto vitale, quello che ti impedisce di arrenderti semplicemente, però da quel contatto umano, da quella pacca sulla spalla è partito qualcosa.. come un uno strano tepore, che dal braccio si è mosso verso il centro del mio corpo, un minimo di energia che è bastata a riaccendere il KidPunk.

Con uno sforzo disumano rialzo la bici, con uno ancora più grande tiro giù un’eresia da “santa inquisizione spagnola” per il dolore allo stinco, cavalco la sella e do un pedalata… come per miracolo parto, inizio a pedalare verso il mio giaciglio, una pedalata dietro l’altra.. normalmente non ci faccio caso quando ho le cuffie.. “è strano” penso, “ quando ascolto musica non mi rendo conto di aver un corpo fisico, semplicemente vado dove devo andare.. mentre la mia mente si perde dietro alle parole di qualche cantante col quale non potrò mai parlare delle sue canzoni..”

ormai son partito, l’inerzia vince la stanchezza (aiutata dall’uscita del parcheggio dell’ospedale che è in discesa…ok.. però vi pare poco???) faccio il primo km, quasi inebriato da questa forza che non sapevo di avere, per un attimo penso

è fatta!”

ma ciappelo in corsa! ( espressione sarcastica delle mie zone per dire, ma figurati se è vero!) arrivo al semaforo, è rosso. Non posso tentare oggi, ho riflessi di un criceto ubriaco che che prova a ballare la macarena su una base techno-house. Devo fermarmi, ma la mia coordinazione è ancora a letto, senza caffè non si alza prima delle 9 e un quarto.. ho già litigato col sindacalista, ed è andata male inutile discutere…  quindi ricorro alla mia intelligenza: provo ad alzarmi in piedi sulla bici per creare più attrito con l’aria.. non funziona, anzi quasi finisco addosso al camioncino che raccoglie i rifiuti urbani… il semaforo è sempre più vicino, mi schianterò contro un’ opel astra di un operario che va al lavoro.. lo sento già.. immagino già il lancinante dolore del mio naso mentre si rompe il setto.. agli ultimi 50 cm, improvvisamente una fulminazione: probabilmente un ictus da stress, ma il mio cervello ricollega la mano al freno e mi fermo in tempo, tipo 2,7 secondi prima che un camion scania attraversi l’incrocio, **mentre mi riprendo dal triplice infarto, scatta il verde: il dramma… devo ripartire… ho la forza di omino dei lego ( tra l’altro neanche di un lego vero, una sottomarca del cazzo, che ha i fori per incastrare i piedi diversi da quelli dei mattoncini -.-), mi do un spinta sento ogni fibra muscolare tendersi, come se stesse per spezzarsi, sento la fatica di mille persone che provano a sollevare il mondo, ma riescono solo a fare una dozzina di flessioni.. e ce la faccio. O meglio avanzo di trenta centimetri. Prima di cadere imbarazzantemente in mezzo all’incrocio… ovviamente i clacson iniziano a suonare, le bestemmie si alzano da ogni ove, quasi ci fosse un Mosconi ex machina, che sovraintende la toccata e fuga in porco maggiore di Bach, qualcuno mi ride dietro, un’anziana signora dal marciapiede mi urla “ ricarica il lettore di notte, scantabauchi!!” ( sì, cioè… avrà avuto tipo 84 anni -.-” ), la rabbia e la frustrazione, mi danno una piccola quantità di energia per ripartire ( in realtà penso fosse di più la vergogna.. ma risultava meno epico). A testa bassa, evitando lo sguardo di qualsiasi cosa possa esprimere un giudizio attraverso l’incrocio e pedalo fino a casa, troppo imbarazzato per pensare.

In qualche modo, mi trascino per le due rampe di scale che arrivano alla porta dell’appartamento di mia nonna, infilo la chiave nella serratura.. non gira: mia nonna ha bloccato il chiavistello.. si è dimenticata che smontavo la notte dal reparto… suono il campanello, niente.. busso, niente… di fronte a questo mi arrendo, non ho soldi nel cellulare per chiamare, semplicemente mi abbandono al corrimano delle scale e inizio a piangere… o dormire… so solo che mi sono appena svegliato nel mio letto, non ricordo come ci sono arrivato, ho ricostruito che probabilmente mia nonna mi ha sentito piangere, e mi ha aperto la porta…poi a metà tra la disperazione folle e il dormiveglia ho camminato a gatttoni fino al mio letto dove sono crollato esausto.

Ho riflettuto abbastanza su questo avvenimento, la prima conclusione che ho tratto è che comunque ce l’ho fatta, si ho rischiato di farmi investire, mi ha riso dietro metà vicenza.. però sono arrivato a casa, questo vuol dire che non ho necessità di avere un lettore mp3 per sfidare il mondo e la vita.. posso farcela comunque! Poi un’altra cosa, il ragazzo della pacca sulla spalla… più ci penso, meno ricordo i suoi tratti, e sono quasi sicuro che non sia uno studente come me, non so dire se sia trattato di un angelo mandato per salvarmi o di “un’allucinazione da post turno di notte”.. so solo che probabilmente mi ha slavato la vita, e mi ha dimostrato quanto possano essere forti le sensazioni umane. Ho imparato che nascondersi dietro due cuffie, è facile.. si vive meglio, con meno problemi, ma si è meno coscienti di se stessi, e se non si conosce il prezzo delle conquiste quotidiane, ne perdiamo effettivamente parte del valore che hanno!

Ad ogni modo vaffanculo! Il mio lettore ora è in carica e spero che sta esperienza di merda non mi capiti mai più!

*non è ancora stato dimostrato scientificamente, però un recente studio “sui disagi da notizie sconvolgenti che ti prendono quando sei così stanco che nella tua vita per la prima volta provi rispetto e ammirazione per il bradipo”, hanno evidenziato che il 42% dei soggetti studiati, manifesta poteri psichici, come la telepatia, la capacità di librarsi nell’aria o di prevedere i risultati del superenalotto del giorno precedente.. e simili..)

. ** va anche detto che sì, i soggetti dello studio manifestano poteri paranormali, ma nessuno ha mai specificato che siano poteri corretti o sostanzialmente utili..

DEVO DIMAGRIRE

non è che io voglia passare per il vittimista polemico che pensa che tutto vada per il verso sbagliato perchè sololuisacomedovrebberoandarelecoseperchèilmondogiriperilversogiusto, però cazzo!

Io non non dico che le donne siano tutte ochette irretite dalla perversione dei media, ma devo ancora conoscere la ragazza che non ha mai pronunciato la frase : devo dimagrire.. ora, ammetto di essere di parte e preferire le ragazze in carne, ma porca puttana! Possibile che questo l’obiettivo ultimo che ha ogni fanciulla con cui ci si può relazionare? Voglio dire 5/10 lo dice una ragazza in perfetta forma, 2/10 lo dice una ragazza carina che sa benissimo di non averne bisogno, 1/10 lo dice una ragazza così magra che se scoreggia da seduta, parte come il lancio di uno shuttle, e il restante 1/10 lo dice una ragazza che di fatto può dimagrire per essere obiettivamente in forma. Ora non è per fare il solito discorso misogino, ma come sempre quando si tratta di donne e coerenza logica è meglio parlare di filatelia.

Ora, magari sono io che ho sfiga e mi attiro solo donne represse e infelici, però questa frase l’ha detta la mia ultima ex, la mia migliore amica, la migliore amica della mia ex ( potrei inserire la mia ex migliore amica, ma questo è un concetto più femminile, perciò non godo di questo tipo relazione, ma se avessi potuto usurfruirne, questa donna avrebbe voluto dimagrire…. e poi come cazzo si fa a diventare ex migliore amico????? ), la mia infermiera, la mia dottoressa, la mia maestra delle elementari, mia zia, mia cugina, mia madre, mia nonna prima della demenza senile… ( suppongo, con un certo grado di aspettativa nell’aver ragione)… perchè poi, se la cosa si limitasse ad essere un prececoncetto pseudo paranoide che resti sono nella mente di una donna, mi andrebbe anche bene… MA NO! NON è COSì: LORO TE LO DICONO E POI SI ASPETTANO UNA RISPOSTA!

Capito? Tu sei li beato che pensi ai cazzi tuoi, felice della semplicità della vita, poi arriva una di loro, con un pretesto, (ed è un pretesto! È chiaramente intenzionale l’evoluzione del discorso, magari non è consciamente volontario, magari è tipo un virus, un batterio o che cazzo ne so… impone a loro di farlo, di parlarne, di cercare una soluzione ad un problema che non esiste, e dal momento che non esiste, non esiste neanche la soluzione! )perciò tornando al semplice portatore di scroto, si pone una cosa che non sa affrontare, perchè gli uomini son così, non possono avere questo tipo di problemi:

  1. perchè non li comprendono
  2. perchè sono troppo avanti, noi magari ci chiediamo quale sia il significato della vita, da dove sia partita l’esistenza, qual’è il futuro della specie umana: problemi semplici, indagabili e che potrebbero avere una soluzione…ma creare un problema che non esiste, cercando di risolverlo .. no, non è da noi. Come per noi ci sono 5 colori: blu, rosso, verde, giallo,nero e bianco! il rosso vermiglio, il beige (anche l’arancione è già troppo), il grigio antrace etc.. sono archiviati nella nostra mente come “l’altro colore delle scarpe di lei”.

Quindi, ad un certo punto la felice vita dell’uomo si scontra con violenza inaudita di fronte allo stupro psicologico di lei che aspetta il tuo commento… tanto andrà male comunque: perchè se dici che ragione, allora sei uno stronzo insensibile, se dici che non è vero o sei bugiardo, o ti guardano come se tu fossi un povero idiota che purtroppo non ci arriva…io personalmente ho imparato una elegante tattica di fuga, che lascia solo il dubbio che la specie maschio sia stronza e idiota: fingo che mi stia telefonando mia madre, quando invochi tua madre subito le ragazze, dicono “ah.. fai pure” e assumono un’espressione seria e sobria.

Altra cosa mi fa imbestialire, le ragazze “devo dimagrire”, lo dicono, lo pensano, e credo che spesso ne siano convinte; ma non ce la fanno, perchè se le si osserva con attenzione, la maggior parte di loro effettivamente mangia meno, però o lo fanno con cose tutt’altro che dimagranti ( tipo dolcetti kinder, patatine e simili al posto di una pastasciutta… cheamesemicaviilmioettoemezzodispaghettiquandofiniscoilturnoinospedaletimasticoanchelecartilagginidellamano!!) o lo fanno più spesso ( a volte anche di nascosto perchè si sentono in colpa.. infatti la famosa mela dell’eden, non era per la tentazione del serpente, e perchè sta creatura c’aveva fame perchè in sette giorni dio ha creato il mondo, ma l’ottavo la donna ha inventato la dieta -.-).

in conclusione, io ho anche provato a chiedermi perchè lo facciano, ma mi si è prospettato un algoritmo matematico che pareva tipo la prova equazionistica dell’esistenza della possibilità di rimettere il dentifricio nel tubetto, ho lasciato perdere, anche perchè metà del mio cervello ( all’incirca dodici neuroni, però uno è un po timido e non dice mai la sua) è ancora ferma alla diferenza tra lo smalto color indaco e quello blu cobalto… è inutile, sorridi, si carino e ringrazia tua madre se vuoi evitare l’ira di una donna.

Roger,

passo e chiudo.  

VENERDì MATTINA

È venerdì mattina, suona la sveglia, sono le 5.00 ; oggi non bestemmi, oggi non sei incazzato come una vipera scovata nella sua tana mentre è in letargo, oggi taci, arranchi goffamente verso la cucina e ti fai un caffè, a dirla tutta è una moca da tre. Oggi hai un esame, che per esperienza sai essere diverso dagli altri, sai che oggi ti giochi i prossimi tre mesi. Nessuno ti ha detto perchè, lo sai perchè ci sei già passato, sai che in realtà pochissimi capiranno il tuo disagio, ma non te ne frega un cazzo perchè oggi sei tu, la tua penna, il tuo test, la tua battaglia. Se non sei dentro questo sistema non puoi capire quanto vale uccidere questo drago, mentre cerchi di ripassare tutto senti quello dell’appartamento sopra che tira l’acqua, forse oggi ha anche lui una battaglia come la mia, forse no.. comunque oggi non te ne frega un cazzo, perchè devi pensare alla tua guerra; questa non è una guerra da telefilm americano, non c’è la gnocca di turno che poi corona la tua giornata di gloria, non c’è la squadra di football che, dopo la partita della vita, va a festeggiare con le cheerleader, questa è la vita reale, quella in cui o fai bene o tutto diventa una merda, non ci sono seconde soluzioni, mentre pensi tutto questo, stai ripassando l’anatomia della spalla, perchè oggi devi sapere. Mentre sei seduto ad acquisire nozioni che sai non poter assimilare veramente, pensi di mollare, di andare a caso, speri che per un a volta, per sbaglio, un colpo di culo ti arrivi, ma subito ti rispondi “torna a studiare idiota”.

Torna alla tua guerra e pensa a combattere, ci sono guerre che si vincono altre si perdono, ma questa no, questa è la vita, una guerra senza fine, dove non ci sono vinti ne vincitori, ma solo chi combatte e chi si arrende, una guerra in cui si può solo combattere per arrivare sino a che ce la si fa. Il resto non conta niente, ognuno ha la sua, chi oggi si alza per il turno in fonderia, chi per preparare la colazione alla famiglia, chi per andare a fare jogging, ognuno ha qualcosa da difendere, per cui combattere…raramente qualcuno capisce quanto ci costi farlo, raramente qualcuno capisce quanto rischiamo nel perdere, ma è inevitabile per ognuno di noi. La cosa stra na è che ci passiamo praticamente tutti, è strano perchè anche se lo viviamo tutti, ognuno lo da differentemente e non capisce che succede anche agli altri, perciò all fine siamo sempre soli a combattere, tu la tua penna e il tuo test, del resto in quel momento non te ne frega un cazzo! Siamo sempre tutti messi alla prova, sempre sotto giudizio, tanto che spesso non ce ne frega un cazzo, perchè siamo così sotto torchio che la concentrazione è così alta, che vedi solo il test e la tua penna, tutto il resto può aspettare, anche l’esito dell’esame, perchè ora devi mostrare quanto vali, non a chi corregge il compito, non a chi redige il tuo profilo professionale o chi firma la tua busta paga, lo devi dimostrare a te;. A te per quello che hai fatto per arrivare sin li, per dimostrare che tutto quello che hai fattto o sacrificato ha un significato. Oggi puoi farlo, comunque andrà cercherai di essere soddisfatto, perchè saprai che più di così non potevi fare, perchè a volte è il mondo che si deve adeguare a te, perchè oggi non te ne frega un cazzo, devi combattere e il resto viene dopo. È venerdì mattina e oggi combatto, perchè so di non essere il solo.

L’ALLEGORIA DELL’ARMADIO:

già il titolo di per se dice un’immensa verità, perchè il giorno in cui l’uomo capirà come funziona il cervello di una donna le leggi della fisica non avranno più significato. Nella mia ignorante opinione ritengo che la donna sia un essere problematico cioè, mi spiego meglio l’uomo in quanto maschio ha una mente semplice, pensa a se stesso in coerenza con l’ambiente che lo criconda, il suo ragionamento dubitativo fa procedere la sua mente per algoritmi : situazione, decisione da prendere sì/no; situazione e cosivvia… questo lo porta a vivere semplicemente in funzione di se stesso, vede una birra sul tavolo? La bevo? Sì ho sete, no devo guidare. Semplice, matematico, puro. La sua parrebbe un’esitenza felice, fatta di scelte, errori e rimedi ma l’uomo ha un problema, si relaziona con la donna. Qui inizia il dramma, la donna non è semplice ne matematica, io credo che anche lei ragioni tramite algoritmi, ma a differenza dell’uomo lei non ne segue uno solo, perchè la donna non si relaziona con l’ambiente in coerenza con esso, la donna si relaziona all’ambiente in coerenza con i milioni d algoritmi che attia, e questo si tramuta in “relazionarsi con un problema”. Adesso faccio un esempio esplicativo: lo chiamerò “l’allegoria dell’armadio”

poniamo che ci sia un stanza, poniamo che questa stanza sia dotata di una finestra e di un armadio, fatto? Benissimo, poniamo la donna che entra nella stanza, vede l’armadio e istantaneamente milioni di sinapsi neuronali in contemporanea devono affrontare il problema, perciò la donna pensa contemporaneamente armadio: cosa contiene? Cosa ci posso mettere? Ma se lo metto qui aumenta lo spazio, però si riduce la luminosità della stanza, se lo metto davanti alla finestra poi non posso più vedere fuori, se lo copro non si impolvera, se lo metto in camera da letto ci posso nascondere l’amante, ma so lo sposto faccio un torto a chi l’ha messo lì? Chi è che l’ha messo lì? Perchè l’ha messo lì? E se lo buttassi e ne comprassi uno nuovo? Cosa faccio poi con quello vecchio? Etc.. ovviamente questo tipo di ragionamento è così veloce che la donna non riesce a darsi una risposta, ma solo domande e problemi, questo la porta nella condizione di essere nervosa ed irritabile. bene ora continuando l’allegoria poniamo che torni a casa l’uomo e che assetato voglia bersi la sopraccitata birra, poniamo che nell’andarsela a prendere in frigo passi per la stanza dell’armadio, in cui c’è ancora la donna e il suo problema, ora l’uomo si accorge che la donna è concentrata sull’armadio ( perchè l’uomo è sì semplice, ma non stupido) e quindi vedendo l’armadio, che non sussiste come problema, al massimo pensa “ forse ho messo li i pantaloni, quelli con le tasche laterali”o qualsiasi altra cosa di simile, semplice, matematica pura. Al massimo, e dico al massimo il più acuto e intelligente degli uomini, ma solo se è uno di quelli che cambiano il mondo con la loro vita, si pone in minima parte il problema della donna e pensa cazzo!, vuoi vedere che me lo fa spostare? A questo punto succede che l’uomo chiede alla donna, a cosa pensi? La donna, che è ancora di cattivo umore ed irritabile, risponde niente, però lo fa con un tono scocciato, come a dire vedi te? Devo dirti tutto? Per me è evidente.. sei tu che non capisci, anzi tu non capisci me, ecco perchè non sono felice, tu non mi capisci, ma in generale non mi capisce un uomo, l’uomo non capisce niente, a questo punto spontaneamente lei , o dopo una domanda di spiegazioni da parte dell’uomo lei sbotta improvvisamente voi uomini siete tutti uguali. Adesso lascio un po.. di spazio perchè questa frase abbia il suo effetto..

ora ponete l’uomo, sempre semplice e puro, ma ferito nell’orgoglio, e ignaro di tutto quell che ha pensato la donna, il più furbo egli uomini, a questo punto fa finta di niente e va prendersi la birra, il più saggio degli uomini dice mi spiace, dai che facciamo la pace ( in genere fare la pace, per l’uomo è un bel po’ di sesso, ma non sempre questa tecnica funziona), il più acuto degli uomini capisce che c’è un problema e una tempesta in arrivo, quindi decide di affrontarla subito per potersi andare a bere la birra in tranquillità il prima possibile, a questo punto dice qualcosa del tipo oh! Ma che cos’hai? Ecco qui parte il classico litigio di coppia, che non porta a niente perhè alla fine l’uomo non ha ancora capito cos’è successo ( figuriamoci è ancora fermo all’armadio coi suoi pantaloni), la donna non ha risolto il suo problema, ma nel frattempo l’ha dimenticato per ad ogni singola parola dell’uomo si è già posta milioni di altri problemi, e quindi è ancora di fronte al suo problema. Ma presi per sfinimento alla fine fanno pace, ( infatti la guerra uomo vs donna, è l’unica guerra in cui i nemici dormono nello stesso letto cit. da qualche comico che non ho voglia di andare a scoprire chi sia).

Fine dell’allegoria, che può essere applicata a presso chè qualsiasi situazione.. ora, non dico che sia così, anche perchè la gravità c’è ancora, quindi non ho capito la donna… però sento di essere abbastanza vicino.. comunque, non fraintendetemi, io ritengo la donna una creatura meravigliosa senza la quale la vita difficilmente varrebbe la pena affrontarla, questo post non ha lo scopo di spiegare all’uomo come gestire la donna, anche perchè non è possibile altrimenti l’uomo ammetterebbe di piangere e la donna di masturbarsi, serve a far capire alle donne che non è l’uomo ad essere sempre uguale agli altri uomini, sono le donne che non devono porsi questo problema.